L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19

L’ARTE RESIDENTE AL TEMPO DEL #COVID19

Primo fonogramma del Venerdì mattina, domani è il mio giorno “libero”, ragion per cui staccheremo la spina per riprendere Lunedì.

Durante il fine settimana potrete in maniera tale ricaricare le batterie, è noto e risaputo come scuola, cultura, ricerca e studio stanchino, questo si diceva un tempo, ma siamo proprio sicuri? Sul serio lo studio, la ricerca e la cultura stancano di più dello stare a casa ai propri arresti domiciliari, impossibilitati a guardare altre prospettive e orizzonti a prescindere da ciò che si può osservare oltre la propria finestra o oltre le proprie finestre se ci sposta di stanza in stanza.

La riflessione del giorno è che sembrava esserci una contrazione del Covid 19 in Lombardia, ma ieri i numeri dei contagiati e dei defunti sono cominciati a risalire, questo porterà altre limitazioni e restrizioni?

Vedremo.

In chiave d’esame di stato la ministra della pubblica istruzione Lucia Azzolina (M5S) ha fatto presente che l’esame di stato si farà, non più con una commissione mista (esterna e interna), ma con una commissione interna con il solo presidente esterno, questo vuol dire (mi rivolgo alle quinte in questo momento), che i tre docenti che dovevano essere esterni di Storia dell’Arte, Matematica e Italiano saranno i docenti del vostro consiglio di classe, come i docenti di Discipline Plastiche, Discipline Pittoriche e Inglese che già sapevate essere interni.

La commissione sarà completamente interna con i sei docenti delle materie che già conoscevate interamente del vostro Consiglio di classe.

Questa novità ci e vi consente in rete di potere lavorare con i vostri docenti e impostarvi un discorso che posse essere olistico e connettivo tra le diverse discipline, questa è la novità.

Torniamo adesso a occuparci del tema (ma la puntualizzazione ai ragazzi di quinta andava fatta perché importante), “L’arte residente al tempo del Covid 19”:

una storia di marketing creativo mi ha intrigato, seppur con degli aspetti mortificanti per coscienza e intelletto, la storia di un influencer californiano, Larz il nome, ventunenne pieno di follower su TiKtoK, applicazione che ho anche scaricato nella mia brama di comprensione di come stiamo mutando i linguaggi in questo pazzo millennio, l’influencer aveva aderito a una challenge (una sfida) che spopola tra i giovani, leccare tutto a partire dai servizi igienici con video testimonianza.

L’influencer Larz ha affrontato il Covid 19 leccando un servizio igienico di un bagno pubblico, ha alzato la tavoletta e leccato tutto il bordo in ceramica, morale della favola?

Influencer intubato con Covid 19.

La questione che vi pongo è:

Processi come questo dell’influencer californiano sono da considerarsi performance artistiche nel senso alto del termine?

Gli anni sessanta e settanta sono stati determinati da una moltitudine d’artisti che con le loro performance affrontavano il pericolo, penso ad artisti come il tedesco Joseph Beuys che in una sua performance ha convissuto con un coyote, penso a Marina Abramovic con il suo corpo nudo consegnato al pubblico messo in condizione di farne ciò che voleva, penso a Chris Burden che si fa sparare a un braccio da un assistente per mostrare la sua inquietudine e disagio del vivere, azioni discutibili, ma che mostravano e evidenziavano degli irrisolti sociali tra l’essere artista e il luogo dove si materializzava il suo intervento, questi esempi discutibili ma comunque alti (sono nei vostri libri di Storia dell’Arte, ragion per cui hanno intercettato degli umori e delle inquietudini presenti al loro tempo e per ceri versi universali), se prendiamo il lavoro di questi artisti e lo relazioniamo al gesto dell’influencer Californiano che lecca il bordo ceramico di un servizio igienico pubblico sfidando e contraendo il Covid 19, cosa ha fatto?

Questa spettacolarizzazione estrema e di cattivo gusto, si può rubricare come gesto artistico d’avanguardia?

Si o no?

Perché?

Vi ho raccontato questo perché apre scenari di lavoro sul tema “L’Arte residente al tempo del Covid 19” interessanti, nel tempo del Covid 19 degli influencer, decidono di verificare sul campo con modalità varie se la pandemia sia reale o meno, anche a Codogno un influencer youtuber Social Boom, soltanto per avere simulato l’ingresso nella zona rossa, rischia tre mesi di carcere.

C’è l’idea del limite in questa tipologia d’approccio comunicativo alla problematica, ma la riflessione che vorrei farvi fare è:

Questo tipo d’azioni hanno dal punto di vista comunicazione qualcosa d’universale o sono solo determinate dalla volontà di polarizzare la popolarità social senza nessun tipo di contenuto universale umano da divulgare?

Otto minuti e cinquanta, sono stato al solito digressivo, stacco e riprendiamo con il secondo fonogramma….

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Puntualizzazione, l’esame di stato potrebbe essere anche on line, i tempi di rientri del Covid 19 li conosce soltanto il Covid 19, dobbiamo aspettare che cessi l’allerta, ci sono varie proposte di rientro per scaglioni d’età, si valuta la possibilità di tenere in casa oltre un certo periodo soltanto i settantenni, di fare rientrare progressivamente al lavoro per fasce d’età, a cominciare da chi è sotto i cinquantacinque anni, ma sono tutte ipotesi, non sappiamo come faremo i vostri esami di stato, la commissione interna e il presidente esterno potrebbero operare a distanza, al momento non sappiamo nulla, eccezion fatta per i commissari che diventano interamente interni.

Aspetto in divenire che tutto sommato possiamo trovare anche divertente, l’anno scorso i maturandi di Arti Figurative lamentavano come il loro esame di stato fosse mutato in itinere, voi quest’anno state cambiando approccio all’esame di stato a una velocità vertiginosa, avete visto mutare il ministro della pubblica istruzione per la caduta del precedente Governo Conte, state attraversando il Corona Virus, insomma stiamo lavorando in mare aperto, lavorare in mare aperto è un prerequisito del creativo e del giovane artista, in questa situazione s’amplifica la possibilità ci potere coltivare il proprio processo cognitivo creativo, trasversale, laterale, s’amplifica la possibilità di cercare soluzioni non convenzionali a delle problematiche, noi al momento siamo sicuri soltanto di una cosa, il vostro esame di stato sarà non convenzionale.

Torniamo al Covid 19 come tematica di lavoro, stamane sono stato intervistato da Matteo Bruni de “I 2 di Via Venturi” di Sardegna 1, il collegamento doveva essere audiovideo via skype ma alla fine è risultato essere solo audio, Matteo mi ha chiesto come stessimo affrontando tutto questo, ragion per cui gli ho illustrato la nostra modalità di lavoro, ossia i fonogrammi whatsapp tradotti in moduli poi riscritti da me medesimo e linkati al mio blog www.cagliariartmagazine.it, perché ho scelto di procedere in questo modo?

Per fare si che tutto fosse nella maniera quanto più immediata possibile fruibile da tutti e aperto a tutti.

Perché dico questo?

Perché ieri e ieri l’altro, tra Camera e Senato, ci sono state grosse discussioni sulla didattica on line, e una criticità rilevata e relazionata è proprio questa, non tutte le famiglie hanno una connessione wifi, non tutti gli studenti hanno un tablet o un Pc, molti genitori sono costretti ad acquistare Giga per garantire il diritto allo studio degli studenti, questi dati che da docente e coordinatore di una classe quinta già conoscevo, mi hanno portato per una questione d’immediatezza a ragionare sul problema della didattica a distanza in termini istantanei, so che avete tutti un cellulare, so che avete tutti whatsapp e che via cellulare è più facile raggiungere tutti evitando discriminanti di qualsiasi genere.

Il momento è di forte emergenza e criticità, ragion per cui quello che mi serviva era raggiungervi nei tempi più stretti possibile, certo qualcuno potrebbe non avere cellulare e neanche computer, in quel caso potete riassumervi le rotte di lavoro sentendovi telefonicamente, la cosa importante è tutelare il vostro diritto allo studio stimolandolo a distanza, questo è il dovere mio e di tutti i colleghi impegnati con voi nell’affrontare questa emergenza.

Va rispettato e tutelato il vostro diritto allo studio, è sacro, questo è quello di cui ho ragionato a Sardegna Uno, con la puntualizzazione che anche al tempo del Covid 19, la questione dell’Accademia di Belle Arti a Cagliari, proprio per una questione di diritto allo studio e possibilità, non va in quarantena, ma attraverso la mia rete social di contatti e l’hashtag #iononmiarresto, questi artisti che attraverso la mia intermediazione, stanno spiegando a voi il senso dell’arte residente al tempo del Covid 19, sono anche dei testimonial che ci fanno riflettere su cosa voglia dire fare l’artista in questo millennio e quanto sia scandaloso che in una realtà metropolitana come quella di Cagliari ancora non ci sia nel 2020 un’Accademia di Belle Arti, questo è.

Ovviamente il laboratorio tematico va completato con il vostro lavoro a casa che ora è nodale, è nodale proprio perché non sappiamo bene come sarà il vostro esame, si è paventato che possa essere un esame senza prove scritte (Italiano e Arti Figurative), qualora non ci fossero prove scritte quello che state facendo in questo momento diviene forza maggiore nodale, sono consapevole dello sforzo che state facendo (bloccati a casa con un laboratorio con queste modalità), so anche quanto in laboratorio abbiamo guardato e analizzato criticamente il mondo delle applicazioni e dei social network ma ora è una tappa obbligata lavorare in questa modalità.

Buon fine settimana, buon lavoro a tutti e ci si aggiorna a Lunedì, mi raccomando producete, necessito di feedback che mi facciano comprendere come state sviluppando la tematica di lavoro, ciao a tutti.

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