L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19

 

L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19

Bentornati, bentrovati, buon Lunedì mattina dal laboratorio M1, fulcro, cuore pulsante di tutto il Foiso Fois ma non solo, di tutta la ricerca didattica artistica italiana, Europea e perché no? Globalmente interconnessa.

Riprendiamo questo Lunedì mattina, siamo tutti quanti stressati visti i bagordi di questo week end…, ovviamente sono ironico, questo week end siamo rimasti tutti quanti a casa come tutti i week end da più di quaranta giorni a questa parte, ho perso il conto ma sicuramente abbiamo superato i quaranta giorni, dovremmo essere al giorno quarantadue-quarantatré di quarantena, si tratta quindi di una quarantena di nome ma non di fatto, dal momento che nella migliore delle ipotesi si tornerà a scuola dopo il 4 Maggio, ma sappiamo già che il rientro a scuola sarà più tardo.

Al momento, tentando di decriptare i messaggi che arrivano dal ministero, l’ipotesi più plausibile è che al Liceo non si dovrebbe rientrare, anche se resta come termine ultimo ministeriale quello del 18 Maggio per prendere questa decisione.

I ragazzi di quinta devono tenere presente che la stessa ministra ha fatto presente, come sarebbe auspicabile, che gli esami orali si facessero dal vivo, live, quindi tra la possibilità di un esame orale a distanza e dal vivo nel rispetto di tutte le norme di sicurezza vigenti, è auspicabile che la priva sia dal vivo,  norme di sicurezza vigenti, che ormai convivono con noi nel nostro quotidiano, e che anche quando potremmo muoverci liberamente e in autonomia (oltre il guinzaglio dei duecento metri) resteranno con noi, e quindi quelli più trendy di voi dovranno nel quotidiano abbinare la mascherina al loro look creativo, cosa che io già faccio, già faccio dei ragionamenti d’abbinamento tra t-shirt e mascherina, quasi come se si trattasse della cravatta di un tempo, la mascherina passa quasi per essere una nuova cravatta o un fiocco tra i capelli per le ragazze.

Cravatta o fiocco che connota la personalità di chi indossa la mascherina, dal punto di vista, l’abbiamo visto in una scheda precedente, semiotico, iconico, iconografico e iconologia, non tutte le mascherine comunicano le stesse cose per chi l’indossa, esiste un distinguo diffuso e generalizzato tra mascherine intelligente (salvaguarda me e l’latro), egoista (salvaguarda solo me) e altruista (salvaguarda solo l’altro) , il distinguo è in relazione alla capacità di proteggere se stessi e gli altri.

Torniamo a noi e alla tematica di laboratorio annuale “L’arte residente al tempo del Covid 19”, discorso che diventa sempre più complesso, quasi come fosse una Matrjoska, un ragionamento contiene un altro ragionamento, delle suggestioni trainano delle altre suggestioni, si tratta quindi di un tema di lavoro molto ampio e vasto che in quanto creativi dovete avere la capacità di sintetizzare con un vostro elaborato.

Dovete avere la capacità di scindere tra il vostro linguaggio, che è un generatore infinito di possibilità, il linguaggio quotidianamente lo poniamo in essere per rappresentarci delle problematiche, al di la del linguaggio artistico, in questo momento sto utilizzando il mio linguaggio verbale per comunicare con voi attraverso whatsapp e rappresentare dei mondi, questa tematica di lavoro, rappresentare un laboratorio che non c’è ma che attraverso il linguaggio posso materializzare, posso determinare, posso rappresentare il nostro laboratorio direttamente al vostro domicilio e direttamente nel vostro smartphone passando per whatsapp esclusivamente attraverso l’uso del linguaggio verbale.

Primo punto dei due tempi di laboratorio didattico a distanza quotidiano, riguarda la crescita del movimento degli artisti e dell’industria culturale e dello spettacolo, ai nomi che vi avevo fatto la settimana scorsa che avevano risposto all’appello di Tiziano Ferro al Governo, come Frankie Hi Nrg e  Paolo Fresu,  si sono aggiunti numerosi altri artisti del mainstream, quelli stessi artisti che in un primo momento ci consigliavano di stare a casa, interessante analizzare questo doppio binario di comunicazione: da un lato gli artisti del mainstream ci hanno subito consigliato di restare a casa, pensate a esempio a spot come quello di Fiorello che è diventato virale, in un secondo momento lo stesso Fiorello, accompagnato da personaggi come Piero Pelù, Lorenzo Cherubini (Jovanotti) è Paolo Fresu, icone simbolo di un sistema d’introiti economico massmediatico,  hanno cominciato a sostenere la causa dei giusti sostegni economici per gli operatori dell’industria dell’intrattenimento e dello spettacolo, un aiuto da parte dello stato a costumisti, truccatori, video operatori, scenografi, tecnici del suono…, a tutte quelle figure che operano dietro le quinte del mainstream, anche ieri ho intercettato che lo stesso appello lo rivolgeva un artista melodico napoletano al sindaco di Napoli che l’accoglieva.

Qual’è il problema che vorrei farvi a mettere a fuoco?

Quello già intercettato in precedenza, della scissione tra arte in quanto ricerca di senso dell’umano e arte dell’intrattenimento, perché al momento si discute soltanto del gettito economico dell’arte in quanto industria culturale dell’intrattenimento, si sta ragionando soltanto in relazione a un gettito economico che si è arrestato, gettito nel nome del quale il lavoro di un artista come Piero Pelù, Paolo Fresu, Tiziano Ferro, Fiorello o Frankie Hi Nrg, vede ruotare con qualche modalità intorno alla propria orbita qualcosa come trenta, quaranta, cinquanta sessanta intelligenze creative che si occupano di lui e della sua comunicazione, ovvio che una tale rete professionale di comunicazione faccia crescere il plus valore economico di un artista, un artista che opera da solo costa molto di meno (pur occupandosi di tutto lui) rispetto ad un artista che quando si muove necessita di una ciurma di addetti ai lavori, che si occupano di ogni singolo aspetto della sua comunicazione.

Qual’è il nocciolo della questione prima di chiudere il primo fonogramma?

Siamo veramente sicuri che un artista per muoversi, se è un artista in quanto tale, ed è un intellettuale più che un intrattenitore, ha bisogno di un esercito d’intermediari per comunicare il suo lavoro all’altro?

Ovviamente questa è una domanda per voi che sintetizza il contenuto di questo primo fonogramma, a dopo.

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Secondo fonogramma del giorno dopo l’intervallo virtuale, dopo il time break, dopo il caffè, dopo la sigaretta che i trasgressivi che pensano d’essere furbi, vanno a fumarsi di nascosto nel retro di laboratorio, che sovente fingo di non vedere, e che so che rispondono soltanto a se stessi qualora vengano individuati e multati…, quanto è lontano vero questo mondo?

Anche perché ovviamente non sarà più possibile tutto questo, non potrete più nascondervi e neanche immaginare di fumare una sigaretta insieme, impossibile pensare alle vostre riunioni/aggregazioni in piazza e anche ai vostri addensamenti in uno spazio classe, ragion per cui le vostre piccole trasgressioni individuali sono e saranno d’accantonare completamente qualora si torni in un mondo relazionale a tre dimensioni.

L’auspicio è che dopo il quattro Maggio si possa uscire rispettando le norme di sicurezza e riaprano i servizi base, questo Sabato mi è capitata una cosa incredibile, ho trasgredito, volevo cercare delle tele, e piuttosto che fermarmi al Brico a Capoterra dove per colpa mia le hanno terminate tutte, sono andato al Brico di Cagliari, sono andato nella corsia di Belle Arti, rischiando anche una multa, so bene che il materiale per Belle Arti in questo momento non è considerato un bene di prima necessità, per quanto per me sia un bene di prima necessità, vedo una quantità incredibile di tele, e per quanto sono a ruota le prendo tutte, dieci, dodici, quindici…, fin quante posso, a un certo punto leggo però che sono esposte, ma non è possibile ritirarle se non attraverso la consegna a domicilio, mi avvicino alla cassa e mi dicono che non possono venderle, quindi sarei dovuto tornare a casa, ordinarle telefonicamente e aspettare la consegna, troppi passaggi, lontanissimi dalla mia tempistica di lavoro, sono uno che lavora di getto, ogni giorno, quotidianamente, in questa maniera rendo il lavorare di getto un progetto, mi sono scorato, ho lasciato li le tele e me ne sono andato, giusto per dirvi che oggi anche dal punto di vista produttivo, la produzione artistica non è considerata di prima necessità, questo con i parallelo tutta l’industria mainstream che si sbraccia per costumisti, scenografi, truccatrici…, adesso, per l’amor di Dio, il problema non è l’industria dello spettacolo, il problema è che gli artisti visivi indipendenti, paiono non entrare nell’ambito di nessun tipo di provvedimento governativo, mentre invece comparando, in Germania sono stati subito stanziati cinquemila euro per gli artisti residenti (trimestrali) e in questo periodo è già stata organizzata una mostra a Berlino, dove questi artisti visivi residenti, sostenuti dallo stato Tedesco, sono stati chiamati a esporre la loro produzione sul tema all’esterno della loro residenza, questo è un modo di relazionarsi all’arte visiva di una comunità intelligente, si sostengono gli artisti, quindi non si pensa solo all’arte come intrattenimento, si pone subito a sistema la produzione degli artisti sul tema di lavoro che il caso vuole che  sia lo stesso del nostro laboratorio M1, e fare subito di questo investimento un patrimonio della storia e della memoria locale, aggiungete a tutto questo, il fatto che in Germania non si sia completamente agli arresti come in Italia e quindi nei brevi percorsi e traiettorie quotidiane (dal momento che sono chiusi i Musei come luogo d’aggregazione) si può usufruire di esposizioni e contenuti artistici che riflettono il tempo presente, quello che stiamo vivendo in questo momento.

A Cagliari, in Sardegna, stiamo vivendo la situazione opposta, pur essendo in italia e in Europa, sembra che in questo momento le arti visive siano afone, consentitemi la metafora, sembra che i messaggi e i contenuti delle arti visive siano muti in quanto non visibili, arte e artisti visivi in Italia sembrano essere confinati ai social network, quello che state producendo nel nostro laboratorio didattico M1 frantumato a distanza, non è visibile fin quando non me l’inviate o se non lo postate nel nome di un hashtag comune, questo è incredibile, dal momento che in Italia in questo momento c’è una polemica fortissima sugli artisti dell’industria dell’intrattenimento invisibili, e nessuno pare rendersi conto del fatto, che poche cose sono invisibili in Italia quanto il ruolo simbolico, sociale, intellettuale e culturale dell’artista residente, ossia quello che sarete dovreste essere voi, sempre che decidiate di procedere verso questo tipo di percorso formativo, una volta terminato, ovviamente mi sto rivolgendo ai diplomandi di arti figurative, chi invece si muoverà su altre traiettorie (Grafico, Audiovisivo, Scenografia…) rientrerà per specializzazione e formazione, nella categoria di professionalità artistiche riconducibili all’industria dell’intrattenimento, le arti visive non sono direttamente riconducibili all’industria dell’intrattenimento o se preferite non sono soltanto quello.

I media di massa sembra stiano spingendo per far si che possa tornare a uscire dopo il quattro Maggio, la Regione Lombardia, quella dove il Covid 19 ha impattato con maggiore forza, sembra stia già studiando come allentare le restrizioni e favorire la mobilità, questo sembra essere paradossale, la Regione Lombardia tende a volersi aprire e l’isola sembra tendere a chiudersi, messe sulla bilancia le due condizioni paiono essere molto diverse, per numero di contagi e modalità do diffusione del virus, il quadro è mutevole da Regione a Regione in conformità con le direttive nazionali.

Cosa aggiungere?

Qualcuno in privato via instagram mi chiede ancora: “Prof. a cosa servono questi link?”

Sono suggestioni e stimoli per muovere la vostra traiettoria progettuale individuale sul tema di lavoro “l’arte residente al tempo del Covid 19”, tema che potete progettare e sviluppare in autonomia.

Questo fine settimana vi ho proposto un tutorial su Sculptris, l’ho fatto pensando che come, magari tra di voi c’è qualcuno che non ha strumenti di lavoro da riciclare in casa (io mi sono ingegnato e sto lavorando su dei supporti di plastica con smalti di colore industriale), il  software è freedownload, in allegato trovate la scheda con un tutorial di base, eventualmente potete scaricarlo e giocarci liberamente, questo ovviamente non entra in conflitto con quanto impostato sin ora e siete liberi o meno d’utilizzarlo.

sculptris-il-laboratorio-plastico-nel-tuo-pc

 

Anche oggi sono stato digressivo, ma le cose da puntualizzare sono tante in questa didattica della distanza che qualcuno vorrebbe chiamare della vicinanza, cosa erronea, perché nulla è più distante della didattica della distanza,  in allegato trovate i contributi videogrammati di Giada Trudu (studentessa Accademia d’Urbino),  Enrico Gaspa (studente facoltà d’Architettura), Sandro Sibillo (artista composer) e Nicola Agus (artista composer ), grafica dell’artista (non proprio Sanremese) KumaLibre vi saluto, buon lavoro a tutti, a domani.

 

 

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