L’arte al tempo del #Covid19 #fase2

L’arte residente al tempo del #Covid19 #fase2

Buon Lunedì, manic monday, qui è radio Mimmo, la vostra radio laboratorio, il vostro laboratorio nella vostra applicazione, dove in realtà la vera app, la vera applicazione deve essere la vostra.

News, prima news per i ragazzi di quinta che ripeto, ribadisco e sancisco, hanno la priorità assoluta, si tratta di una generazione di studenti che passerà alla storia dell’umanità come #generazionecovid, perché sarà la prima generazione (spero anche l’ultima visto quello che tutto ciò comporta), ad affrontare un esame di stato in tempo di pandemia, il loro consiglio di classe previsto per domani, dove avevo già allertato i rappresentati di classe, che avrei contattato per fornire loro il codice d’accesso per meet su G Suite, quel consiglio di classe, ma quel consiglio di classe, come tutti i consigli di classe delle classi quinte è stato posticipato, è stato posticipato in attesa che la ministra Azzolina comunichi la conversione di tabella dei crediti che dovrà venire ricalcolata e rimodulata, e che ci sia più nitidezza burocratica per tutti gli studenti coinvolti.

Nella circolare dove ci si rimanda al 26 Maggio, si puntualizza anche la possibilità che il consiglio di classe di quinta, mi sto rivolgendo in questo momento soltanto agli studenti delle classi quinte, possa essere fatto dal vero, live, è una possibilità tra le tante, altrimenti lo si farà a distanza tramite Meet su GSuite, comunicazione di servizio fatta, mi scuso per il tono di voce di oggi, ma ho il maledetto dente del giudizio, che nonostante la mia prossimità ai quarantasette anni non vuole emergere e in dei momenti, in delle fasi dell’anno, la mia assenza di giudizio si fa sentire in maniera netta, ragion per cui oggi ho il ritmo radiofonico e fonogrammatico un poco più lento.

Sono pervenuti dei progetti (uno di seconda e tre di quinta), qualche studente del biennio come di quinta, ha difficoltà a inviarmi in allegato le immagini via classroom, in bacheca presumo non sia possibile farlo (forse per questione di privacy), quindi la consegna deve avvenire in modalità privata.

Progetti che sono pervenuti:

Un primo progetto, al momento in fase schizzi, racconta, partendo dalla suggestione di Hunger Games, che è una suggestione narrativa futuribile, di un mondo governato dal reality in presa diretta, che fonda il suo comunitarismo a partire da paure collettive, dove ci sono distretti divisi, limitati e delimitati in competizione tra loro, la suddivisione è anche per classi sociale, suggestione che può essere una metafora che ben si presta allo scenario #Covid19, dove ci sono Regioni con problematiche molto distinte tra di loro e che pare si facciano competizione tra loro in relazione a una possibile e probabile riapertura in relazione all’indice di contagio del Covid 19, una gara mass mediatica con Barbara D’Urso che commenta in studio.

Hunger Games è fondato sul principio dei distretti, dove un distretto vince sull’altro e i rappresentanti degli altri distretti muoiono in diretta live, nella stessa modalità la studentessa in questione, partendo da Hunger Games ha studiato come narrare plasticamente “L’arte residente al tempo del #Covid19, Hunger Games, così com’è non va oltre il ready-made di concetto, non paga della prima intuizione nelle tre tavole di schizzi ha elaborato il tema, fino ad arrivare agli effetti collaterali che questo reality genera in noi, che sembriamo essere tutti potenziali concorrenti protagonisti.

C’è una democratizzazione del reality, siamo tutti protagonisti sul divano di casa, e ci sono dei seri effetti collaterali, davanti ai quali ciascuno di noi deve resistere, in una qualche modalità dobbiamo reagire e rispondere.

Intuizione interessante, attendo però il progetto definitivo.

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Un primo progetto, al momento in fase schizzi, racconta, partendo dalla suggestione di Hunger Games, che è una suggestione narrativa futuribile, di un mondo governato dal reality in presa diretta, che fonda il suo comunitarismo a partire da paure collettive, dove ci sono distretti divisi, limitati e delimitati in competizione tra loro, la suddivisione è anche per classi sociale, suggestione che può essere una metafora che ben si presta allo scenario #Covid19, dove ci sono Regioni con problematiche molto distinte tra di loro e che pare si facciano competizione tra loro in relazione a una possibile e probabile riapertura in relazione all’indice di contagio del Covid 19, una gara mass mediatica con Barbara D’Urso che commenta in studio.

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Hunger Games è fondato sul principio dei distretti, dove un distretto vince sull’altro e i rappresentanti degli altri distretti muoiono in diretta live, nella stessa modalità la studentessa in questione, partendo da Hunger Games ha studiato come narrare plasticamente “L’arte residente al tempo del #Covid19, Hunger Games, così com’è non va oltre il ready-made di concetto, non paga della prima intuizione nelle tre tavole di schizzi ha elaborato il tema, fino ad arrivare agli effetti collaterali che questo reality genera in noi, che sembriamo essere tutti potenziali concorrenti protagonisti.C’è una democratizzazione del reality, siamo tutti protagonisti sul divano di casa, e ci sono dei seri effetti collaterali, davanti ai quali ciascuno di noi deve resistere, in una qualche modalità dobbiamo reagire e rispondere.Intuizione interessante, attendo però il progetto definitivo.

Altro progetto sempre d’area quinta, è un grande gioco a dimensione bambini, con dei giocattoli all’interno di uno spazio domestico, da leggere come un gioco da tavolo interattivo, si muovono negli stessi spazi e interagiscono tra di loro.

Questo secondo progetto nasce come fosse un gioco da tavola sulla quarantena del #Covid19, nasce pensato per essere realizzato da bambini in quarantena e per farci giocare, dopo averlo realizzato, bambini in quarantena, interessante idea, presentata progettualmente in maniera poco accattivante, l’idea è molto intrigante, anche perché la traiettoria di pensiero della studentessa di quinta è la stessa di Banksy, che in questi giorni ha donato un opera in un ospedale di trincea Covid 19, che ha ragionare come lei, un bambino in una cesta abbandona spiderman e gioca con una bambola di un’infermiera che diventa il suo nuovo giocattolo super eroe.

Riflessione interessante, a dopo per il secondo fonogramma con gli altri due lavori sui quali riflettere, uno di seconda l’altro di quinta.

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Altro progetto sempre d’area quinta, è un grande gioco a dimensione bambini, con dei giocattoli all’interno di uno spazio domestico, da leggere come un gioco da tavolo interattivo, si muovono negli stessi spazi e interagiscono tra di loro.Questo secondo progetto nasce come fosse un gioco da tavola sulla quarantena del #Covid19, nasce pensato per essere realizzato da bambini in quarantena e per farci giocare, dopo averlo realizzato, bambini in quarantena, interessante idea, presentata progettualmente in maniera poco accattivante, l’idea è molto intrigante, anche perché la traiettoria di pensiero della studentessa di quinta è la stessa di Banksy, che in questi giorni ha donato un opera in un ospedale di trincea Covid 19, che ha ragionare come lei, un bambino in una cesta abbandona spiderman e gioca con una bambola di un’infermiera che diventa il suo nuovo giocattolo super eroe.

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Eccoci, radio Mimmo, torna dopo l’intervallo in questo manic Monday, un Monday caldo, un Monday afoso che genera e determina preoccupazioni come tutti i Lunedì, ho appena risposto con un fonogramma a una studentessa di quinta, che mi diceva:

“Prof.non ho capito, ci hanno detto che la commissione ci assegnerà un tema di lavoro il primo di Giugno”, era preoccupatissima, pensava che questa commissione che assegnasse questo tema di lavoro, squalificasse il lavoro fatto a distanza fino ad ora, cosa ho detto a questa ragazza?

Dico a lei come a tutte le ragazze di quinta, che so bene come in certi momenti dell’anno amplifichino le loro preoccupazioni per motivi di cosmico equilibrio e d’armonia universale, che non sono sotto attacco di una commissione che può squalificare il lavoro fatto sinora, la commissione siamo noi, a tal proposito mi presento:

“Ciao sono Mimmo, sono il vostro professore di Discipline Plastiche, sono in commissione d’esame, sono ance il coordinatore di classe, incredibile come tutto questo ci consenta di lavorare su “L’arte residente al tempo del #Covid19”, tema e tematica di laboratorio che nessuno vi contesterà, all’esame no vi troverete dinanzi una commissione d’esperti virologi e neanche degli alieni che vi studieranno e sonderanno per capire a che livello di cultura evolutiva è il genere umano, vi troverete i vostri docenti che vi conoscono bene, e il fatto che vi conoscano bene non toglie quanto e come voi li possiate sorprendere”.

Questa era la comunicazione di servizio quotidiana di Radio Mimmo, torniamo ora a ragionare dei progetti di quinta, progetti che arriveranno per direttissima sul tavolo della commissione d’esame, perché questa, forse qualcuno non l’ha ancora capito, è la quinta più acculturata del Foiso Fois, questa quinta è il laboratorio di ricerca del Foiso Fois, s’indaga il senso dei linguaggi artistici contemporanei, questo mentre nel resto dei Licei Artistici del globo, sovente ci si ferma a nozioni tecniche, siamo l’avanguardia e la Wuhan dell’arte contemporanea dal punto di vista didattico e dialettico, chi non crede questo è nel laboratorio sbagliato al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Chiuso il preambolo doveroso e necessario, torniamo ai due progetti che dobbiamo ancora analizzare, questa volta parto da un progetto di seconda, fatto in materiale riciclato, concepito in chiave ludica come un gioco giocattolo, con un uomo che scappa su un grattacielo per sfuggire al Covid 19, è un uomo sotto attacco, Humanity under attack potrebbe essere il titolo di questo lavoro, è molto interessante perché è un lavoro di seconda, nasce col principio del gioco e del giocattolo che sta intrigando molto certi artisti contemporanei, abbiamo visto che anche Banksy è partito da questo presupposto, questo progetto mi consente di riprendere la studentessa di quinta del progetto visto prima, nel nome della chiarezza del progetto, è complicato un certo modo di progettare, certe volte la complessità la si veicola meglio con schemi progettuali e processuali semplici, l’idea di Banksy è semplice, un bambino gioca con un giocattolo e il giocattolo è un’infermiera, a me Banksy non entusiasma come artista, ma da docente non posso non notare quanto sia chiara e sintetica la sua comunicazione che lo rende fenomeno massmediatico, questo lavoro fatto da un ragazzo di seconda è efficace dal punto di vista della comunicazione, arriva subito, è immediato, è fresco.

Non esiste al mondo artista che non faccia ragionamenti complessi, prendete me, soltanto voi sapete quanto la mia mente sia contorta, ma cerco di comunicare con voi in maniera sintetica, mi rifletto in voi per tipologia di mentalità e progettualità contorta, per questo vi dico che è importante sintetizzare la complessità, è la sintesi della complessità che dovete fare arrivare all’altro, dovete sempre pensare a chi interagisce con i vostri progetti come un pigro, uno che pensa ad altro, uno che ha voglia di distendersi, sapete quanto stress c’è oggi in giro causa #Covid19? 

Perché ci si dovrebbe fermare a riflettere sul vostro progetto più del dovuto?

Il vostro progetto per sintesi deve fare riflettere più del dovuto chi di dovere.

 

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Un progetto di seconda, fatto in materiale riciclato, concepito in chiave ludica come un gioco giocattolo, con un uomo che scappa su un grattacielo per sfuggire al Covid 19, è un uomo sotto attacco, Humanity under attack potrebbe essere il titolo di questo lavoro, è molto interessante perché è un lavoro di seconda, nasce col principio del gioco e del giocattolo che sta intrigando molto certi artisti contemporanei, abbiamo visto che anche Banksy è partito da questo presupposto, questo progetto mi consente di riprendere la studentessa di quinta del progetto visto prima, nel nome della chiarezza del progetto, è complicato un certo modo di progettare, certe volte la complessità la si veicola meglio con schemi progettuali e processuali semplici, l’idea di Banksy è semplice, un bambino gioca con un giocattolo e il giocattolo è un’infermiera, a me Banksy non entusiasma come artista, ma da docente non posso non notare quanto sia chiara e sintetica la sua comunicazione che lo rende fenomeno massmediatico, questo lavoro fatto da un ragazzo di seconda è efficace dal punto di vista della comunicazione, arriva subito, è immediato, è fresco.

Secondo progetto, evoluzione di un’idea progettuale che la studentessa di quinta in questione ha ampliato, causa forse il mio tono di voce, l’idea era quella di un guanto in una clessidra impossibilitato a toccare la materia in un tempo immobile, causa il mio tono di voce, la creativa in questione, interpretandolo come non entusiasta rispetto alla narrazione di altri progetti, nel nome della sua sensazione ha ampliato il progetto.

L’insicurezza ha attivato un’altra chiave di volta progettuale, il pensiero di un artista, il processo cognitivo di un artista è labirintico, un’idea progettuale può avere mille risvolti, questo è un lavoro che facciamo insieme da anni, con fatica arriva che un progetto non ha ingredienti definitivi e netti, l’unico ingrediente è la capacità d’elaborazione cognitiva, la capacità di leggere la propria mente in maniera trasversale, ossia aprirla a un ragionamento e a un progetto piuttosto che un altro con grande duttilità.

In buona sostanza, si tratta di modificare e di modificarsi in itinere, con atteggiamento creativo, senza sconfessare la propria idea originaria.

Taglio corto, sto sforando, la studentessa in questione ha prodotto una gif animata, con quel guanto, protagonista del suo progetto, che elaborerà anche plasticamente, che si presenta a noi come un teaser, un intro del suo progetto, quindi quest’intro ha una doppia veste, è un intro del suo progetto plastico, ma è anche l’intro di un animazione che racconterà il suo progetto plastico, tutto questo m’intriga molto.

Radio Mimmo vi da appuntamento a domani, vi lascia con tutte le vostre insicurezze con le quali convivere, anche io convivo con il Covid 19 come voi, vi consiglio con atteggiamento creativo, di prendere le misure alle vostre insicurezze e di trarne una marcia in più rispetto al resto dell’umanità, siete gli artisti del futuro e io ho massima fiducia in voi, buon lavoro a tutti, ci si sente domani.

Buon lavoro a tutti da Radio Mimmo, Radio laboratorio M1, la vostra applicazione che è il vostro laboratorio che vi raggiunge comunque e dovunque, a domani.

 

 

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la studentessa in questione ha prodotto una gif animata, con quel guanto, protagonista del suo progetto, che elaborerà anche plasticamente, che si presenta a noi come un teaser, un intro del suo progetto, quindi quest’intro ha una doppia veste, è un intro del suo progetto plastico, ma è anche l’intro di un animazione che racconterà il suo progetto plastico, tutto questo m’intriga molto.

 

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