La Scienza come religione!

LA SCIENZA COME RELIGIONE: UN APPUNTO TEOLOGICO SULLA FEDE DI QUESTI TEMPI PANDEMICI

Nel post precedente abbiamo visto come la Scienza-religione forma il suo clero, e abbiamo etichettato la Scienza come una divinità impersonale.
Ora vediamo nel concreto come agisce questa divinità, con quale scopo, con quali mezzi.
La Scienza è una divinità impersonale poiché non ha alcun attributo, sentimento, spinta all’azione paragonabile a ciò che muove l’uomo o ad una divinità personale come il Dio rivelato da Cristo o il Geova ebraico:
la Scienza è simile ad una forza che elargisce la sua azione benevola all’uomo tramite la rivelazione di un metodo (quello scientifico) e di doni derivati da questo metodo (i farmaci e i vaccini), queste rivelazioni vengono consegnate al clero scientifico e quindi redistribuite a tutta l’umanità
. Il fine di tali doni è aumentare la conoscenza umana sulla natura, addomesticarla e prolungare la durata della vita biologica dell’uomo.
La natura (con la n rigorosamente minuscola) nella Scienza-religione non è divina né sacra, ma è una pura macchina creatrice di problemi, malattie mortali, pandemie.
La natura è un gelido meccanismo mosso da leggi cieche e brute, che la Scienza disvela all’uomo perché le comprenda, le aggiri e le pieghi ai suoi interessi con il fine di vivere il più a lungo possibile.
La Scienza non promette quindi né l’immortalità in questo mondo né una vita dopo la morte, ma solamente di perpetuare il più a lungo possibile la nuda vita biologica dell’uomo: questa promessa così povera e deludente se paragonata alla redenzione cosmica delle religioni abramitiche e alla salvezza dell’anima di quelle orientali, assomiglia molto alla promessa fatta dall’ambientalista-influencer Greta Thunberg all’inizio della sua predicazione, quando intimava al mondo di conventirsi ad una vita ecosostenibile ed in cambio la natura lo avrebbe risparmiato dalla catastrofe ambientale.
La Scienza-divinità quindi non offre né un senso ultimo alla vita, né propriamente dei valori con cui orientarsi nell’esistenza, ma solamente delle conoscenze e degli strumenti per vivere più a lungo (questo punto assai emblematico lo svilupperemo meglio altrove).
La Scienza è una divinità impersonale benevola verso l’umanità, ma non in egual misura.
La Scienza infatti predilige i popoli occidentali e democratici, i primi ad aver accolto il Suo verbo, fatte proprie le Sue rivelazioni, accettato con gioia e devozione i Suoi doni (in particolari i vaccini).
Come ribadito più volte da scienziati come Burioni e istituzioni come l’OMS, la Scienza non elargisce i suoi doni agli scienziati che hanno la sventura di risiedere in paesi non democratici (o peggio, ideologicamente contro la democrazia) come la Russia, la Cina, Cuba.
Le istituzioni scientifiche, gli scienziati, le riviste scientifiche di tali paesi infatti sono corruttibili e ideologizzate, al contrario di quelle occidentali, contravvenendo così alla perfezione morale richiesta al clero scientifico perché possa accogliere la rivelazione della divinità.
La corruzione di tali istituzioni è tale che i loro “vaccini” sono falsi vaccini (lo Sputnik e il Sinopharm) che proteggono solo al 50% dal Covid e provocano pesanti reazioni avverse, al contrario di quelli occidentali che proteggono al 95% e non hanno effetti avversi (e se li hanno, sono così trascurabili da essere praticamente inesistenti).
La Scienza quindi è una divinità impersonale e imparziale, ma per ragioni non ben spiegate preferisce gli occidentali agli altri, predilizione che fa sì che i Suoi doni vadano dati prima ai popoli bianchi e solo dopo che tali popoli se ne sono saziati a tutti gli altri.
Questa predilizione è evidente dai nudi dati: il 60% della popolazione occidentale ha ricevuto almeno una dose dei veri vaccini, il resto della popolazione mondiale non arriva all’1,4%.
Sebbene non sia mai detto in maniera chiara dai suoi teologi e predicatori, alcuni miscredenti (fra cui l’OMS) suggeriscono che questa evidente predilezione dipenda non tanto dall’architettura democratica degli stati occidentali, ma dalla loro ricchezza e dai loro obbiettivi geopolitici. Ovviamente tali illazioni vengono derubricate come blasfemia e nemmeno commentate dal clero scientifico e dai semplici fedeli.
Nel prossimo post abbozzeremo l’analisi del rapporto fra Scienza e semplici fedeli, il ruolo del clero in questo rapporto, la funzione del dogma per mantenere unita e compatta la chiesa scientista.
Federico Leo Renzi
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