L’algoritmo pittore da Christie’s

“Ritratto di Edmond Belamy” è stato generato da un algoritmo addestrato sulle opere prodotte tra il XIV e il XX secolo.

Valore stimato tra i 7mila e i 10mila dollari!

Quando ragioniamo sui linguaggi dell’arte, dal punto di vista umano, mai così sotto attacco come in questo millennio, da parte di applicazioni, social network ed algoritmi che omologano e snaturano, pensiamo a cose come questa; si resiste a tutto questo soltanto attraverso la naturale comunicazione umana, evadendo dagli schematismi del mercato.

Un appunto, che una casa d’asta come Christie’s metta all’asta un’operazione del genere, apre anche una serie di conflitti etici, in relazione al valore di mercato dell’arte; si possono consegnare i linguaggi dell’arte a un’intelligenza artificiale e i relativi introiti a gruppi di ricercatori che lavorano con i big data delle intelligenze artificiali?

Il quadro fa parte di un gruppo di 11 ritratti di un’immaginaria famiglia, ideati da un trio francese di venticinquenni, hanno archiviato in un algoritmo 15mila dipinti realizzati tra il XIV e il XX secolo.

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