L’arte residente stroncata dal Covid 19?

L’arte residente stroncata dal Covid 19?

Perché l’Italia non è in grado di tutelare i suoi artisti residenti come  fa la Germania?

In Germania la ministra della cultura dichiara:

“Gli artisti non sono solo indispensabili, ma vitali.

Soprattutto ora”.

In Germania il lockdown ha indotto un sussidio economico ai lavoratori autonomi e non dipendenti, insomma artisti indy, categoria che in Italia sembra non esistere e che il Covid 19 ha reso più invisibile che mai.

Sei mesi d’aiuti economici per i galleristi come per gli artisti, dai cantanti pop o d’opera alle riviste specializzate d’arte, sempre per citare la ministra della cultura:

“il coraggio delle persone creative può aiutarci a superare la crisi”.

Vi risulta che il ministero di Franceschini abbia speso una parola in proposito?

In Germania gli artisti residenti indy sono sostenuti con 5000 euro trimestrali che potrebbero divenire 10000 semestrali, sono sostenuti loro come le gallerie che ne dovranno proporre il lavoro.

In Germania è evidente che ci sia una visione dell’artista residente come qualcosa di produttivo per l’intero territorio nazionale, in Italia?

Quando e se l’artista sia produttivo è solo questione di libero mercato, il prospetto non è mutato in tempo di Covid 19, galleristi e Musei potranno usufruire di briciole d’aiuti di stato dalle quali dovranno ricavare briciole dalle loro briciole per aiutare gli artisti che dovranno resistere da soli, fin quando l’emergenza Covid 19 sarà terminata.

Lo squilibrio produttivo del sistema dell’arte Italiano sembra essere una questione da non rappresentare, come se l’artista non abbia mai raggiunto quel ruolo d’emancipazione sociale e intellettuale, che altrove perveniva con l’avvento della rivoluzione industriale, insomma in Italia l’artista non è mai stato un operaio borghese ma sempre un contadino agro pastorale servo della gleba d’altri.

Che non esistono pasti gratis in Germania lo si sa meglio che in Italia, proprio nel nome di questo, con una sussistenza semestrale, gli artisti sono chiamati a leggere e rappresentare il momento presente, lo stato sovvenziona gli artisti che producono, in tale maniera conserva, tutela e divulga la produzione, traducendola in economia culturale del bene comune, in questa modalità, lo stato tedesco. quota direttamente i suoi artisti, e con la sua simbolica liquidità li traduce in oggetto di guadagno per case d’aste internazionali.

Il pieno impiego degli artisti residenti nel proprio territorio, in tempo di Covid 19, diviene una modalità per accrescere la propria produzione artistica e culturale e intensificarne l’espansione di mercato verso l’altrove.

A cosa servirebbero alla Germania artisti residenti che stentano a trovare lavoro o che temono d’esserne privati?

Il vantaggio d’avere un sistema dell’arte residente, che impieghi gli artisti durante il lockdown, vuole dire per la Germania dare dignità umana all’intera nazione.

Sapete quanti sono gli artisti Italiani residenti in Germania che al momento usufruiscono di questo sostegno?

Non si tratta di fuga di cervelli, ma di cervelli che rifiutano di spegnersi e cercano territori che riescano a stimolarne la potenzialità creativa.

Ovviamente, mi si dirà, che in Germania è dal dopoguerra che si lavora per porre a sistema l’arte residente nel nome dell’abominio nazional socialista che etichettava come degenerata tutta la produzione artistica d’avanguardia, ma d’allora si è saputa costruire un’identità artistica cosmopolita, in grado d’integrare e d’interagire senza provincialismo con qualsiasi altro contesto artistico internazionale, in Italia dopo il fascismo si è stati altamente deficitari nel ridefinirsi in tal senso, la culla del Rinascimento è divenuta l’ospizio del provincialismo.

Neanche il Covid 19 pare spingere per correggere il tiro, in Italia nessuno s’interroga politicamente sul serio, sul dove abbia portato l’idea che l’artista esista solo se oggetto e strumento di libero mercato, nessuno pare vedere le evidenti macerie di un modello sul quale si dovrebbe da tempo ricostruire.

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