La differenza del pubblico!

L’arte ha sempre avuto bisogno della committenza dei super ricchi.

Nei periodi più artisticamente felici è però l’arte a fare l’agenda, in quelli meno felici viceversa, sono gli artisti che si trasformano in arredatori di lusso.

In questo momento, l’arte sta adattandosi sempre di più all’immaginario, ai linguaggi, alle logiche sociali dei super ricchi.

E questo rischia di condannarla all’irrilevanza, nel migliore dei casi.

L’arte che può fare la differenza oggi accade soprattutto nello spazio pubblico, e si nutre di rituali di inclusione e non di esclusione, e soprattutto non li strumentalizza a fini retorici.

È un’arte situata su un territorio specifico, che stabilisce un rapporto di fiducia con la comunità e se ne assume la responsabilità.

È un’arte nella quale gli artisti accettano di mettersi in gioco e di essere più direttori d’orchestra che solisti.

La sfida di oggi è questa.

Pier Luigi Sacco

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