La scultura di Carlo Loi? Meglio i tavolini del bar

Rimossa la Scultura di Carlo Loi, artista ed ex docente di Discipline Plastiche del Foiso Fois.
La rimozione è avvenuta a tempo di record ed al posto della Scultura e della fontana che erano li da trent’anni adesso ci sono tavolini dei bar, scomparse anche le aiuole.

La storia ha dell’incredibile e ben racconta l’attuale relazione di Cagliari con i suoi artisti e la sua cultura residente.

Una storica Scultura di Carlo Loi, ex docente del Liceo Artistico “Foiso Fois” di Cagliari è stata rimossa da Piazza Yenne per fare spazio ai tavolini dei bar di una città sempre più turistica e sempre meno artistica,  culturalmente povera per il turista.

“Studenti dell’epoca ricordano ancora come Carlo Loi, docente di Discipline Plastiche e di Figura ed Ornato Modellato, facesse partecipi della gestazione del suo lavoro gli studenti del Liceo Artistico di Cagliari nel laboratorio di Discipline Plastiche della sede di Via San Giuseppe, mostrandone la gestazione e la nascita anche attraverso bozzetti grafici e prototipi in legno.”

L’opera Scultorea alta cinque metri è stata rimossa per fare spazio ai tavolini dei bar, non è di semplicissima collocazione ed ambientazione e lo stesso scultore Loi non sa al momento che ne sarà di lei.

La cosa veramente assurda è che lo scultore Carlo Loi non sapesse nulla della rimozione del suo lavoro, nessuno gli ha comunicato nulla ed è stata rimossa a tempo di record.

L’unica cosa certa è che la Scultura è ora in un deposito comunale di Via Po in attesa di nuova collocazione.

La Scultura-fontana era immersa nel verde scomparso con lei, adesso la piazza è spoglia, vuota e si presenta come una distesa di granito.

L’opera è un lavoro di trent’anni fa ed è una delle rare testimonianze di ricerca plastica e contemporanea residente, in una piazza come quella Cagliaritana che non ha mai brillato nel tutelare lavori e ricerche dei suoi artisti residenti.

La Scultura è una Scultura che oltre a esprimere le avanguardie delle ricerche plastiche degli anni novanta, tra astrazione e costruttivismo, ha avuto anche una sua gestazione formativa e didattica, studenti dell’epoca ricordano ancora come Carlo Loi, docente di Discipline Plastiche e di Figura ed Ornato Modellato, facesse partecipi della gestazione del suo lavoro gli studenti del Liceo Artistico di Cagliari nel laboratorio di Discipline Plastiche della sede di Via San Giuseppe, mostrandone la gestazione e la nascita anche attraverso bozzetti grafici e prototipi in legno.

Questa incredibile storia bene mette a fuoco il rapporto tra Cagliari e la cultura e la ricerca artistica, non a caso tutto ciò avviene senza battere ciglio, nell’unica città metropolitana d’Italia e d’Europa priva di un’Accademia di Belle Arti e con il suo storico Liceo Artistico, dove lo stesso Carlo Loi ha insegnato, senza una sede fissa storica in una condizione di mobilità e nomadismo permanente.

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  • Josh Bast

    Asfalto? Ma almeno ci siete passati?

    • Certo che si, concedici l’uso della metafora, quell’asfalto sta a sottolineare la scomparsa della fontana e dell’angolino di verde che connotava e completava il lavoro nella sua interazione ed ambientazione cittadina, sono scomparse le aiuole o non è così?

      • Josh Bast

        Visto che non è asfalto….. La scomparsa della fontana che poi era più il tempo spenta che altro, ha permesso il ritorno alla fruizione di una piazza che prima era assolutamente invivibile e la stessa veniva oscurata dai gabbiotti dei locali.
        La fontana aveva un senso là, sino a quando la piazza era praticamente vuota e non esisteva una cosiddetta “Movida” all’interno della stessa. Non era infatti situata al centro della piazza ma bensì in un angolo della stessa, che durante gli anni è stata lentamente circondata da tavolini e gabbiotti, quindi in pratica era diventata secondaria come complemento d’arredo.
        Inoltre, da quando è stata installata, nessuno ha mai gradito se non pochi eletti a quanto pare, la sua somiglianza con un fallo e anzi era un moto di scherno fra ragazzi ed adulti. (Ci vediamo vicino al fallo).
        Non spiegare, che lo spostamento momentaneo (spero) della fontana è venuto a seguito della riorganizzazione della piazza Yenne, da un luogo ormai invivibile per via delle stesse aiuole che ne occupavano buona parte dello spazio e dei gazebo, ad una piazza vivibile, luminosa e che permette di poter vedere sino al porto con un unico sguardo.
        Ecco, va bene difendere l’arte, va bene essere pro-arte.
        Ma bisogna anche analizzare e dire le cose bene come stanno, senza cercare strane congiunzioni astrale giusto per ..
        Salut…

        • Ma chi cerca strane congiunzioni astrali?
          La questione è un altra e sul punto ti chiedo di essere corretto: E’ stata rimossa una Scultura che viveva quello spazio da trent’anni e tu difendi l’intervento con uno “spero sia uno spostamento momentaneo”, lo Scultore non è stato interpellato, al momento la Scultura non è stata ricollocata ed a sostegno di tale “operazione” tu ironizzi con il “ci vediamo vicino al fallo”?
          Ma sai che al museo Mirò di Barcellona all’ingresso c’è proprio una Scultura in bronzo a fallo retto con cui immancabilmente le turiste si fanno la fotografia? Per non parlare delle stanze erotiche di Pompei al Museo Archeologico di Napoli, allora, facendo i seri, che la Scultura con l’avanzare della movida avesse perso visibilità e forse dignità può essere un discorso di senso, ma allora perché non puntualizzarlo anche con lo stesso artista?
          Perché questo silenzio assordante?
          Perché non pianificare una soluzione che accontentasse tutti, anche chi vorrebbe una Cagliari che sia anche fulcro di ricerche e di sviluppi di linguaggi a partire dalle storie dei suoi artisti residenti.
          Nessuno cerca congiunzioni astrali, si cerca solo di comprendere certi atteggiamenti che con il passare del tempo sembra stiano diventando tacita prassi, si cancella un murales di Pinuccio Sciola? Non è un problema, la responsabilità è condominiale; un writer “pasticcia” una panchina? è un vandalo e va condannato via social network; a Piazza Yenne non c’è spazio? Rimuoviamo la scultura, non importante pianificarne la ricollocazione con lo Scultore.
          Sono tre casi infilati a caso, che qualche interrogativo riguardo a come si potrebbe ottimizzare e pianificare la messa a sistema dei linguaggi dell’arte e degli artisti residenti, e farne patrimonio civico e culturale comune, almeno autorizza a porlo, o no?
          Aggiungici che Cagliari è l’unica città metropolitana d’Italia ed Europa a non avere ancora un’Accademia d’Alta Formazione Artistica e tutto nel suo procedere come prassi standard allarma chi non l’arte e la cultura artistica ha una relazione importante per percorsi di vita, di formazione e di cultura, sono degli eletti? Allora a questo punto bisognerebbe chiedersi perché a Cagliari certe questioni siano da eletti e in altri contesti metropolitani no, che dici? Proviamo a chiedercelo?