L’arte racconta i cambiamenti climatici. Bene comune, il progetto di Davide Volponi a Borca di Cadore

Pochi giorni fa ho terminato un progetto artistico di Land Art nelle Dolomiti.
Ho avuto la fortuna e l’onore di lavorare nei boschi del Cadore, con i tronchi vittime della tempesta Vaia che funestò queste bellissime valli tra il 26 e il 30 ottobre 2018. Il mio messaggio e il mio contributo artistico si intrecciano anche con le tematiche legate ai cambiamenti climatici, e allo sfruttamento di tutto ciò che la natura ci dona, concedendoci anch’essa un onore che è quello di poter usufruire di beni e risorse di valore unico. 
I concetti di bene comune e di bene di consumo sono molto diversi. I tempi moderni assottigliano sempre di più quelle differenze, fino a confonderli.L’aridità e l’egoismo, la perdita di umanità, finiscono col divorare preziosi beni collettivi banalizzandoli e impoverendoli, fino a farli a fette.come banali salumi.
Da questi concetti semplici ma profondi, si è mosso il mio progetto creativo, che si è sviluppato in un percorso all’ interno del bosco.Ho accettato con entusiasmo l’invito dell’Hotel Boite Corte delle Dolomite e sarò sempre grato al suo direttore Francesco Accardo che ha voluto fortemente la realizzazione di questo progetto che ha seguito e mi ha assistito insieme a tutti i suoi collaboratori.
E’ nato così il “Percorso Mariposa”, passeggiata itinerante tra le installazioni progettate da me realizzate.
Il nome nasce dal fatto che durante i giorni passati nel bosco, quasi per magia gli abitanti della vallata mi hanno accompagnato e così, mentre lavoravo sui pezzi individuati, un capriolo venne a trovarmi e a osservarmi, quasi da incaricato del controllo di qualità,

Le farfalle, soprattutto, in massa, venivano a svolazzare tra i miei pensieri e mi hanno fatto compagnia durante tutto il cammino.
Alcune si sono adagiate su di me e mi hanno assistito restando attaccate, quasi ad approvare il mio progetto e incoraggiandomi nelle varie fasi della sua realizzazione.
Questo ha confermato il semplice fatto che noi siamo ospiti in questo pianeta che non è affatto nostro, e noi siamo semplici ospiti e a volte addirittura comparse.
L’ impostazione del lavoro è stata il più naturale possibile. Ho ideato il lavoro quindi iniziando a pulire i tronchi con le mani e a levigare le parti più ruvide con sassi e strumenti naturali.
Oltre a un po’ di acrilico, ho poi usato una cera naturale come finitura proprio per non rovinare l’armonia del luogo che è stato così accogliente con me e le mie creazioni.

E’ stata un’esperienza unica che spero di poter raccontare al più presto a tutti, con ogni mezzo e ringrazio Cagliari Art Magazine per lo spazio che mi è stato concesso.

Davide Volponi