L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19

L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19

Eccoci, primo fonogramma della settimana.

Cosa è successo in questa settimana in relazione al tema di lavoro di laboratorio annuale?

Tema che ormai dovreste avere tatuato nella vostra calotta cranica e nel vostro sistema di messa a fuoco cognitiva del tempo presente che è “L’Arte residente al tempo del Covid 19”

Questo fine settimana ho letto su Orizzonte Scuola che l’ex premier Matteo Renzi ha sostenuto, che dal momento che il #Covid19 sarà un problema che potrà durare anche due anni, la priorità andrebbe data a non interrompere ulteriormente l’attività didattica, formativa e culturale di questo paese, per cui ha dichiarato che secondo lui sarebbe stato il caso di rientrare a scuola il prima possibile, dichiarazione che non pare avere raccolto molto consenso, anche nel nome del fatto che oggettivamente cosa sia e come si espansa il Covid 19 nessuno lo riesce bene a capire, complicato capire il distinguo tra i portatori inconsapevoli e chi nel nome del Covid 19 vede a rischio e compromessa la propria vita.

Nel nome di come la scienza brancoli nel buio nei confronti di questo virus, lo scenario di rientro al Liceo appare indefinito, anche se i quotidiani nazionali indicano un possibile rientro per scaglioni che sicuramente non sarà il 4 Aprile, ma potrebbe essere intorno, eventualmente, anche qualora si dovesse arrestare dall’oggi al domani l’espansione del Covid 19, a partire da metà Aprile e in maniera graduale.

Forse si potrebbe lentamente rientrare a partire da dopo la metà d’Aprile, ma la questione è complessa, questo ci obbliga a lavorare a distanza, e a distanza vorrei sul tema aprire una riflessione mediatica sul come delle stesse dinamiche in dei contesti facciano notizia più di altre…., riprendo il fonogramma whatsapp dopo.

Eccomi, scusate, avevo la polizia municipale dietro, vero che sono uscito per esigenze di prima necessità in automobile, ma in questo momento è facile essere multati, non so se avete letto di come in questo fine settimane in alcuni comuni italiani e isolani, siano fioccate multe nei confronti di persone trovate in giro da sole, anche solo con il cane, colpevoli d’essere distante più di duecento metri dai loro domiciliari, pur non avendo nessuno intorno nessuno, numerose persone sono state multate perché uscite a correre da sole, insomma le pene e le restrizioni si sono inasprite e vanno dalle cinquecento alle tremila euro se si riscontra il fermato essere al di fuori di quei paletti di restrizione dell’ultimissimo decreto con tanto di modulo d’autocertificazione mutato per l’ennesima volta, e questo anche quando si esce per questioni di prima necessità, porta a essere un poco timorati, come me in questo momento, ora ho svoltato per il centro commerciale e la municipale ha proseguito oltre.

Cosa ci stavamo dicendo?

Ecco, sul maggiore quotidiano regionale di oggi si parla di didattica a distanza, adesso, vero che la settimana scorsa sono stato ospite telefonico de “I 2 di Via Venturi”, a raccontare come stiamo svolgendo le nostre consegne impossibilitati a riunirci in un luogo e in un laboratorio fisico, ma vero anche che nel maggiore quotidiano regionale di oggi, a pagina 13, c’è un articolone spaziale dove sembra ci sia un unica eccellenza in assoluto dal punto di vista dell’istruzione digitale in tutto l’asse cittadino dei Licei, l’articolo rende straordinario quello che è ordinario anche per voi, si parla di studenti e docenti che eccezionalmente (pare) e straordinariamente (pare) fanno didattica a distanza via zoom, io so benissimo che state usando la piattaforma zoom con dei vostri docenti (diverso è come stiamo interpretando l’attività laboratoriale che si incrocia con un vostro percorso di maturazione stilistica e cognitiva personale), facendo passare l’idea che esista un modello d’eccellenza, quando la pratica della didattica a distanza on line (con modalità differenti) è pratica in questo momento (forza maggiore) ovunque in Italia.

Perché vi riporto questo fatto?

Per riflettere, tristemente anche in tempo di Covid 19, su come persistano molte pregiudiziali nell’area metropolitana dove abitiamo e risediamo, intorno alla maturità Liceale artistica, al punto che diventa notizia che un Liceo (solo uno) continua la regolare attività didattica on line, e non è notizia che tutti i Licei e tutte le scuole superiori non solo a Cagliari ma in tutta Italia, pratichino lo stesso strumento per interfacciarsi con i propri studenti.

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 Torniamo a riflettere sul tema di lavoro con il secondo fonogramma del giorno, quale nuova consapevolezza ci sta trasmettendo questo virus?

Il fatto che seppur assorbiti da uno stile di vita che prima di questo virus, ci voleva tutti individualisti e desiderosi d’emergere l’uno sull’altro, nella pratica ora ci si ritrova dinanzi un male comune che ci accomuna, come le ginestre di Leopardi che alle falde del Vesuvio si accomunano per fronteggiare le forze della natura.

La sensazione diffusa è questa, ci si sente vicino, ma questa vicinanza non passa per il contatto fisico e il raccogliersi dinanzi le difficoltà, il contatto fisico mette a rischio l’incolumità dell’altro.

Non a caso nel quotidiano, in quei pochi momenti dove c’è la possibilità d’interagire, si senta molto la tensione sociale, alle poste oggi per esempio, c’era un signore particolarmente nervoso, che no perdeva occasione, mentre si era tutti quanti in fila, per riprendere gli altri, si  infuriato con due anziani che (con guanti e mascherine) si erano fermati a scambiare due parole a distanza di sicurezza tra loro, si è infuriato con un signore che si è mosso tra la fila con un cagnolino in braccio che doveva soltanto prelevare posta dalla sua cassetta postale privata e nel nome di questo ha raccolto una serie d’insulti da questo signore visibilmente nervoso (“lei non ha la mascherina, ha il cane in braccio”) anche per il cane.

Il cane?

Molte fake news sono entrate nell’immaginario collettivo, c’è stato un momento dove qualcuno ha fatto circolare la notizia che il Covid 19 viaggiasse anche attraverso gli animali domestici, e da quel momento, molte persone hanno cominciato ad abbandonare i propri cani per strada, è successo per la fake news o per la paura in un momento come questo di nutrire i propri amici domestici?

Cominciano a rappresentarsi scenari di rivolta sociale, si cominciano ad assaltare i centri commerciali e forzare le casse, si vedono scene che ricordano gli espropri proletari degli anni settanta, la logica è quella del “ci avete bloccato, non ci fate lavorare più neanche in nero”, anche perché il modulo d’autocertificazione stronca l’economia in nero.

Economia che comunque ha contribuito a tirare a campare in un periodo di grossa crisi economica (quella presente) molti italiani, vero economia non fatturata e demonizzata (giustamente), ma che con un paese paralizzato e privo di provvedimenti sociali ed economici adeguati verso chi non ha un lavoro con reddito fisso e privo di reddito di cittadinanza, ma senza la la quale l’assenza dello stato, in particolare del sud Italia e isole, diventa un meteorite con il quale si entra in collisione proprio nella ricerca dei beni di prima necessità.

Il momento è duro, non sappiamo come usciremo da tutto questo, ma quello che mi preme è che riusciate a mettere a fuoco tutto questo attraverso la vostra formazione di settore creativa e artistica.

M’interessa che sotto una qualche forma linguistica dell’arte, voi riusciate a tradurre tutto questo in immagini e se non in immagini in codici linguistici, che possano disegnare nuovi territori, il tutto a partire dalle limitazioni che abbiamo nel nostro territorio sociale e relazionale quotidiano.

Cosa vi sto chiedendo nella pratica?

Viviamo una dimensione relazionale e umana fortemente limitata, i linguaggi dell’arte sono la possibilità di messa a fuoco e superamento di quello che stiamo vivendo, un vostro codice linguistico dell’arte può portarvi oltre tutto questo, in tutto questo serve la vostra capacità di messa a fuoco del problema traducendolo in immagini non necessariamente convenzionali e classiche, ma anche attraverso un vostro linguaggio artistico che si confronti  e cimenti con tutto questo, buon lavoro a domani, dal laboratorio M1, cuore pulsante di tutto il Liceo Artistico e Musicale di Cagliari che nulla ha d’invidiare a modelli di didattica a distanza di altri Licei Cagliaritani, e che per certi versi è anche all’avanguardia perché maggiormente introspettivo e calibrato su di voi e quanto state vivendo in questo momento preciso non solo della vostra storia individuale, ma della storia globale e interconnessa dell’umanità tutta in ogni dove, buon lavoro a domani.

In allegato per questa lezione troverete il mio intervento a Sardegna 1 da “I 2 di Via Venturi” e l’intervento di alcuni artisti sul tema di come il Covid 19 stia mutando il loro linguaggio artistico (in questa scheda Itto Otto, Quilo dei Sa Razza, Zio e Rino Telaro).

 

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