Kriorbs – Hipothesis 38 + Triduplo

Kriorbs – Hipothesis 38 + Triduplo
Domenica 27 maggio 2018, ore 19.15 @ Spazio Arka

1^ Parte – Marco FERRAZZA – Laptop
Gianni ATZENI – Fonti luminose

2^ Parte – Marco FERRAZZA – Laptop
Gianni ATZENI – Triduplo, Quadruotto
e Tridulo. Esecuzione in prima assoluta

Il lavoro presentato oggi presso lo spazio Arka ha come titolo: KRIORBS – HIPOTHESIS 38, ha una durata di circa venti minuti e per l’occasione verrà accompagnato dalla sonorizzazione di Marco Ferrazza. La proiezione si basa su un’esecuzione dal vivo dei Kriorbs, le fonti luminose realizzate da Gianni Atzeni.

Nella seconda parte della serata viene presentato al pubblico TRIDUPLO, uno strumento sonoro a 14 corde, con annessi ulteriori strumenti musicali: Quadruotto e Tridulo. Gli strumenti verranno suonati dal vivo dal loro stesso ideatore ,Gianni Atzeni, che suonerà insieme a Marco Ferrazza al laptop.

MARCO FERRAZZA
Compositore elettroacustico, Marco Ferrazza ha studiato arte contemporanea e musica elettronica. I suoi lavori indagano costantemente le relazioni tra musica sperimentale e nuove tecnologie. “Lavoro sempre partendo da registrazioni ambientali, cioè da suoni concreti. Posso registrarli in ambienti chiusi o all’aperto, in città o in luoghi naturali. La loro successiva manipolazione digitale mi porta spesso a costruire dei suoni che sono irriconoscibili rispetto alla fonte originaria, ma inediti dal punto di vista percettivo. Nel mio lavoro in studio metto spesso in relazione suoni concreti e suoni manipolati per sentire se e come ‘stanno bene insieme’. Il lavoro performativo consiste poi nell’ulteriore rielaborazione di tali registrazioni, nel loro accostamento inedito, nella scoperta di nuove analogie timbriche e nella realizzazione dal vivo di composizioni sonore.”
www.marcoferrazza.com
marcoferrazza@gmail.com

GIANNI ATZENI
Da diversi anni a questa parte, il continuo contatto e uso di materiali di riciclo mi porta a sperimentare nuovi percorsi creativi, sfociati in quello che considero, attualmente, uno dei motivi più importanti della mia produzione artistica. Così come per la stampa calcografica la pressione del torchio riporta “riflessa” sulla carta l’immagine speculare della lastra inchiostrata, ora adotto, al posto del metallo, una pagina specchiante e uso al posto del torchio e dell’inchiostro, fonti luminose che, puntate su la medesima, creano inaspettate immagini speculari riflettenti. Impadronito della nuova ispirazione culminata nel 2009, anno in cui tengo le mie prime apparizioni sotto forma di performance davanti a un pubblico interessato alla novità. Le mie improvvisazioni, KRIORBS (L’insieme della manipolazione delle fonti luminose con la musica diventano protagonisti dell’evento. Essi scrutano nei dettagli più inaccessibili all’occhio e dell’orecchio di chi guarda e di chi ascolta favorendo scenari che l’immaginazione può creare), si fregiano delle collaborazioni AUDIO con alcuni nomi importanti della musica elettronica sperimentale contemporanea del panorama sardo ma non solo: Maurizio Conte, Roberto Zanata, Marco Ferrazza, Roberto Musanti, Roberto Follesa, Filippo Mereu, Massimiliano Atzeni, Mario Massa e Marco Antagonista.

TRIDUPLO – Quadruotto e Tridulo. Cosa sono?
L’insieme di questi strumenti. nascono, da una idea, nel tempo sopita, riaffiorata in questi ultimi anni e che ho voluto fortemente realizzare per soddisfare una mia innata passione per la musica e la sperimentazione nel campo dell’arte contemporanea.

Già, perché mi riferisco all’arte contemporanea?
Tralascio di descrivere la mia biografia.
Se vi va di dare un’occhiata a questo link, troverete note relative sul mio lungo lavoro artistico, iniziato negli anni settanta e che ancora oggi amo, e capirete cosa intendo per “sperimentazione” nel campo dell’arte contemporanea: https://www.facebook.com/notes/gianni-atzeni/biografia/10154839755107172/
Quindi, partendo da un progetto cartaceo, la realizzazione dello strumento principale inizia col taglio dei compensati, con l’assemblaggio delle strutture portanti della cassa armonica, con gli appositi manici per le corde, con le meccaniche necessarie e le correlate per l’amplificazione dello strumento.
Non è stato semplice inglobare le 14 corde e i quattro manici intorno alle strutture.
Trovare i punti da sollecitare sui metalli sparsi quà e là e far emergere da essi le nascoste qualità sonore compatibili con gli accordi musicali consueti, non è stato facile.
I suoni armonici e molti altri sconosciuti, rimandano riverberi, “canti” e paesaggi ambientali sonori.
Alla fine, dopo varie incertezze e ripensamenti tecnici, le risultanti sonore sono state definite e lo strumento, oggi, è pronto per il varo definitivo.

Mail: giatzen@gmail.com

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