LA SIRENETTA NERA E L’IMPERO USA

LA SIRENETTA NERA E L’IMPERO USA CHE ALLARGA LA SUA BASE DI CONSENSO ALLE RAZZE TRADIZIONALMENTE DISCRIMINATE
La polemica sulla sirenetta nera si contraddistingue perché né la fazione pro né quella contro la decisione della multinazionale Walt Disney capiscono qual è il senso dell’operazione, o se la capiscono evitano di mettere sul tavolo le reali motivazioni della scelta.
Da anni gli Stati Uniti sperimentano una crisi sistemica del modello di gerarchia razziale che aveva generato la loro crescita economica e la loro supremazia militare.
La tradizionale subordinazione economica, culturale, estetica delle minoranze etniche non bianche è entrata irreversibilmente in crisi già negli anni ’60, quando sommando afroamericani, latinos, estremo orientali, ecc si otteneva che i bianchi WASP stavano diventando una minoranza.
Proprio negli anni ’60-’70 si ha il primo tentativo di allargamento della base razziale della classe dominante WASP pur di mantenere il potere:
italiani e irlandesi prima considerati non bianchi, vengono di colpo avanzati a bianchi e cooptati nei ruoli di potere economici, politici e militari.
E’ l’epoca dei grande cinema italoamericano, dell’irlandese J.F Kennedy eletto grazie ai voti degli italoamericani, ecc ecc tutto questo avviene in cambio di un patto molto semplice: vi apriamo le maglie del potere, se accettate i nostri valori.
Da circa un trentennio (epoca prima presidenza Bill Clinton) sta avvenendo il tentativo del secondo grande compromesso: quello fra bianchi WASP e neri, latinos, estremo orientali.
Qui però la questione sembra essere più complessa: se irlandesi e italiani morfologicamente (ricordiamo che il pensiero USA è profondamente razzista) spesso sono difficilmente distinguibili da inglesi e tedeschi, per un afroamericano o un messicano la cosa è molto diversa.
La questione quindi viene posta su un altro piano:
vi cooptiamo nella classe dirigente non come massa razziale, ma come singoli che dimostrano di aver interiorizzato perfettamente i valori WASP.
Da qui la nascita di un’estetica cinematografica, letteraria, artistica, ecc che ha un unico ed estremamente monotono obbiettivo: mostrare protagonisti afroamericani, asiatici (molto meno), latinos, ecc che dimostrano di aver assimilato i valori WASP e attraverso un conflitto con la mentalità retrograda dall’ambiente ottengono l’ambito posto di potere nelle gerarchie del complesso economico-politico-militare.
Veniamo dunque alla questione sirenetta nera.
Il fatto che la nuova sirenetta abbia fattezze afroamericane conta poco nulla: la fiaba, i valori trasmessi, il messaggio sono sempre e monotonamente bianchi WASP.
Quello che cambia è che a indottrinarci sulla bellezza e la supremazia dei valori WASP non è una bella giovinetta di fattezze caucasiche, ma una bella giovane di fattezze afro.
La Disney porta avanti questa politica in maniera estremamente coerente da anni: dalla serie “The Falcon and the winter soldier” è un attore afroamericano ad assumere il ruolo di Captain America (il simbolo dell’imperialismo benevolo USA), passando per Mrs Marvel in cui è una ragazza pakistano-musulmana a farsi paladina dei valori bianchi protestanti, non c’è serie/film prodotta dalle multinazionali “progressiste” USA in cui questo intento non sia esplicitamente dichiarato.
L’intento è talmente plateale e conosciuto e riconosciuto da tutti, che Netflix può produrre un film come “Outside the Wire” il cui il coprotagonista è l’attore afro Anthony Mackie, che nel film impersona un soldato-androide che in una scena ci dice esplicitamente che è stato modellato sulle fattezze di un afro americano “pulito” (cioè con un look e delle fattezze che ricordano un bianco) per tranquillizzare le popolazioni dei paesi in cui gli USA intervengono militarmente che sono rispettosi delle differenze etnico-culturali delle popolazioni “aiutate”.
Praticamente una produzione culturale dell’imperialismo USA ci dice tranquillamente ed esplicitamente che l’impero USA utilizza le minoranze etniche tradizionalmente discriminate al suo interno per fare propaganda imperiale al suo esterno.
In poche parole la sirenetta nera non cambia nulla: sotto un corpo afro battono sempre e solo i tradizionali valori bianchi protestanti statunitensi. Cambia il contenitore, ma la cara vecchia propaganda è sempre la stessa. Proprio per questo i progressisti liberal statunitensi e nostrani sono così smaccatamente pro tali operazioni: il successo che riscuotono presso le minoranze per loro è la dimostrazione che qualunque sia la razza, la religione, il sesso, il genere e l’orientamento sessuale del protagonista, i valori a cui aderirà e difenderà saranno sempre quelli dell’Occidente protestante bianco.
Secondo tale pensiero “progressista” la nostra supremazia etica è talmente evidente e “incontrastata”, che poco importa chi sei, di colore sei e con chi ti accoppi, finirai comunque per aderire e propagandare i nostri valori.
Federico Leo Renzi