L’ARTE AL TEMPO DEL #COVID19 #FASE2

L’ARTE AL TEMPO DEL #COVID19 #FASE2

Buongiorno e benvenuti a Radio Mimmo, Radio Laboratorio M1, il vostro laboratorio smart direttamente nel vostro smartphone, il laboratorio nella vostra applicazione, l’applicazione che diventa il vostro laboratorio, applicazione ovviamente nel senso di dedizione quotidiana.

La libertà è una forma di disciplina, l’abbiamo detto più volte, in quest’ottica, un laboratorio non può non avere come suo pilastro fondante e pietra miliare, l’applicazione di chi lo frequenta seppur a distanza.

Riprendiamo una tematica che ieri vi ho accennato e m’interesserebbe distillarvi, la questione della didattica a distanza, con tutto ciò che comporta, con tutti i riflessi e tutte le mutazioni sociali, culturali ed economiche che ne deriveranno.

Lo spunto di partenza è quanto e come, molte università e molti enti d’alta formazione artistica, lo dico nella doppia veste, da orientatore in uscita e animatore digitale, stanno contattando il nostro Liceo, storico bacino delle Accademie dell’altrove, dal momento che Cagliari come ben sappiamo, l’abbiamo sviscerato in tutte le modalità, è l’unica città metropolitana occidentale ancora priva di un’Accademia di Belle Arti, in questo periodo quindi freneticamente, ossessivamente, compulsivamente, vengo contattato da questa o quella Accademia, questa o quella Università, che in modalità didattica a distanza, tramite zoom, iscrizioni a gruppi facebook e prenotazioni varie, offre la possibilità agli studenti delle quinte in uscita, di saperne e capirne di più, di questa o quell’università, di questa o di quell’Accademia, questo anche nel nome del non sapere quanto e come la tragedia pandemica #Covid19 influirà sugli iscritti alle Università e nelle Accademie.

Le Università non sono scuole dell’obbligo, hanno cospicue e congrue casse con relative tasse d’iscrizione (le Accademie a dirla tutta hanno costi sempre più accessibili rispetto alle Università), in un momento d’incertezza e indefinizione economica come questa, non è detto che tutte le famiglie possano sostenere costi d’iscrizione, quindi fioccano incentivi e borse di studio, questo nel nome che senza iscrizioni le Università muoiono e gli iscritti servono e sono funzionali, seppure a distanza.

Avviene quindi questa cosa incredibile, dell’orientamento che dall’altrove arriva, proprio come vi arriva il mio fonogramma, la mia lezione whatsapp quotidiana, direttamente da voi, e quindi è possibile seguire comodamente da casa, quello che offre l’Università di Cagliari come l’Accademia di Belle Arti di Siracusa o la Naba di Milano.

Perché trovo questo scenario interessante nel bene e nel male?

Perché da quando è nato il Foiso Fois, e con un’intensità  maggiore da qualche anno a questa parte, proprio da questo Liceo Artistico parte la questione, nel nome della dispersione scolastica, nell’area metropolitana di Cagliari e Regionale, dell’assenza dell’Accademia di Belle Arti di Cagliari.

Questione che sappiamo bene ha trovato da sempre una moltitudine di resistenze, resistenze fondate in realtà sul costo di una pubblica Accademia di Belle Arti di Cagliari in tempi di crisi economica (che precede di una decina d’anni il Covid 19, non dimentichiamolo).

Da quando abbiamo cominciato a fare presente il problema, è un dato di fatto che della Accademie in Italia sono nate, ma sorvolando su questo particolare, applicabile solo a Cagliari, qualcuno oggi potrebbe dirci:

“Che problema c’è se Cagliari non ha un’Accademia di Belle Arti? Tanto con la didattica a distanza in tempi di Covid 19, uno può tranquillamente iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Milano, Siracusa, Napoli…, starsene a casa e seguire i corsi a distanza.”

Quindi, se la frontiera del possibile è che io possa iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Firenze e seguire a distanza da Cagliari, abbattendo i costi, che senso avrebbe un’Accademia di Belle Arti a Cagliari?

Ciascuno di voi avrà la sua risposta, io ho la mia, per me la didattica a distanza è un palliativo, ma non è come essere sotto stimolo quotidiano permanente, ed essere in modalità permanente, interattiva, live con un docente o con degli studenti all’interno dello stesso spazio laboratoriale che ti stimolano, l’arte e la cultura si nutrono e alimentano di luoghi fisici, di scambio e interazione, dove a partire dalla cultura territoriale locale si guarda verso l’altrove e s’interagisce con il futuro.

Non fosse così, per apprendere le dinamiche dei linguaggi dell’arte, basterebbe semplicemente guardare i tutorial su YouTube, che ci sono, che c’erano già, ma sono monchi, sono standard, sono omologanti.

Questo ci aspettiamo per la formazione artistica futura in ogni dove?

Un esercito di creativi omologati e quindi non più creativi, uguali l’uno all’altro, che facciano tutti le stesse cose e quindi più simili a metalmeccanici che agli artisti?

A dopo al secondo fonogramma del giorno.

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Eccoci, secondo Fonogramma del giorno, Radio Mimmo è sempre con voi, la Radio Mobile, il vostro laboratorio smart, il vostro smart working, il vostro laboratorio della mente, del cuore, della progettazione, che cosa ci raccontiamo?

Durante l’intervallo ho preso visione di un progetto che mi è arrivato, si tratta di un progetto di quinta, quindi di un progetto che arriverà dritto dritto, caldo caldo, fresco fresco, sul tavolo della commissione d’esame, come da linee guida di questo bizzarro e bislacco esame che passerà alla storia, siete e sarete la prima generazione di studenti di quinta ad affrontare un esame in tempi pandemici contemporanei, e questo vi rende una generazione sopra le righe, una generazione che affronta la storia, io sono contentissimo di essere quest’anno in commissione, mi capita una volta ogni tre anni, e avere beccato la generazione d’esame ad anno pandemico in corso, per me è motivo d’orgoglio, sono sempre del parere che il Toro della storia va affrontato per le corna, la storia va affrontata di petto e non bisogna nascondersi dietro un dito.

Il lavoro pervenuto è un bell’esempio, classico e Accademico, di come si sarebbe dovuto affrontare questa esercitazione tematica, non solo in chiave d’esame di stato, mi rivolgo quindi anche agli studenti del biennio, lavorare al tema vuole dire affrontare il tema proprio in questa modalità.

Abbiamo cominciato l’anno lavorando sul tema “Arte residente”, la creativa in corso ha remixato il progetto sul quale stava lavorando, come fece Pablo Picasso con “Guernica” nel 1937, quell’opera strazio dell’umanità tutta e opera simbolo dello strazio del secondo conflitto globale, nasce con una base di studio di Picasso sulla tauromachia, Picasso indagava la sua cultura popolare e il conflitto uomo animale, seppe dirottare questa ricerca in relazione alle problematiche del suo presente, i linguaggi dell’arte hanno sempre questo doppio registro, sanno sempre essere locali e nello stesso tempo internazionali, sono i linguaggi più parlati al mondo, chi pratica i linguaggi dell’arte può farsi capire dovunque e comunque, poi arriva l’inglese, poi arrivano i social network, poi la globalizzazione, su tutto l’umano comunica dovunque e comunque attraverso i linguaggi dell’arte, un attimo, ho un controllo…

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Ok, controllo superato, era per chi usciva e non per chi entrava e per fortuna io sto rientrando.

Ci stavamo dicendo, i linguaggi dell’arte hanno da sempre questa dimensione, non sono mai provinciali quando si tratta di ricerca artistica, quando non sono studio, artigianato e/o hobby, i linguaggi dell’arte dovunque si manifestino, sono sempre internazionali.

La studentessa in questione ha lavorato sulla maschera di “Su Boe” che era parte del suo progetto su “L’Arte residente”, che ha arricchito con dei guanti in lattice, perché trovo questa idea entusiasmante, affascinante e intrigante?

Perché questo laboratorio anche a distanza ha ragionato molto, sulla relazione e la connessione tra un virus come il #Covid19 e i linguaggi dell’arte, e abbiamo capito delle dinamiche di sviluppo similari tra i due organismi, i linguaggi dell’arte si trasmettono da individuo a individuo, nascono in dei luoghi fisici dove gli artisti si confrontano, nascono e si trasmettono adattandosi all’umano e si modificano e correggono in relazione anche agli errori, migliorandosi e arrivando a farsi comprendere da tutti, le avanguardie sono questa cosa qui, sembrano misteriose, in origine certi artisti erano complicati da comprendere, nell’arco di una generazione come per magia tutti comprendono quel linguaggio, quel linguaggio che pareva essere di rottura e fare male, in un secondo momento diventa benefico e terapeutico sensorialmente, pensate alla riabilitazione degli Impressionisti col tempo.

I guanti in lattice che manifestano la maschera di Su Boe, ci fanno pensare al maneggiare con cura, ci fanno pensare “attenzione ti potresti infettare, la tradizione, la storia e la memoria potrebbero infettarti, prendi le distanze da tutto questo, lascia stare l’artigianato sardo, lascia stare l’arte residente in Sardegna, tieni le distanze, maneggia con cura, occhio che t’infetti”.

Progetto ben trattato, brava alla studentessa, attendo sviluppi futuri.

Mi scuso con i ragazzi del biennio per la priorità di laboratorio a distanza che si sta dando alla quinta, ma c’è un esame da fare storico, epocale, un confronto culturale con qualcosa di mai visto, ma la loro traiettoria tematica progettuale è la stessa della vostra, per cui traete insegnamento dai loro progetti, guardate come stanno affrontando la pandemia e portate il loro modus operandi nei vostri progetti pratici plastici a distanza.

Per i ragazzi di quinta, ieri sono state pubblicate le linee guida di quello che sarà il loro esame orale di stato, come volevasi dimostrare il vostro bad teacher sembra avere indovinato tutte le mosse, tutto avverrà in relazione a come abbiamo impostato il lavoro a Settembre, malgrado qualcuna di voi miscredente mi diceva:  “Prof. ma è sicuro? Prof. ma è proprio sicuro che queste saranno le modalità dell’esame?”, come volevasi dimostrare in questo laboratorio, che un laboratorio di ricerca d’avanguardia, più all’avanguardia del laboratorio di ricerca di Wuhan, abbiamo la vista lunga e sappiamo intercettare in tempo reale quello che verrà, prima che questo avvenga.

Buon lavoro a tutti, dal laboratorio M1, laboratorio di ricerca artistica d’avanguardia non solo nell’isola, non solo nel continente, non solo in Europa, ma in tutto il mondo globalmente interconnesso.

In allegato le foto del progetto esaminato e il videogramma dell’artista Nicola Secci.

 

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