La sagra della musica di merda-spettacolo

La sagra della musica di merda-spettacolo, artisti surgelati pronti all’uso, canzoni da micro onde.

Sinceramente capisco che i tempi siano cambiati e questo ci puo’ stare ma si relega il tutto a un teatrino triste, a una bancarella di tarocchi musicali senza senso dove la musica, nella migliore delle ipotesi, viene confezionata, imbustata con un bel packaging e i testi sono accozzaglie di banalità perepè papapa na na na.

Sono cambiati i tempi è vero.

Qualcosa esiste ancora e questo qualcosa resta genuino (al di là dei gusti). Produci, promuovi e poi crepa che tanto di quella musica non resterà traccia o memoria storica.

La musica oggi è solitudine è sempre più una caricatura di se stessa.

Gli stessi ascoltatori ormai non sono disposti più a sforzarsi , ad affezionarsi a una band; è importante che tutto sia fast food sonoro, happy meal di cazzate gestite da quattro coglioni che stanno dietro i talent show e qualche edizione o pseudo major.

Eppure qualcosa esiste e resiste ed è su questo qualcosa che dobbiamo ricostruire, come dopo una guerra. 

Q sa razza 


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