La forma e la Mente allo spazio Search

“Ho usato delle modalità espressive diverse solo apparentemente; la ricerca è sulla luce, uno spazio infinito, profondo e senza limiti, in cui cerco sensazioni forti, annullamento, libertà, silenzio.”
Vincenzo Satta.

Ho deciso di cominciare l’articolo con una citazione, quella di Vincenzo Satta, esposta nell’angolo più intimo della sua personale “La forma e la Mente“, inaugurata il 7 novembre a Cagliari nello spazio SEARCH di Via Largo Felice 2 che rimarrà visitabile gratuitamente sino al 10 Dicembre.

Ed è da quella citazione di Vincenzo Satta che intendo cominciare la mia riflessione, una frase che fa intuire la disposizione mentale, l’atteggiamento anche spirituale, se vogliamo, nell’applicazione di un complesso di approcci segnici e pittorici che variano durante tutto questo percorso intimo curato da Maria Dolores Picciau e Claudio Carritelli.
Queste “carte” in buona sostanza sembrano accompagnarci in un percorso verso l’annullamento del significato, verso una meditazione silenziosa, ma pregna di musicalità, che attraverso l’azione pittorica ci fa concentrare sull’impalpabile luce che la sua pittura riesce ad emettere.
Ed è possibile leggerne il rigore, anche quando la libertà del gesto lascia trasparire, ad un occhio attento, le emozioni; nel lavoro di Satta, anche in quei casi, la predominante è l’autocontrollo dato dall’esperienza, segno di una libertà veramente dominata dalla volontà, e in questa consapevolezza il bene morale emerge, anche e sopratutto nella volontà di creare qualcosa di pulito, di non riducibile ad icona mistificabile da terzi.
Questa sua ricerca costante, sperimentale, si è sviluppata ed evoluta passando da una geometria ferrea a contorni morbidi e imprecisi. Da un sovrapporsi di campiture cromatiche impercettibilmente differenti allo sperimentare l’accostamento di contrasti cromatici forti. Fatti di segni, campiture sovrapposte che non fanno da base ma sono l’immagine rappresentata, in un complesso di approcci del gesto pittorico sempre differenti. Ma è possibile indagare queste trasformazioni solo conoscendo il suo percorso artistico nel completo e le opere esposte in questi giorni a Cagliari rappresentano proprio la parte più intima e meno conosciuta di questi suoi fruttuosi quaranta anni di attività.

Francesco Cogoni.

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