L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19

L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19

Buongiorno, Venerdì 24 Aprile, domani è la giornata della liberazione, l’abbiamo accennato e ci abbiamo ragionato un poco ieri, speriamo sia d’auspicio per una reale liberazione da questa asfissia, da questa costrizione, da questo non potere spostarsi per piccoli tragitti quotidiani, di questa mortificazione del dovere giustificare dovunque si vada anche per piccoli tragitti quotidiani per beni di prima necessità, speriamo che nome del rispetto delle norme di sicurezza, almeno dal post 4 Maggio si sia tutti un attimo più autoresponsabili e un tantinello un poco più liberi.

Domani sarà realmente una giornata della liberazione anomala, ci liberammo a suo tempo dal nazifascismo, ma oggi in pieno Covid 19, francamente oltre il peso di una giornata festiva in più, e tutte le problematiche annesse e connesse al doversi procurare i beni di prima necessità per due giorni piuttosto che uno, non riesco a vedere e leggere in questo momento della storia, tutta questa libertà pervenuta  a noi da festeggiare (in questo momento).

Non si può e non si deve cedere neanche un millimetro, nonostante il tempo presente,  alla demotivazione,  in un momento come questo è importantissimo che ciascuno sappia focalizzare, spazio, ruolo e preservare le proprie prospettive di costruzione di futuro, nel caso dei ragazzi di quinta, il futuro prossimo, è strettamente connesso all’esame da sostenere.

Banksy, torniamo a Banksy, abbiamo ragionato ieri, sulla sua presunta, almeno secondo me, banalità creativa, ma via social network, constato come Banksy abbia invece una quantità incredibile d’estimatori che lo trovano creativo, di rottura, provocatore, geniale, gli vengono attribuite tutte quelle qualità, che vanno attribuite a chi in questo millennio, in questo secolo, possa dirsi e definirsi artista.

Proprio ieri, sembra, abbia fatto un intervento street nel suo stile, pare sia uscito, anche se l’operazione non è stata palesata dal suo profilo social, dal momento che è come tutti noi in quarantena, e l’intervento che ha fatto, sempre che l’abbia fatto lui, ma parrebbe di si, a quanto riportano media specializzati, è quello d’avere rivisto un suo lavoro pubblico, un suo murales pubblico, dove riproduceva la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, alla quale avrebbe aggiunto, posto che sia stato lui, ma parrebbe di si, una mascherina di protezione anti Covid 19.

Si tratta di un intervento originale?

Non è un intervento originale?

Quante persone stanno analizzando il tempo del #Covid19, semplicemente inserendo all’interno di classiche composizioni o classiche visioni dell’arte, semplicemente una mascherina?

E’ soltanto questo, il cambiamento anche metaforico e iconico che il Covid 19 ha comportato nella nostra realtà sociale?

Solo l’introduzione della mascherina codifica questo tempo presente?

V’invito a fare questa riflessione.

Intervallo, a dopo per il secondo fonogramma.

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Secondo fonogramma del giorno, post intervallo.

Tentiamo di sviluppare ulteriormente il tema di lavoro di quest’anno, “l’arte residente al tempo del #Covid19”, vi ricordo che questi discorsi servono a muovere, stimolare e orientare la vostra ricerca, e dovrebbero essere anche uno strumento per decriptarne e leggerne i contenuti.

Cosa è successo ieri nel mondo dell’arte?

Il lavoro di Banksy, non riconosciuto e rivendicato rispetto al lavoro precedente, quello dei ratti che scorrazzano mettendo a soqquadro il suo bagno, intervento che mediaticamente dal punto di vista comunicativo, sottintendeva una perdita di pazienza da parte dell’artista, che con insofferenza, in maniera irruenta, non tollerando più la condizione dell’essere agli arresti domiciliari interveniva creativamente nel suo bagno di casa, ieri Banksy sarebbe uscito, cosa che non ha rivendicato attraverso il suo profilo Instagram, proprio perché molto attento come artista ai particolari della comunicazione, ma parrebbe, come gran parte dei lavori di Banksy, di questa grande tag che più che individuale sembra appartenere a una crew, visto che intorno alla tag Banksy nel nome dell’anonimato sembrano ruotare diverse intelligenze, che lui ieri sia evaso dalla quarantena, uscito, e abbia realizzato questo lavoro, se si tratta di un lavoro creativo e originale o meno, la risposta è di ciascuno di noi.

L’altra cosa interessante avvenuta ieri, è una dichiarazione di Morgan, il quale ha accusato tutti i suoi colleghi del mondo della musica, di sciacallaggio in questo momento, di stare approfittando del Covid 19 per autopromuoversi attraverso operazioni basse come il concerto sul terrazzo o la diretta live su facebook, in cerca di mi piace, per intrattenere gli spettatori.

Di questa possibile traiettoria di lettura sociologica del fenomeno ne avevamo preso atto anche noi, in qualche fonogramma e lezione appuntata precedentemente, abbiamo ragionato su come, un momento storico come questo, possa richiedere risposte dagli artisti, forse un attimo più serie, profonde e oltre il luogo comune, risposte che potrebbero sondare la propria spiritualità e coscienza.

Invece a una possibile analisi più profonda, gran parte degli artisti antepongano naturalmente la scelta dell’intrattenere, dell’intrattenere il pubblico e continuare in questa modalità ad alimentare anche i propri legittimi introiti privati, attenzione, nessuno deve demonizzare, si tratta di una scelta legittima, dal momento che il periodo è di stallo economico, analizziamo soltanto per fare ragionamenti ad ampio e vasto giro, nel nome dei quali bisogna orientarsi e muoversi in maniera individuale, come individuale è l’idea ed il processo creativo, il tema di lavoro serve a sondare e stimolare i vostri processi creativi che dovete sapere autodeterminare.

Quello che vi ho sempre detto, da quando siete entrati in questo Liceo e avete impattato con la mia cattedra, è che compito dell’artista è quello di connettere le proprie istanze ed esigenze di comunicazione individuale con un sentire e un agire collettivo, l’artista deve influenzare gli altri senza rinunciare a se stesso, deve infettare nel nome della crescita della consapevolezza della cultura umana, si tratta di un soggetto con grossissime responsabilità sociali, di fatto è un portavoce, un capo popolo, un sacerdote, insomma ha grandissime responsabilità, anche in un tempo come questo dove tutto pare essere frammentato.

Siamo ancora in fase di lockdown, domani è la giornata della festa della liberazione, questo vuole dire che ci attendono due giorni di arresto totale, il paradosso è proprio che domani si festeggerà la liberazione dall’invasore, l’interrogativo che dovremmo porci domani è: quanto oggi siamo liberi?

Interrogativo che mi sono posto anche io, dal momento che sono stato invitato a narrare cosa sia, cosa sarà, cosa rappresenta e cosa rappresenterà, la giornata del 25 Aprile di domani, ho fatto la mia riflessione nell’ambito di un festival cui ero solito aderire e partecipare da artista visivo, che è LiberaFest di San Sperate, quest’anno ovviamente il Festival non ci sarà e io non potrò partecipare, ma on line via Facebook non si arresterà, non sarà a San Sperate, nel giardino delle pietre sonore di Pinuccio Sciola, dove avrebbe dovuto essere, ma sarà in diretta facebook, e ci sarà un mio piccolo contributo sul tema che passerà nella pagina ufficiale del festival.

Nell’intervento farò presente proprio questo paradosso:

Dovrebbe essere una giornata di festa di liberazione attraverso le arti, e invece questa volta la si vivrà in maniera dissonante e dissociata, perché non corrispondente al contesto della nostra quotidianità, mai come in questo momento del tempo e della storia, le arti paiono impossibilitate a relazionarsi se non a distanza attraverso social e media integrati.

Quindi l’auspicio che faccio a voi, ma anche a me, dal momento che cresce la mia frustrazione verso questa condizione e situazione, è che questo 25 Aprile sia di buon auspicio, per fare si, che almeno dopo il 4 Maggio, delle piccole libertà individuali possano tornare a noi, nel nome di una liberazione più ampia che spero possa arrivare a Giugno, buona festa della liberazione a tutti, a Lunedì prossimo, dal laboratorio M1, fulcro nodale e cuore pulsante di tutta l’istruzione liceale artistica globalmente interconnessa e polmone vitale della arti e degli artisti tutti.

Buon fine settimana e buona liberazione.

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