L’Arte residente al tempo del #Covid19

L’Arte residente al tempo del #Covid19

Eccoci, benvenuti nel Laboratorio M1, cuore pulsante di tutto il Foiso Fois, stimolatore permanente di neuroni che non vanno in quarantena, perché un neurone che va in quarantena è un neurone inutilizzabile anche post quarantena, poi una quarantena dovrebbe durare quaranta giorni, qui andiamo ben oltre e si andrà ben oltre nella scuola pubblica Italiana, oggi siamo al cinquantaduesimo giorno di quarantena.

Cinquantadue giorni dove il nostro laboratorio M1 non si è mai fermato, si è frammentato ma è rimasto interconnesso e operativo.

Cose da dirci oggi:

La cassa integrazione promessa ai tanti lavoratori, che sono stati costretti ad arrestarsi nel nome della quarantena, da due mesi costretti a casa, sembra latitare, nessuno tra le persone delle mie reti sociali e social sembra avere percepito la cassa integrazione, nella pratica sono due mesi dove degli Italiani lavoratori ai quali si diceva:

state a casa, cosa vi si chiede? Che guerra è quella dove dovete semplicemente stare seduti sul divano?

Sembra che questi operai, lavoratori e camerieri da due mesi non abbiano nessuna risorsa economica percepita.

Pensate alla ragazza o al ragazzo che vi serviva il caffè al bar la mattina e configuratelo/a da due mesi privo di stipendio.

Tutto si è bloccato e tutto si è arrestato ben cinquantadue giorni fa, certe cose diventeranno paradossali, i bar potranno riaprire dopo il 1 Giugno, dopo il 4 Maggio potranno fare solo servizio d’asporto, l’immaginiamo:

– Ragazzi andiamo a prendere un caffè al bar?

Il caffè consumato fuori dal bar o in alternativa ingresso uno per volta con mascherina e guanti, uscirà con fortunato con il caffè per tutti o uno alla volta andrà a prendersi il proprio caffè d’asporto, caffè che andrà consumato comunque fuori dal bar a distanza di sicurezza e per berlo ci si dovrà togliere la mascherina e quindi dovrà raddoppiare la distanza di sicurezza.

Momento caotico questo del passaggio dalla fase 1 alla fase 2, certo è un passaggio significativo, importante, ma problematico e faticoso, da qui a ripartire economicamente ci vorrà molto tempo, cresce malumore e malcontento, nascono gruppi social dove si manifesta la voglia di uscire da casa, in Lombardia sembra stiano ripartendo i contagi, contagi che in gran parte dell’Italia paiono arrestati.

In realtà i focolai, i luoghi che hanno determinato la diffusione del virus, in maniera espansa e incontrollabile, sono la Lombardia e il Veneto, la Lombardia ambisce a ripartire nonostante i numeri contro di lei, anche perché in certe aree la quarantena è cominciata molto prima che da noi.

Lombardia e Veneto, cuori trainanti economici di tutta Italia, luoghi e Regioni dove si partiva per il viaggio della speranza nel nome del lavoro, molti dal sud Italia e dall’isola partivano in cerca di cure mediche, in particolare modo verso la Lombardia, e il caso ha voluto che siano tra le Regioni più infette della penisola, vuoi per il caso, vuoi per lo stile di vita, vuoi per la densità e la mobilità della popolazione, hanno distribuito il virus in tutta Italia, con i principali focolai che sono risultati essere (in tutta Italia) proprio gli ospedali, sprovvisti delle protezioni richieste dal tamponamento del virus, sprovvisti anche del tampone che pare stia arrivando ovunque, diciamo sembra, perché una cosa è la propaganda politica, altra cosa è la realtà, nella realtà è chiaro come nel quotidiano la linea politica la stiano dettando i virologi.

Io provo un poco di tristezza a vedere la politica amministrativa italica accodata al parere dell’esperto, al parere del virologo, senza possederlo e studiarlo per muovere per tempo adeguate contromisure politiche.

Fine del primo fonogramma del giorno, a dopo.

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Eccoci, dopo l’intervallo a ragionare sul tema di lavoro e laboratorio annuale “L’arte residente al tempo del #Covid19″, ci siamo detti che la comunicazione del premier Conte, relativa alla comunicazione d’apertura, molto parziale, post 4 Maggio, ha materializzato malcontento diffuso, ci si aspettava una fase due un tantino più elastica, nella pratica l’unica reale agevolazione sembra essere la possibilità d’incontrare congiunti, parenti o persone, cosa che ha fatto molto discutere, con le quali si abbia una relazione stabile.

Adesso, provate a immaginare la stabilità di una relazione ferma a distanza da cinquantadue giorni, pensate a come nel nome di questo dopo cinquantadue giorni ci si dovrebbe muovere comunque in direzione obbligata, per incontrarsi, due mesi sono tanti, due mesi allontanano e non avvicinano, resta comunque l’opzione di spostarsi da casa per incontrare il proprio fidanzato o la propria fidanzata a patto che sia stabile (non occasionale).

Come dimostrate…, scusate c’è la municipale…, come dimostrare che il proprio rapporto sia stabile? Con l’autocertificazione.

Ovvio che nel nome di tale ambiguità, via social sia partita la solita raffica e carovana di prese in giro e dileggi, sono partire le richieste di fidanzati o fidanzate stabili per consentire spostamenti d’ampio raggio, capite cosa può capitare dopo il quattro Maggio?

Nell’isola pare forte la volontà politica di non adottare la politica delle restrizioni ossessive e claustrofobiche, rispetto scenari che si rappresentano in altre realtà italiane, ma comunque il momento è pesante.

L’isola ruota economicamente intorno all’economia turistica estiva, e non sembra si stia preparando una grande stagione estiva, la paura del Covid 19 persiste e l’isola è stata turisticamente sempre un poco più costosa di altre, vero che offre molto di più dal punto di vista turistico e ambientale, ma è anche vero che il post Covid 19, sarà per gli italiani tutti un trama che faticheremo a toglierci di dosso.

Lo stesso premier Conte ieri nei vari TG nazionali e via social network, ha chiesto alle banche un atto d’amore verso i cittadini.

Capite?

Il premier chiedeva alle banche d’erogare denaro senza garanzia di restituzione ai cittadini, chiedeva d’erogare denaro con tassi d’interesse e restituzione, senza garanzie, lo sapete le banche attivano mutui e prestiti sulla base di potere recuperare (con gli interessi) quello che stanziano, capite lo scenario?

L’atto d’amore di una banca si può pensare sia un regalo?

Capite come il persistere nella volontà di lavorare e rimettersi in sesto possa volere dire collassare e indebitarsi sempre di più?

Ci sarà naturalmente un effetto depressivo, non solo economico in relazione al Covid 19, ma anche psichico e psicocognitivo, per questo dovete continuare a lavorare e continuare a essere creativi, per questo dovete progettare sul tema “L’arte residente al tempo del #Covid 19”, perché i linguaggi dell’arte vi consentono d’affrontare tutto questo, vi consentono di sondare e ricercare nell’ego e nell’eco del vostro ego, nel riverbero delle vostre risonanze interiori, evadendo da possibilità deprimenti e depressive, di sfuggire ai pomeriggi con Barbara D’Urso rimpiangendo le dirette di Grande Fratello, Grande Fratello che non si è mai fermato per il Covid 19, è regolarmente terminato, ma non ci sta intrattenendo più con i suoi vipponi, come staccare la spina e non pensare al Covid 19 senza Grande Fratello?

Che altro dirvi?

Continuano le battaglie degli addetti ai lavori dell’arte e dello spettacolo, che chiedono vengano riconosciuti i loro diritti, ma il livello dialettico della discussione è realmente nullo, prima di cominciare a ragionare sull’intrattenimento, bisognerebbe ragionare sul ruolo sociale e intellettuale degli artisti in Italia, ruolo che non c’è, si continuano a confondere arte e artigianato e leader d’istanze così delicate non riesco a vederli nei vari Tiziano Ferro e Piero Pelù, la questione dell’arte e degli artisti Italiani è molto complessa e complicata, in questo laboratorio M1 ci ragioniamo da moltissimo tempo, partendo proprio dalle anomalie Cagliaritane, la questione dell’arte Cagliaritana potrebbe passare (con tutto il rispetto) per Marco Carta?

Cito Marco Carta perché mi pare l’artista isolano più vicino a Tiziano Ferro.

La questione richiede arte, cultura e studio, e la si volesse affrontare seriamente, si dovrebbe partire dalle Accademie di Belle Arti e dai Conservatori.

Queste le considerazioni del giorno, vi saluto, sono già otto minuti che parlo da solo con lo smartphone, lo scemo con lo smartphone in mano è il vostro prof., che vi trasmette dal laboratorio M1 nodo pulsante e cuore radiale di tutto il Foiso Fois, ci si sente a domani.

Ricordo ai ragazzi di quinta che oggi ci sarà il loro consiglio di classe, tramite Meet su G Suite, nel quale sarà rettificata la commissione d’esame che vi annuncerò domani, quindi domani ci sarà l’annunciazione, annunciazione.

Buon lavoro a tutti, a domani.

Videogrammi di Piero Tomaselli e Sara Casal.

Cover del Laboratorio a distanza M1. 

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