L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19 #FASE2

L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19 #FASE2

Hello, 14 Maggio, meno uno alla prima consegna degli elaborati, quella consegna che determinerà chi di voi, da subito ha avuto la capacità di relazionarsi a questa anomalia storica forte della propria creatività come risorsa resistenziale.

ieri sono arrivati una serie d’elaborati, alcuni del biennio, altri della classe quinta.

Nel biennio noto una lettura standard, una lettura che mi pare Accademica e semplicemente estetica di quanto sta avvenendo e mutando nei nostri comportamenti sociali e culturali, niente di male intendiamoci, anche una lettura Accademica o soltanto estetica consente d’elaborare un proprio stile in autonomia, dico questo perché ieri mi sono pervenute delle idee progettuali di volti e fisicità con mascherine di protezione, nella pratica si tratta d’idee e progetti similari, idee e concetti che paiono copiati e incollati, che inducono all’uso della mascherina di protezione, ma che hanno comunque un segno, una modalità di rappresentazione percettiva e gestuale differente, non esiste un segno o un disegno eguale a un altro, anche quando si lavora su traiettorie iconiche, iconografiche e iconologiste simili.

Una riflessione da fare è che d’area prima e seconda, la stragrande maggioranza di progetti che mirano a indagare come stia mutando l’arte residente al tempo del #covid19, in maniera immediata, vuoi perché nell’età adolescenziale si è molto attenti alle immagini, e alle mode comportamentali, l’analisi prende atto che la mascherina di protezione è diventato accessorio indispensabile nel nostro quotidiano.

Più complessi gli elaborati dei ragazzi di quinta, anche perché si tratta di progetti che vanno oltre…, per questo parliamo di maturità artistica, maturità artistica vuole dire riuscire con un proprio linguaggio a mettere a fuoco delle problematiche complesse, a fare si che queste problematiche siano non solo originali linguisticamente, ma anche evocative di una serie di problematiche e suggestioni che sanno tendere all’universalità della condizione umana, che sappiano andare oltre l’apparenza e la semplice estetica, questo distinguo è anche quello che c’è tra il dilettante e il professionista dell’arte, il dilettante insegue una rappresentazione della realtà monca di qualcosa, il professionista anche contaminando i linguaggi classici dell’arte sa mettere a fuoco la complessità della condizione umana, i lavori di quinta arrivati ieri sono elaborazione dei progetti che evolvono in chiave esame di stato, entrambi interessanti contaminati e contaminanti, uno parte da un supporto pittorico che muove, quasi a volere evadere dal supporto pittorico, evade e incornicia il supporto pittorico con un’ideale cornice fatta di mani stampate in tre d con l’utilizzo del software sculptris, mani che tentano d’afferrare una donna con mascherina, immagine che ha un impianto scenoplastico molto più ampio rispetto a quello presentato dal biennio, ragazza con mascherina che tenta di sfuggire a queste mani che vorrebbero toccarla e quindi contaminarla.

Altro progetto di quinta, è una scatola gioco, gioco concepito in tempo di quarantena che ha come scopo fare giocare i bambini in quarantena, ci saranno quindi dei personaggi che all’interno di questa scatola si muoveranno in questa scatola impossibilitati a evadere da questa, un gioco di ruolo tra bambini che non possono evadere dalla scatola perché in quarantena e perché devono restare a casa.

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Una riflessione da fare è che d’area prima e seconda, la stragrande maggioranza di progetti che mirano a indagare come stia mutando l’arte residente al tempo del #covid19, in maniera immediata, vuoi perché nell’età adolescenziale si è molto attenti alle immagini, e alle mode comportamentali, l’analisi prende atto che la mascherina di protezione è diventato accessorio indispensabile nel nostro quotidiano.
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Un progetto di seconda ieri ha fatto discutere via social, i mori, i quattro mori della bandiera sarda non hanno la benda sugli occhi ma hanno la mascherina, sapete che posto sempre via social network le immagini dei vostri progetti, anche perché mai come quest’anno la rete ci ha aiutato, numerosi sono stati i contributi d’artisti che hanno prodotto video per noi, per alimentare i nostri e vostri stimoli creativi, qualcuno ha notato come si potesse giocare con quest’idea progettuale, giocando con il simbolo della croce rossa vista la situazione d’emergenza nell’isola, il che è uno stimolo interessante, nella pratica l’isola esce devastata economicamente dalla pandemia.
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Una riflessione da fare è che d’area prima e seconda, la stragrande maggioranza di progetti che mirano a indagare come stia mutando l’arte residente al tempo del #covid19, in maniera immediata, vuoi perché nell’età adolescenziale si è molto attenti alle immagini, e alle mode comportamentali, l’analisi prende atto che la mascherina di protezione è diventato accessorio indispensabile nel nostro quotidiano.

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Uno parte da un supporto pittorico che muove, quasi a volere evadere dal supporto pittorico, evade e incornicia il supporto pittorico con un’ideale cornice fatta di mani stampate in tre d con l’utilizzo del software sculptris, mani che tentano d’afferrare una donna con mascherina, immagine che ha un impianto scenoplastico molto più ampio rispetto a quello presentato dal biennio, ragazza con mascherina che tenta di sfuggire a queste mani che vorrebbero toccarla e quindi contaminarla.

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una scatola gioco, gioco concepito in tempo di quarantena che ha come scopo fare giocare i bambini in quarantena, ci saranno quindi dei personaggi che all’interno di questa scatola si muoveranno in questa scatola impossibilitati a evadere da questa, un gioco di ruolo tra bambini che non possono evadere dalla scatola perché in quarantena e perché devono restare a casa.

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Un progetto di seconda ieri ha fatto discutere via social, i mori, i quattro mori della bandiera sarda non hanno la benda sugli occhi ma hanno la mascherina, sapete che posto sempre via social network le immagini dei vostri progetti, anche perché mai come quest’anno la rete ci ha aiutato, numerosi sono stati i contributi d’artisti che hanno prodotto video per noi, per alimentare i nostri e vostri stimoli creativi, qualcuno ha notato come si potesse giocare con quest’idea progettuale, giocando con il simbolo della croce rossa vista la situazione d’emergenza nell’isola, il che è uno stimolo interessante, nella pratica l’isola esce devastata economicamente dalla pandemia.

In maniera surreale si conta di riaprire gli aeroporti visti gli indici di contagio pari a zero, non considerando che tutto questo non sarebbe neanche successo, non ci fosse stata una fuga notturna di lombardi e veneti nell’isola, che forza maggiore ha determinato un principio di pandemia anche qui, insomma la suggestione della bandiera dei quattro mori che ha una croce rossa al centro, nello specifico quello della croce rossa.

Che altro dirci?

Che riflessione fare in relazione al #Covid19?

La riflessione da fare è che c’è una guerra in corso, non so voi, ma ogni volta che entro a Cagliari, io abito in periferia ma ho uno studio a Cagliari, quando entro a Cagliari per passare da Incas Pisano, ho la sensazione si stia uscendo da una guerra, i volti sono spossati, Cagliari è sempre stata una città di commercianti e di mercanti, una città aperta sul mare pronta a vendersi, a vivere di croceristi, Cagliari non è mai stata una realtà ricca è stata sempre sul mercato, le sue strade sono animate principalmente da negozi, bari, locali, dico questo perché in periferia la percezione è diversa, c’è più comunità, la sensazione che si ha girando per Cagliari è che sia successo qualcosa di devastante, il che è la verità, se si frena e arresta l’economia per quasi tre mesi, quello che prima era arido diventa un flagello.

Ieri c’è stata l’ennesima promessa di assistenza e sussistenza economica da parte del premier Conte, ma il dato vero e veritiero è che siamo praticamente in ginocchio, in quest’ottica lo sanno bene gli studenti di quinta, la preoccupazione è dovunque, le Accademie stanno ancora proponendo orientamento a distanza, lo scenario è inquietante, la crisi economica rende ancora più problematico per delle famiglie ragionare su figli iscritti all’Università o all’Accademia, lo scenario didattico futuro non aiuta, perché Università e Accademie dovrebbero andare avanti con didattica a distanza, considerazione che abbiamo fatto, questo è lo scenario, questo è il futuro presente, il momento è particolare.

Di buono e positivo c’è che il nostro Liceo ha avuto la forza di non arrestarsi neanche un attimo, ieri durante i consigli di classe, i genitori rappresentanti ci hanno riconosciuto questo, questo va tenuto presente, un tempo questo non sarebbe stato possibile e sarebbe andato tutto disperso, non ci siamo fermati, i ragazzi di quinta faranno il loro esame, abbiamo reso tutto questo materia e materiale d’approfondimento e ricerca, dobbiamo guardare con ottimismo il futuro perché il futuro siete voi, il futuro è nei linguaggi dell’arte, per cui encomio a voi, a chi di voi da casa ci ha creduto e sta riuscendo a sviluppare progetti interessanti fonte di stimolo quotidiano.

Domani ultimo giorno di consegna, poi potete continuare a consegnare fino alla prima settimana di Giugno, ovviamente in termini di voto, gratificherò maggiormente chi non si è mai arrestato, proprio nel nome del hashtag che abbiamo usato in laboratorio #iononmiarresto, con l’aiuto di una serie d’artisti che da ogni dove ci hanno sostenuto in un momento di difficoltà laboratoriale e didattica, buon lavoro a tutti, a domani.

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