L’arte residente al tempo del #Covid19

 

 

L’artista contemporaneo e il virus della ricerca individuale

La cultura virtuale globale indossa la mascherina e le passeggiate artistiche (con o senza cane) aumentano in maniera considerevole: percorsi in esclusiva nelle sale-sole (o abbandonate che dir si voglia) dei musei, promozione di concorsi al balcone d’artista più bello da parte delle gallerie, PDF scaricabili gratuitamente di mostre già finite o (ahimè!) mai finite per colpa della Pandemia.

Nel frattempo, lo sconosciuto imprevisto, il virus indesiderato, si muove silenzioso costringendo il singolo creativo a mantenere la distanza di sicurezza dagli altri. E in questo totale stop dell’interazione fisica, diventa indispensabile la rete web per una salubre circolazione dell’opera contemporanea.

Per contro, diventa tappa obbligatoria, nel confinamento dell’individuo-artista, un’approssimazione forzata alla propria identità, un’introspezione del linguaggio creativo:

il Covid 19 ha eliminato ogni filtro nella ricerca individuale?

Ha forse tolto all’artista singolo la mascherina, fuori dal compiacimento di massa e dalle logiche di mercato?

Silvia Sechi Torralba

Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather