L’artista è la storia degli altri

L’artista è la storia degli altri

Per fare l’artista bisogna essere un artista, per essere un artista bisogna lavorare su se stessi, sulla propria disciplina.
Disciplinarsi non vuole dire forzarsi, vuole dire orientarsi, indirizzarsi, non troverete mai una storia d’artista indisciplinata in tale direzione.
Per partire da sé, è necessario mettere a fuoco una precondizione: l’arte e l’artista perfetto non esistono, qualsiasi cosa si faccia o produca, si verrà sempre criticati.

La critica è l’alimentazione energetica per l’artista, è stato criticato Michelangelo dall’Aretino al punto da vedersi i suoi nudi vestiti da Daniele da Volterra, il sesso non doveva vedersi per quanto idealmente sublime.
L’artista non è perfetto mai, sicuramente non è mai perfetto ed indiscutibile per tutti, il suo lavoro resta però un lavoro basico, il lavoro dell’artista è il più antico del mondo (il sesso non è “lavoro” nasce come fatto naturale, da 35000 anni con l’arte i sapiens cercano di comunicare).

Le problematiche dell’arte si affrontano se non si rinuncia ad essere bambini, se ci si sa muovere intorno al proprio contesto di gioco.

L’artista è il bambino, il contesto è il suo parco giochi, ci si adatta alle regole del contesto ed il contesto si adatta all’artista, l’artista ed il contesto insieme sono la community.


“Le problematiche dell’arte si affrontano se non si rinuncia ad essere bambini, se ci si sa muovere intorno al proprio contesto di gioco.
”
“L’artista è il bambino, il contesto è il suo parco giochi, ci si adatta alle regole del contesto ed il contesto si adatta all’artista, l’artista ed il contesto insieme sono la community.
”

La community/comunità è il laboratorio che educa e disciplina l’artista, il laboratorio dell’artista è la sua comunità.


La comunità induce i contenuti nel linguaggio dell’artista (che elabora).


La continuità di ricerca nella comunità consente all’artista di superare le banalità sull’arte “della Domenica”, perché pensate che a un certo punto Gauguin abbia deciso d’abbandonare un sicuro lavoro in banca per fare l’arista a tempo pieno?

Per non sottrarsi tempo.

Per potere investire il proprio tempo su se stessi, serve tempo e serve relazionarsi con calma al tempo, l’artista si legge nel lungo periodo, Cézanne ha dovuto attendere la morte del padre per non sentirsi un incapace e vedersi leggere dalla community come il padre delle avanguardie storiche.
Serve sapere mutare in relazione al contesto, essere a completa disposizione delle problematiche della community.

La community/comunità non è un’entità astratta, è chi si relaziona al linguaggio ed i contenuti dell’artista, è chi determina il lavoro e la ricerca di un artista, per quanto al servizio di una causa sociale, l’artista ha sempre un suo committente, la community di fatto lo è.

Il resto è istinto e talvolta fortuna, istinto più che fortuna, è necessario fiutare come e quando muoversi.

Il linguaggio e la ricerca di un artista, di base devono sapere coinvolgere, se il linguaggio di un artista non comunica, non crea reazioni e relazioni, non è linguaggio comune al servizio della community.


La storia dell’artista ha senso soltanto quando è storia degli altri, non deve mai pretendere nulla il linguaggio dell’arte dagli altri, deve sapere fare per gli altri.

 

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