L’arte aldilà dell’amicizia

Ruggero Mameli ha scelto Cagliari Art Magazine per fare il punto storico e critico su una realtà contemporanea complessa come quella isolana, che come collezionista (e profondo conoscitore) ha la forza d’incarnare.

In questo testo ci racconta la stima che nutre per Pastorello artista, puntualizzando come per un collezionista l’artista vada acquistato aldilà della stima e dell’amicizia personale, per un collezionista l’artista d’acquistare non è un buon amico, anzi, forse se è un nemico è meglio.

L’arte aldilà dell’amicizia

C’è un forte senso di responsabilità in chi colleziona.

Noi collezionisti non siamo critici né storici dell’arte, abbiamo mandati diversi, motivi diversi e spesso anche opinioni diverse.

Una caratteristica che ci differenzia è, ad esempio, l’essere vittima di costanti elogi, quando gli artisti intendono venderci qualcosa, e di feroci attacchi ogni volta che diciamo no.

Di me si è detto, e si dice, di tutto e di più.

Che sono altruista e generoso ma anche parvenu, grezzo e ignorante. Recentemente un artista di Nuoro mi ha detto: “di te parlano cosi (male) persone autorevoli”, il che mi ha fatto sorridere.

Per una persona che, come me, per anni ha avuto uno slot settimanale in CNBC Arabya e su Bloomberg TV, ha fatto diversi servizi per BBC e Al Jazeera, che è stato pubblicato da Financial Times e da Sunday Times, lavorato e vissuto a Londra, Mosca, Copenaghen, New York, Beirut, Dubai, e Abu Dhabi, ha pranzato a Madrid e cenato a Parigi nello stesso giorno per anni, andava a lezioni di tango a Buenos Aires, e ha gestito una parte del patrimonio di un Altezza Reale del Golfo, l’autorevolezza, credetemi, è un concetto ben diverso da ciò che intende un qualsiasi artista di Nuoro e provincia.

Anche adesso che vivo in mezzo al nulla isolato dagli uomini, ma circondato dai miei tantissimi cani.

A Nuoro, l’ignoranza è tale che ogni laureato è autorevole.

La miseria è tale che ogni dipendente pubblico ha una domestica e si finge borghese guardando dall’alto in basso chiunque non goda del privilegio dato dallo stipendio fisso.

Una cosa è vera: alla gente non piaccio, e francamente lo reputo un vantaggio.

E se a questo si aggiunge il fatto che neanche a me la gente piace, i vantaggi sono due.

Qui non si tratta di soldi, si tratta di personalità, di libertà intellettuale, di chiamare le cose con il proprio nome.

Io non sono una persona sofisticata, tutt’altro, sono molto semplice da capire perché dico esattamente ciò che penso e faccio esattamente ciò che dico.

Sempre; tranne quando mi prometto di farmi la sega, poi invece non lo faccio (devo chiedere scusa ai più delicati per il mio linguaggio, ma non mi sto rivolgendo a dei sofisticati intellettuali, che si sa, le seghe non se le fanno, mi rivolgo invece a una banda di scalmanati che se le fanno e manco si vergognano).

Ecco, in questo caso ammetto di non esser stato coerente.

Perciò chi mi ascolta e mi guarda vede esattamente me stesso, non ciò che vorrebbe che fossi.
Ed è questo che non piace, che disturba alcuni e sconvolge altri, la mia franchezza.

Nel mondo della critica artistica, tranne in alcune rare eccezioni, tutto è bello, tutto è intelligente e tutto vale.

Niente di più falso.

Ci sono cose belle, cose meno belle e cose orrende.

Questo è quanto.

Ma nessuno lo scrive; se lo sussurrano tra di loro attenti a non far trapelare la loro opinione, ma non lo scrivono, né lo dicono pubblicamente.

Forse perché hanno il timore che la loro “carriera” venga stroncata, come se sul serio fosse una carriera degna di essere chiamata tale.

Gran parte sono bravi a scrivere solo brochure.
Alcuni fanno eccezione, e li stimo moltissimo.

Adoro persino la ferocia con la quale criticano i lavori di alcuni artisti, indipendentemente dall’artista, ma limitandosi al loro lavoro.

Ed è giusto che sia cosi.

È giusto che cerchino di tracciare una linea netta tra ciò che vale e ciò che non vale, tra un lavoro serio e una banalità, assumendosene le responsabilità e motivando le loro scelte.

Solo cosi gli artisti meritevoli avranno il giusto riconoscimento del loro lavoro e gli altri no.

Vorrei più critici e curatori di questo stampo.

Sinceri e coraggiosi.

È importante dare delle linee guida agli amatori, agli appassionati, agli investitori, ai collezionisti e perché no, anche agli artisti.

Non può essere tutto bello!

La conseguenza è che un gigantesco branco di pseudo artisti si infila la dove non meritano di stare; in gallerie, mostre, musei, mentre i bravi continuano ad arrancare e non ottengono i riconoscimenti che meritano.

Ricevo quotidianamente e-mail o messaggi di artisti (o presunti tali) che mi chiedono un’opinione sui loro lavori.

Ebbene io non sono un critico, ma esprimo senza imbarazzo alcuno una mia opinione e mi permetto, se ne vale la pena, anche di dare loro qualche suggerimento.

Il mio magazzino ha due stanze separate, con due porte.

Su di una c’è scritto Collezione, sull’altra c’è scritto “nulla”.

La porta con su scritto “nulla”, rigorosamente chiusa a chiave, conserva lavori orrendi.

Donne sarde in costume, pastori che mungono, processioni, santi morti di morte violenta e persino divorati dalle belve, vergini stuprate, lenzuola ricamate.

Credo di avere anche un set di bicchieri in sughero dipinti a mano.

È mio dovere tenere queste cose sotto chiave e risparmiare al mondo un tale sfacelo.

Sono cose che ho comprato da artisti poco dotati solo per dar loro una mano economicamente, incosciente del fatto che cosi facendo avrei alimentato la loro voglia di dipingere.

Un mio grave errore.

Se questi dipingono ancora è colpa mia e accetto la condanna.

Per descrivere questo tipo di lavori userei un detto nuorese: “ne’ pudini ne’ fracana” (non puzzano ne profumano), come dire che sono banali, mediocri e lasciano indifferenti.

Tranne alcuni altri che sono talmente orrendi da far persino sanguinare gli occhi.

Statisticamente, coloro che intendono venderci un lavoro, sono quelli che meno ci aggradano.

Sono anche quelli che più insistono, talvolta senza pudore, orgoglio e nondimeno, educazione.

Un collezionista che ha interesse verso un artista non aspetta mai che sia questo a farsi avanti, ma si muove velocemente prima che altri collezionisti ci mettano gli occhi addosso.

La simpatia e il rapporto personale, tra collezionista e artista, è importante, ma non fondamentale.

Per anni ho comprato, dopo aver individuato i pezzi che mi interessavano, attraverso il fattore che si occupava della mia azienda agricola.

Lo mandavo per gallerie e mostre perché non volevo avere un rapporto personale con artisti e tantomeno con galleristi.

Comprava i pezzi e li portava a casa, a me bastava questo.

L’aneddoto simpatico è che alla fine, in tanti, galleristi e artisti, gli regalavano piccoli lavori come segno di gratitudine, e si è fatto una piccola collezione anche lui e ne va orgoglioso.

Ci sono artisti che ho in collezione e che non ho mai incontrato, altri ancora non avrei mai voluto incontrarli, con altri ancora è nato un rapporto di stima reciproca e con qualcuno persino una bella amicizia.

Per uno come me, che ha una forte propensione a non avere amici è un risultato miracoloso.

Cito per tutti un caso dove un’amicizia non è nata: Giovanni Manunta Pastorello; certamente non gli sono simpatico, né lui è simpatico a me, ma mi piace la sua onestà, adoro i suoi lavori e li compro perché Pastorello è bravo, è geniale, è originale e non posso che essere onesto verso una persona che dice apertamente quanto mi detesti.

In tanti lo pensano, in tanti lo sussurrano, ma Pastorello lo dice e lo scrive senza timore.

E io lo compro.

Pastorello ha avuto la lungimiranza di individuare giovani artisti capaci e li ha seguiti, ha insegnato loro a pensare lateralmente, a stupire il pubblico con cose meravigliose e il risultato è eccellente.

E compro anche loro, perché sono bravi.

Perciò, se avete la sensazione, molto probabilmente giusta, che non mi piacciate, fatemi comunque vedere i vostri lavori e, se sapete già a priori che non vi piaccio, tenete a mente che non cerco amici, cerco meravigliose opere d’arte.

Null’altro.

Ruggero Mameli

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