La fioritura del miserabile manna per il buffone!

Osservateli ora, proprio ora, e vedrete tutta la miseria del mondo.

Il tempo è giunto!

È come il tempo della fioritura collettiva del bambù o della posidonia oceanica, specie vegetali le cui piante appartenenti allo stesso ceppo genetico fioriscono contemporaneamente, in perfetta sincronia, in qualsiasi parte del mondo si trovino.

Come bambù e posidonia, così, in tempo di elezioni, fioriscono in perfetta sincronia gli umani appartenenti al comune ceppo genetico dei miserabili.
La prima caratteristica dei miserabili, in tempo di fioritura di elezioni, è quella di accusarsi vicendevolmente di miserabilità, di infeudamento, di lecchinaggio ed altre terribilità.


Osservateli, ascoltateli, leggeteli, c’è della maestria nella miseria, a volte della poesia, nel modo in cui descrivono la propria miserabilità attribuendola ad altri.


Le elezioni sono diventate un mega party di ominicchi vestiti da statisti illuminati e disinteressati che millantano militanze immacolate, degasperiane, al di sopra di ogni sospetto di interesse personale o di clan.


Vogliono quel posto da consigliere, da assessore, da segretario personale, da direttore megagalattico di ente, lo vogliono a tutti costi… e, badate bene, sono onesti, onesti di onestà autistica (che è peggio di ogni malvagità) perché dentro il profondo del loro cuore sono davvero convinti che gli spetti per diritto divino (il Dio è ovviamente il clan o l’accademia, l’unico Dio che conoscono).

Da trent’anni non ne vedo uno che creda davvero nei programmi che dichiara di perseguire, che non provi un immenso ribrezzo per le masse di umani a cui vorrebbe organizzare la vita, che abbia un briciolo di empatia con l’anima vera della polis, con le complessità delle comunità umane che vorrebbe governare.

Ah, poi ci sono i non militanti, quelli che non ci mettono mai la faccia, i mai candidati, i sempre fighi, i duri e puri che dopo la fioritura elettorale iniziano la mietitura, il raccolto… sì, è dopo che questi miserabili con la fase posticipata raccolgono i frutti dai politichetti da loro stessi accusati di miserabilità, raccolgono frutti succosi sotto forma di contratti, collaborazioni, progetti… insomma, tecnicità, intellettualità, competenze al servizio della polis, al soldo della polis… soldi, soldi, soldi in cambio di zuppa di ceci e fuffa… tanta fuffa.

Per i buffoni come me, la fioritura elettorale di questa invincibile armata di miserabili e post-miserabili è materiale di inestimabile valore.
Evviva le elezioni!

Antonio Musa Bottero

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