L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID 19

L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID 19

Eccoci, penultimo giorno di didattica laboratoriale a distanza, didattica che si è parcellizzata, frammentata, ma che è restata interconnessa passando per i nuovi media digitale, nel nome della quale elaboriamo nuove e altre suggestioni sul lavoro tematico “L’arte residente al tempo del Covid 19”, suggestioni che potrebbero già essere all’interno di quello che state strutturando, progettando e pensando, la capacità degli artisti visivi sovente è quella di leggere le problematiche del tempo all’interno dei propri elaborati e dei propri linguaggi, e nel nome di questo fornire le chiavi d’accesso linguistiche e di lettura di tali problematiche agli altri.

L’artista canalizza con il suo linguaggio delle problematiche e le trasmette agli altri.

L’abbiamo detto ieri, il distinguo che c’è tra l’artista e l’improvvisatore, tra il dilettante che fa arteterapia per piacere e autocompiacimento personale e chi invece si cala nel profondo per professione, dedizione e vocazione.

Il tentativo dell’artista, del giovane artista, dello studente d’arte, deve essere quello di mettere a fuoco le specificità e le complessità del proprio tempo con il proprio linguaggio e stile artistico, attraverso un proprio sistema di codifica  decodifica dei messaggi, che in maniera sintetizzata e sintetica arriva agli altri, intercettando certi aspetti della cognizione dell’essere legati a tutto ciò che d’universale, emotivo, empatico, comunicativo e relazionale, c’è all’interno della complessità della condizione umana.

Quali sono le news?

Sembra che dopo il 18 Aprile, si possa o si stia pensando, a un’idea di rientro controllato verso la vita sociale e relazionale prima del Covid 19, restano voci, nella realtà pratica nessuno sa bene cosa accadrà dopo le vacanze d’Aprile, dal punto di vista scolastico resta l’allerta e la doppia possibilità in chiave d’esame di stato, una consistente nel solo colloquio orale (che potrebbe essere anche a distanza) con commissione interna e presidente esterno e in alternativa le due prove scritte con ripresa delle lezioni prima del 18 Maggio, il 18 Maggio è lo spartitraffico nella modalità d’esame d’affrontare per i ragazzi di quinta.

Siamo quindi in attesa di questo primo nodo da sciogliere, ieri la ministra Azzolina ha paventato l’ipotesi di rientro anche a Settembre con modello di didattica e distanza, e anche che a Novembre possa ricrearsi una situazione del genere, quindi a Novembre dell’anno scolastico che sarà, con gli studenti di quinta che ascoltano questo fonogramma che saranno all’Università o in un’Accademia, costretti a lavorare nuovamente su una serie di piattaforme, per sostenere i primi esami o frequentare i primi corsi a questa o quell’Accademia.

Ci sarà uno stacco? Sarà sequenziale e lineare?

Di fatto questo stop (oggi è il trentesimo giorno), comincia ad alimentare malcontenti e disturbi fisici, cognitivi, psicologici, economici e quant’altro.

Nessuno sa quanto e come, per quanto disciplinati, si possa resistere in una situazione come questa, di fatto deprivante di una serie di diritti acquisiti, pare siano in aumento esponenziale i numeri di chi sta richiedendo assistenze psicologiche varie e i casi di liti, conflitti, tragedie e denunce familiari, questo è determinato dalla innaturalezza della condizione che stiamo vivendo, tutti ci consiglierebbero in condizioni normali…, stacco un attimo, pausa caffè per voi, riprendo tra un attimo.

Torniamo a noi, dicevamo crescono in maniera esponenziale i numeri di depressioni e frustrazioni psichiche varie determinate da questa situazione, anche perché da sempre gli esperti psicologi, medici e psicoterapeuti consigliano l’aria aperta, l’aria aperta è consigliata anche sovente per rinforzare difese immunitarie, ovviamente il Covid 19 impone una rotta contraria, dal momento che non c’è nessun altro sistema per tamponarlo, riflessione questa non da poco, nel millennio che sembrava nascere governato e gestito dalla scienza e dalla tecnoscienza, ci si ritrova generazionalmente tutti, dinanzi al fatto che la scienza non sappia e non riesca a trovare soluzioni, questo ci rende ovviamente pulviscoli,  frammenti d’infinito cosmico, ci pone dinanzi la reale condizione dell’umano, non per nulla altri artisti, in altri tempi e altre epoche leggevano l’umano in questa modalità, la poetica del sublime romantico è proprio questa, muove dall’idea che l’artista sia una briciola di natura.

La scienza in sintesi non fornisce nessun tipo di soluzione verso la problematica, si è tutti agli arresti domiciliari e sale tensione sociale, cominciano a sentirsi opinionisti e tuttologi mediatici, che in maniera aperta durante servizi giornalistici e talk d’approfondimento chiedono: “Perché il tabaccaio o l’edicolante restano aperti?”, “Perché il centro commerciale resta aperto e il Museo è chiuso?”, “Perché quel settore industriale è arrestato e quell’altro no?”.

Forse un’idea di normalità la si potrebbe riprodurre bloccando semplicemente i luoghi d’aggregazione, gli agglomerati umani, il tutto nel rispetto delle norme di sicurezza, in Germania ad esempio, in questo momento hanno bloccato tutte le attività aggregative come locali, pub, scuole e quant’altro, ma nel rispetto delle norme l’attività produttiva va avanti, ovviamente tutto passa attraverso un dialogo responsabile con i cittadini.

In Germania al momento il numero dei contagi è molto inferiore rispetto a quanto è avvenuto nel nord Italia, questo per dirci che quello che accadrà dopo le vacanze di Pasqua, al momento non lo sa nessuno, c’è il governo Conte che sta valutando con un pool d’esperti e la riflessione su come procedere e cambiare eventualmente rotta didattica, la faremo a tempo debito e a tempo debito ragioneremo su come procedere riguardo le consegne del materiale didattico, la mia speranza è che prima o poi si riesca a tornare in laboratorio e a confrontarci live, dal vivo a tre dimensioni, qualora non dovesse accadere (ipotesi molto probabile) a quel punto continueremo in questa modalità.

Una postilla, Cagliari Art Magazine ha uno spazio forum, basta registrarsi a disqus e commentare o postare foto.

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Secondo fonogramma del giorno.

Altra riflessione da fare in relazione alla mutazione in corso relazionali, emotive, comportamentali, che stiamo vivendo in relazione alle norme anti contagio, non possiamo abbracciare, dobbiamo tenerci a distanza, non possiamo stringere mani, ci stiamo sottoponendo tutti a un freno inibitorio che limita una modalità relazionale che da sempre accompagna l’evoluzione gestuale dell’umano e della sua socializzazione.

La riflessione vorrei farla a partire da una suggestione che mi ha inviato un mio contatto social in relazione a un altro momento, dove decreti ministeriali incitavano attraverso i mezzi di comunicazione di massa, al restare a studiare a casa, per guadagnare tempo, spendere di meno e altre motivazioni.

Notizie e informazioni mediatiche che servivano a legittimare attraverso una sapiente retorica della comunicazione, l’idea dello stare a casa e studiare a casa, mi riferisco a un altro contesto storico, la campagna di comunicazione dello stato fascista colonizzatore verso la campagna d’Africa, la conquista dell’Eritrea, a tal proposito v’invio una foto di un quotidiano dell’epoca che ben illustra quella modalità di processo comunicativo, ovviamente siamo in un altro contesto storico con delle altre motivazioni politiche, mi sembra però una buona base di ricerca per una comparazione storica tra due momenti con delle dinamiche di comunicazione affini, ovviamente questo vuole essere uno stimolo principalmente per i ragazzi e le ragazze di quinta, che in tal senso devono strutturare un colloquio orale con modalità da definire, per l’esame di stato, che sia un esame light senza prove scritte e solo colloquio orale, che sia un esame con prove scritte e colloquio orale, questo lavoro va fatto con puntualità e meticolosità, da momento che il voto d’esame resterà comunque la vostra prima presentazione nel vostro processo d’autodefinizione del vostro percorso di vita e studio.

Quindi, c’è stato un momento della storia recente dello stato Italiano, dove si restava a casa a studiare, sarebbe interessante comparare i due momenti, in comune dal punto di vista sociale e politico c’è la forte condizione di crisi e disagio economico e anche un forte legame strategico con la Germania (che oggi passa per l’Unione Europea all’epoca per l’alleanza strategica), due aspetti che consentono la costruzione di un discorso comparativo, un’equazione, ribadisco quanto già detto, un’equazione matematica è un processo anche filosofico di pensiero cognitivo, l’equazione ci porta a sondare incognite, e anche in questo caso si potrebbe applicare il principio:

Lo studio al casa al tempo della campagna d’Africa fascista : allo studio a casa al tempo del Covid 19 come l’alleanza con la Germania in tempo fascista : agli attuali equilibri politici dell’UE

Ovviamente questo è solo un approfondimento possibile per chi di voi sta lavorando in tal senso con una sua traiettoria/mappa cognitiva trasversale tra disciplina e disciplina in chiave di colloquio orale d’esame di stato.

Cosa aggiungere e come chiudere il secondo fonogramma del giorno, in attesa dell’ultimo giorno prima delle vacanza pasquali, domani, per andare in vacanza carichi di problematiche e traiettorie non proprio definite su come terminerà quest’anno e comincerà il prossimo, come chiudere?

Si esce da tutto questo comunque con un modello relazionale e comunicativo, quindi per qualsiasi tipo di problematica, comunicazione o generiche varie ed eventuali, considerate che da questo lato del monitor c’è il bad teacher in ascolto, le modalità comunicazione sono molteplici, restano digitali e a distanza, ma per qualsiasi problematiche potete contattarmi via e-mail, whatsapp, instagram, facebook a queste aggiungiamo oggi lo spazio post e commenti sulle varie schede via Cagliari Art Magazine, e in questa modalità possiamo insieme affrontare l’indefinito che in questo momento ci accompagna nel nostro comune percorso di formazione umana, vi saluto da questo splendido e interconnesso nodo e fulcro di ricerca artistica e contemporanea che è il laboratorio M1 del Foiso Fois di Cagliari, luogo dove s’elaborano virus linguistici dell’arte, destinati a modificare in meglio, il mondo e l’umanità tutta, ciao a domani.

In allegato schede videogrammatiche dello storico dell’arte Marco Peri, del giornalista blogger indy Maurizio Ciotola e dell’artista Iabo.

 

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