“L’artista ha l’ideologia del traditore”

Una medaglia all’affarismo socialista rende Achille Bonito Oliva cavaliere delle Repubblica, lui disse “sono baronetto come i Beatles”.

Aberrante il connubio cultura-palazzo, partito radicale compreso, purtroppo.

Le cattedre in questo paese le assegna la politica in molti casi.

Il nero Achille?

No, amante di Nietsche portava dei baffoni da giovane, assieme agli zoccoli e la coda di cavallo.

Gli piacevano gli indiani metropolitani e Totò, la classe operaia era cambiata rifiutava il lavoro, la ‘’forza invenzione’; a distanza di trent’anni si grida nelle strade “reddito.

I nostri pensatori sono ancora li, comunisti e ottantenni seguiamoli, la lotta non si ferma.

Gli anni di merda dopo il piccismo, i ‘’sosialisti’’, Bonito Oliva sfidava Elvira Banotti danzando con Moana Pozzi, e lui si definì “netturbino perché scopa seduce ed è gran ballerino”.

Ha fatto strada, e io più che enfant prodige sono rimasto enfant, coltivo le miei piante e vorrei un gatto.

Andando ancora indietro…

Dispiace pensare ai miei colloqui amicali con il mio professore di disegno Maurizio Benveduti, a scuola lui l’amico che ammirava Achille e diceva “siamo amici”.

No!

L’amicizia è un rapporto simmetrico

a cominciare dagli argomenti di un dialogo dal rispetto dell’altro, si parla in due e quello vuole farti la critica cosa che non mi interessa.

Ho capito chi è Bonito Oliva quando diceva che Mimmo Domenico di Caterino era autistico e cose simili.

Bonito Oliva mi disse due cose “lei vuole fare politica” e “quello che fa lo capisce solo lei”.

Il libraio Giuseppe Casetti, mio caro amico, ha imbastito dialoghi telefonici con Bonito Oliva, per impedirne l’ira funesta, la querela e la denuncia, a me solo insulti.

Io ho letto una decina di libri di Bonito Oliva, era il mio beniamino, ma quando l’ho conosciuto è scoppiata la rivolta.

Non siamo alleati io ed Achille Bonito Oliva, lui ha cercato di usarmi come pentito per suffragare la sua tesi che” l’artista ha l’ideologia del traditore”.

I grandi sistemi di pensiero entrano in crisi e si apre il dubbio come all’epoca controriformista del manierismo e daje.

Non sono d’accordo che l’arte sia citazione, l’arte è invenzione se c’è un metodo guardate il piombinese Pino Modica il più grande artista degli anni ottanta e poi di dopo…

Per anni mi hanno aggredito, ma io soffro di sindrome da stress post traumatico ho rimosso.

Questo scritto, non per leccare Bonito Oliva, non mi sono mai sentito alleato e con lui non ho concordato nulla.

L’arte nei tribunali dovrebbe andare per i falsi quadri di Mario Schifano, messo a dipingere come un pollo in batteria.

L’arte nei tribunali dovrebbe andare perché con il tesoretto, si corrompevano direttori di musei americani.

Si usano orrende croste, per portare valuta all’estero.

Di questi trent’anni, rimpiango solo il mio amico, nella sorte della grave malattia janikowsky e prima il comune amico Ari.

L’arte degli anni ottanta era rivoluzionaria alla galleria Alice e basta.

Tra me ed il Nardone non scorre buon sangue, ma io riconosco che il resto erano tele sporcate, trattati di psichiatria psicotropi e’’ sosialisti’, prodotto di Craxi del riflusso ideologico che aveva espulso le menti migliori dall’Italia, e per complotti giudiziari non potevano tornare.

Filadelfo Anzalone

 

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