“La lezione di Pinuccio Sciola” di Manolo Accalai

“La lezione di Pinuccio Sciola” di Manolo Accalai

Era l’anno 1993, frequentavo il primo anno di Scultura all’Accademia, il mio Docente di scultura era Pinuccio Sciola.

La lezione del giorno era disegno dal vero del modello vivente.

Erano i primi mesi di lezione all’ Accademia ed io non avevo ancora familiarizzato con l’impostazione di disegno in piedi, con il braccio libero da supporti di appoggio.

Mentre abbellivo, col chiaro-scuro una parte del disegno, il Prof. Sciola, avvicinatosi a me, mi disse:

” Non fermarti ai dettagli, hai un modello davanti, disegnalo rapidamente..”.

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” Non fermarti ai dettagli, hai un modello davanti, disegnalo rapidamente..”.

 

Non avevo capito cosa volesse dire, in quanto supponevo che dovessi necessariamente passare per la fase dei dettagli per considerare il lavoro accettabile.

Il Prof. Sciola si avvicinò una seconda volta e, vedendo che utilizzavo spesso la gomma per pulire il foglio e correggere dettagli, fece una cosa che ancora oggi mi fa sorridere (e qualche volta ho raccontato ai miei alunni):

Sciola allungò la mano sul mio foglio (posizionato in verticale su un pannello) e ne fece una pallina buttandola nel cestino poco lontano! Rimasi a bocca aperta!

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“Sciola allungò la mano sul mio foglio (posizionato in verticale su un pannello) e ne fece una pallina buttandola nel cestino poco lontano! Rimasi a bocca aperta!”

 

 

Non avevo mai visto nessun professore fare una cosa simile, non me l’ aspettavo proprio.

Dopo aver fatto ciò, il Professore mi disse con tono fermo:

” Da ora in poi tu mi fai 50 disegni al giorno, niente gomma, lavorerai sempre su fogli 50×70 o 100×70, come preferisci. Disegna la figura umana, intera, in parti, mani, viso, uomo, donna… 50 disegni al giorno, e me li porti!”

Poi si mise davanti a un nuovo foglio e con gesti rapidi e puliti mi fece un buon esempio di quello che voleva.

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” Da ora in poi tu mi fai 50 disegni al giorno, niente gomma, lavorerai sempre su fogli 50×70 o 100×70, come preferisci. Disegna la figura umana, intera, in parti, mani, viso, uomo, donna… 50 disegni al giorno, e me li porti!”

 

Questa esperienza, assieme a tante altre, mi hanno chiarito la differenza tra l’impostazione e filosofia di lavoro ricevuta prima e quella che mi ha dato l’Accademia.

Ci sono lezioni più importanti di altre, ho vissuto esperienze formative più significative di altre.

Una buona lezione ti lascia il segno, posso andare a recuperarla, rivalutarla e continuare ad imparare da essa.

A questo proposito faccio alcune considerazioni aggiuntive, rivalutando l’esperienza che ho già menzionato:

La prima considerazione, è quella dove mi rivedo nei panni di uno studente, che grazie a una efficace lezione individualizzata (ricevuta e accettata), vive una valida esperienza formativa.

Riconosco che a me serviva essere “scosso” con un intervento didattico impattante,che mi aiutasse a scrollarmi di dosso una viziosa e restrittiva maniera di lavorare.

Seguendo i consigli di Sciola, nelle settimane che seguirono (mentre realizzavo effettivamente 50 disegni al giorno) comprovai la validità dell’insegnamento.

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Riconosco che a me serviva essere “scosso” con un intervento didattico impattante,che mi aiutasse a scrollarmi di dosso una viziosa e restrittiva maniera di lavorare. “Seguendo i consigli di Sciola, nelle settimane che seguirono (mentre realizzavo effettivamente 50 disegni al giorno) comprovai la validità dell’insegnamento“.

 

Facendo ora riferimento al sistema didattico del Docente, è utile sottolineare quanto il profilo artistico di Pinuccio Sciola condizionasse in positivo la sua autorevolezza nei miei confronti, come pure dei miei colleghi di corso.

Il rispetto, l’ammirazione, la stima; tutte qualità che giocano un ruolo decisivo quando si deve essere ascoltati.

Forte di questa consapevolezza, l’insegnante Sciola, aveva costruito un rapporto aperto e diretto col sottoscritto che mi misero nelle migliori condizioni di recepire l’insegnamento.

L’importanza della partecipazione reciproca insegnante-allievo, ottimizza l’acquisizione delle informazioni e saperi attivati nella relazione.

La competenza, la visione e l’attenzione consentì all’insegnante di aiutarmi ulteriormente.

L’insegnamento non si consumò con la brusca correzione, a quella seguì l’esempio pratico dove il Docente fece in buona parte il lavoro che avrei dovuto fare e non solo, mi diede dei compiti specifici (i 50 disegni al giorno) e mi chiese di portarglieli.

Si potrebbe fare un appunto sul gesto poco “raffinato” di accartocciarmi il disegno ma, per quanto mi riguarda, non cambierei mai quella lezione con un’altra.

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“L’insegnamento non si consumò con la brusca correzione, a quella seguì l’esempio pratico dove il Docente fece in buona parte il lavoro che avrei dovuto fare e non solo, mi diede dei compiti specifici (i 50 disegni al giorno) e mi chiese di portarglieli. Si potrebbe fare un appunto sul gesto poco “raffinato” di accartocciarmi il disegno ma, per quanto mi riguarda, non cambierei mai quella lezione con un’altra”.

 

Oggi in qualità di insegnante, ripercorro e applico con i miei alunni quegli aspetti dello stile didattico del Prof. Sciola che considero molto validi, coerentemente al mio profilo didattico, come ad esempio: passare nelle postazioni degli alunni, uno ad uno, allo scopo di individualizzare l’insegnamento. 

La differenza tra l’impostazione di lavoro, dall’Istituto d’Arte all’ Accademia, divenne evidente per me da quel momento in poi, condizionando notevolmente i miei successivi anni di formazione artistica e professionale. Ringrazierò sempre Sciola per quella lezione individualizzata.

L’ Accademia (negli anni che ho frequentato) era ricca di Docenti-artisti di grande esperienza, dal profilo caratteriale carismatico, riuscendo a trasmettere a noi studenti la magia e la meraviglia, quella gratificante ed appagante sensazione che si prova nel riconoscerti nei tuoi lavori, nel riuscire a maturare un processo di sviluppo meta-cognitivo, dando inizio a un processo di costruzione e identificazione auto-poietico, peraltro condiviso tra compagni di corso e studenti degli altri corsi dell’Accademia. Sono stati anni di grande crescita, sia sotto l’aspetto professionale che sociale, considerando quest’ ultimo, in qualità di insegnante, di pari importanza alle competenze disciplinari.

 

Manolo Accalai

 

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