LA “SINISTRA” E L’ABOLIZIONE DEI DIRITTI

LA NUOVA “SINISTRA” E L’ABOLIZIONE DEI DIRITTI UNIVERSALI A FAVORE DEI DIRITTI A PUNTI
La crociata contro i no vax arriva alla sua logica conseguenza:
la proposta di abolire il sistema sanitario gratuito e universale per sostituirlo con un sistema sanitario a punti, dove l’assistenza sanitaria costa a seconda del tuo stile di vita.
A qualcuno sembra paradossale che questa proposta arrivi da chi una volta si definiva “di sinistra” e si sente erede della tradizione comunista e cattolico socialista, ma il paradosso è tale solo superficialmente.
La trasformazione della sinistra da ideologia che trovava il proprio fulcro nell’estenzione universale dei diritti sociali e secondariamente di quelli civili a ideologia dei competenti e dei moralmente superiori, ha partorito come logica conseguenza il ritenere di “sinistra” qualunque posizione vincoli la possibilità di usufruire dei diritti politici e del welfare state prima a posizioni di tipo etico-politico (l’abolizione del suffragio universale per chi vota “il partito sbagliato”) e oggi sanitario (togliere la sanità gratuita a chiunque metta in pericolo la salute propria e altrui, oggi i novax, domani potrebbero essere i fumatori ad esempio).
Il passaggio è tanto più logico e consequenziale se si riflette su come le posizioni di tipo etico-politico contengano costitutivamente una radice arbitraria e contingente (può una fazione politica professare sempre “la posizione sbagliata”?), mentre le posizioni di tipo sanitario e salutista hanno un’indubbia componente calcolabile scientificamente e statisticamente (quanto costa un non vaccinato allo stato?
Quanto costa un tumore di un fumatore o una cirrosi epatica di un alcolista al SSN?).
L’ovvio e auspicato sbocco di queste posizioni è la creazione di un nuovo modello di stato etico, lontano tanto dai totalitarismi novecenteschi quanto dallo stato liberdemocratico classico:
nel modello auspicato dalla nuova “sinistra” non ci saranno uomini e sottouomini, ma cittadini di serie A, B e C, in cui le categorie saranno composte da cittadini che avranno più o meno diritti e welfare a seconda della loro adesione all’etica ufficiale propugnata dallo stato.
Federico Leo Renzi
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