La polpetta avvelenata di Renzi e Pigliaru all’isola.

Una polpetta avvelenata.
Ecco che cos’è l’accordo Renzi-Pigliaru per il cosiddetto Patto per la Sardegna siglato nei giorni scorsi con grandi strombazzate e manifestazioni di gioia.
Perché ora che lo si è potuto guardare con più attenzione si scopre che all’interno, assieme ai vari finanziamenti, fra gli interventi strategici dell’Asse di intervento sullo “Sviluppo economico e produttivo” compare anche un rifinanziamento dell’inceneritore di Tossilo.
E chi se ne frega se le popolazioni non lo vogliono, chi se ne frega se i risultati della ASL hanno riscontrato un picco di tumori nelle zone interessate, chi se ne frega se anche una sentenza del TAR recentemente aveva bocciato tutte le autorizzazioni, chi se ne frega se i nuovi dettami dell’Unione europea prevedono il rapido e progressivo abbandono dall’incenerimento dei rifiuti, con o senza recupero energetico, entro il 2020 (cioè fra meno di quattro anni), e la dismissione degli inceneritori esistenti?
Ma in tempi di revisionismo Pigliaru deve aver rispolverato il vecchio motto “Me ne frego!”
Ed ecco allora pronti altri 38 milioni di euro, da sommarsi a quelli già stanziati dalla Regione, per finanziarlo ancora e farlo ripartire alla grande.
Del resto i fumi velenosi non arrivano mica al palazzo della Regione. 
Tantomeno a Montecitorio.
Ecco, a riflettori spenti, il vero volto dello “sviluppo” tricolore e del rilancio della Sardegna.
Hai visto l’altro giorno come sorridevano?

Renzi, Pigliaru, Ganau, il sindaco Sanna, i pezzi grossi del PD, della Regione e dell’Università… E ci sono anche quelli che dicono che stanno “facendo lo Stato”.
Loro lo sapevano bene che tra le carte c’era il rilancio di Tossilo.

E sorridevano, felici.
Ridevano dell’avvelenamento della tua terra e del tumore dei tuoi fratelli, così come ne hanno riso quelli che li hanno preceduti, tra i laghi al cianuro di Furtei, i sacchi di veleno di Porto Torres e i fanghi rossi di Portovesme…
Noi ci stiamo organizzando ogni giorno di più e stiamo lavorando sodo.
Un giorno gli passerà la voglia di ridere.
E allora, finalmente, a ridere sarà il popolo sardo.

 

Pier Franco Devias

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