L’Arte residente al tempo del #CoronaViirus

L’Arte residente al tempo del Corona Virus

Giovedì 26 Marzo del 2020, quest’incredibile anno dove sta accadendo di tutto e dove ciascuno di noi in maniera individuale, sembra stia vivendo l’apocalisse, quasi come fosse Plinio il vecchio che si avvicina al Vesuvio in eruzione comodamente in pantofole dal salotto di casa, perché quest’intro?

Valerio Baire, un amico artista residente a Capoterra, mi chiedeva ieri via facebook:

Mimmo, ma ora che tutte le nostre comunicazioni, connessioni e relazioni sono ridotte alla dimensione digitale, la dimensione digitale può essere sublime?

Cosa s’intende per sublime?

La poetica del sublime si sviluppò ampiamente tra la fine del settecento e per tutto l’ottocento, penso a un pittore su tutti J.W.Turner.

Cosa è la poetica del sublime?

E’quella poetica che porta l’artista a sentire la forza della natura e dinanzi questa sentirsi un frammento, un pulviscolo, un nulla, il che capovolge l’idea rinascimentale dell’arte, nel Rinascimento l’uomo era il centro il mondo e del suo mondo, nel Romanticismo l’artista sensibile alla poetica del sublime invece dinanzi al mondo sente tutta la sua pochezza, tutta la sua nullità, tutto il suo contare poco in un equilibrio della natura che va ben oltre la dimensione dell’umano rispetto la quale l’umano è ben poca cosa.

Se c’è un sublime, se si decide d’affrontare il tema de “L’arte residente al tempo del Corona Virus”, muovendosi nella visione poetica e della natura del sublime, non può eludere l’idea di cosa sia oggi la forza della natura, le connessioni digitali e i social network tutto sono tranne che sublimi, dal momento che in quanto invenzioni e creazioni dell’umano sono solo un pulviscolo dinanzi a quello che la natura, che va ben oltre la condizione umana, costituisce.

Paradossalmente possiamo etichettare e connotare come sublime, è proprio il Corona Virus, perché quella è la forza della natura, quella è qualcosa che non conosciamo, qualcosa che è oggi un mistero della forza della natura, qualcosa che è nell’aria e che va ben oltre qualcosa che l’uomo e l’umano potevano prevedere con la coscienza e con la ragione.

Questo è un aspetto molto interessante, in un millennio dove l’arte sembrava avere perso di senso e che tutto dovesse passare per la scienza, la scienza si trova costretta a inseguire la natura nella medesima forma in cui lo fa l’arte, da millenni l’arte nella pratica studia la natura, attraverso lo sguardo, la visione, l’analisi e la concettualizzazione tendendo a dare senso alla dimensione umana.

Per certi versi l’arte è meno presuntuosa e pretenziosa della scienza, perché l’arte tende a curare le malattie dell’animo e dello spirito, mentre invece la scienza analizza tutto quello che riguarda l’umano come fosse una macchina curare con questa o quella pastiglia, questo o quel rimedio, questa o quella sostanza da introdurre all’interno del nostro corpo.

Come uscirà dopo tutto questo, quella connessione tra arte e scienza che un tempo era anche priva di distinguo e si chiamava alchimia?

Possiamo dire che a oggi, a fronte di questa grande criticità, gli scienziati diventano star pop come Barbara D’Urso, Cristiano Ronaldo e Messi, l’arte e gli artisti sembrano essere ridotti a essere soltanto spettacolo e intrattenimento, non considerati come intellettuali e entità pensanti non sono chiamati a esprimersi almeno attraverso i media di massa, sul tema, quasi come se questa condizione di confine degli arresti domiciliari non potesse e dovesse forza maggiore avere a che fare niente con l’arte.

Sarà vero?

Non sarà vero?

Al solito avrete voi le vostre risposte che se sono vere per voi sono vere anche per me, ci risentiamo a brevissimo per il secondo fonogramma di questa intensissima mattinata scolastica.

Che fermento al Foiso Fois, che fermento, non ci ferma neanche il #Covid19

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Vi ho inviato dei video, delle immagini, delle elaborazioni fatte d’artisti che rientrano nell’ambito della mia rete di contatti, ai quali ho posto la stessa questione che ho posto a voi, con un differente hashtag di lavoro, il loro hashtag di lavoro è #iononmiaarresto, il vostro è #arteresidente #coronavirus, #culturavirus e eventualmente #sculturavirus, perché ve li ho inviati?

Si tratta di Quilo dei Sa Razza, Sergio Angeli, Valerio Baire, Rino Squillante e Claudio Lorenzoni, ma a loro se ne aggiungeranno molti altri.

Perché loro, come tutti gli artisti del pianeta terra ora, stanno lavorando sugli effetti collaterali, la nei luoghi dove si vive e abita e si è costretti a stare in questo momento, del Corona Virus.

Come voi stanno lavorando  su “L’arte residente al tempo del Corona Virus”, quindi immagino le loro riflessioni come ulteriori stimolatori cognitivi per voi.

Rispetto quanto ci siamo detti nel fonogramma precedente aggiungerei qualche riflessione suggestiva in relazione ai dati di diffusione in Italia del Corona Virus, due dati in particolare mi hanno fatto riflettere:

Sembra che in Italia il Corona Virus attecchisca in percentuale molto più sui maschi che sulle femmine, la percentuale di donne che contraggono il virus è molto più bassa degli uomini che contraggono il virus.

Sarebbe ora molto interessante capire il perché in Italia gli uomini sono più a rischio virus delle donne.

Dipende dallo stile di vita, dalla cultura o da altro?

Siete chiamati voi a tentare di capire questo e farne oggetto di ricerca estetica, perché l’uomo è più vulnerabile?

Culturalmente ha una propensione maggiore a frequentare ambienti esterni alla casa?

La questione è esclusivamente culturale?

Non lo so, aiutatemi voi.

Altro aspetto intrigante della riflessione è che sembra non ci siano extracomunitari in Italia che hanno contratto il virus.

La percentuale d’extracomunitari che hanno contratto il Corona Virus, sembra essere oggi, a quanto mi risulta dalle informazioni mediatiche di massa, moto bassa e prossima allo zero.

Cosa vuole, dire questo?

Come è possibile?

Gli uomini in Italia contraggono il virus con una percentuale altissima rispetto alle donne ed elementi di sesso maschile extracomunitari non contraggono il virus?

Questione di stile di vita e cultura?

Questo dato dal punto di vista della prospettiva iconica, iconografica e iconologia, dal momento che la Matematica e le indagine statistiche percentuali determinano immagini, e che tutto è riconducibile ai linguaggi dell’arte, aspetto d’approfondire in particolare modo per gli studenti di Arti Figurative che dovranno sostenere l’esame di stato sotto una qualche forma, semioticamente questi dati evocano scenari suggestivi di ripopolamento o revisione futura del genoma, gli ingredienti paiono essere questi:

– Uomini che vengono dall’altrove e donne residenti meno intaccati dal virus

– Uomini italiani deboli nei confronti del virus

Questo dicono i media di massa, statisticamente avviene questo, a voi il quesito e a voi le risposte sul tema.

Per oggi ci fermiamo, avrei potuto parlarvi d’altro, ma rimandiamo a domani gli approfondimenti su come la pubblica istruzione stia reagendo al Corona Virus e le problematiche connesse al fare didattica on line.


 

Noi abbiamo scelto d’utilizzare per arrivare a tutti nel minore tempo possibile, whatsapp, instagram, facebook e Cagliari Art Magazine, ma di questo ne parleremo domani.

A proposito stasera alle 18 sarò ospite di una diretta skype via Facebook di un gruppo che ha fatto in questo millennio la storia della musica indy Cagliaritana, parlo degli Almamediterranea e Roberto Almo, mi trovate alle 18 in diretta nella loro pagina Facebook.

Domani nella medesima forma sarò ospite a Sardegna uno di Matteo Bruni e il presidente, “I 2 di Via Venturi” a Sardegna Uno.

Buon lavoro a tutti, a domani.

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