L’ARTISTA ISOLANO SCHIAVO

L’ARTISTA ISOLANO SCHIAVO

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SCHIAVITÙ’: Istituzione in accordo allo ius gentium per cui una persona cede il diritto di proprietà ad un altro, contrariamente al diritto di natura.

SCHIAVITÙ’: Istituzione in accordo allo ius gentium per cui una persona cede il diritto di proprietà ad un altro, contrariamente al diritto di natura.

Per rendere un artista vendibile ed “internazionale” nell’attuale economia globalizzata, bisogna scinderlo dal suo contesto, farlo osservare con l’occhio delle prospettive del mercato, anche quando si fa media interpretativo delle notizie di cronaca.

Nell’antichità che cosa era uno schiavo?

Lo schiavo era una persona rubata ad una comunità ed una cultura, una identità priva di una matrice culturale alcuna.

Un artista servo del mercato è un artista che non ha maestri e neanche una specifica comunità di riferimento, lo stesso mercato può comprarlo, venderlo ed anche ucciderlo, le sue uniche relazioni professionali sono finalizzate al mercato del contemporaneo.

Gli addetti ai lavori su scala planetaria sono dei trafficanti, ripudiano i linguaggi dell’arte come processi e sistema di reti, relazioni e connessioni.

Gli artisti per gli addetti ai lavori, hanno dei parametri di lettura unici, sono considerati professionalmente identici, in fondo ne hanno anche ben donde, uno schiavo del mercato deve sapersi adattare a regole e standard del mercato; come potrebbe un artista ripudiare quei privati che celebrandolo e intermediando il suo “lavoro” l’hanno culturalmente riconosciuto prima e degradato poi?

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“Gli artisti per gli addetti ai lavori, hanno dei parametri di lettura unici, sono considerati professionalmente identici, in fondo ne hanno anche ben donde, uno schiavo del mercato deve sapersi adattare a regole e standard del mercato; come potrebbe un artista ripudiare quei privati che celebrandolo e intermediando il suo “lavoro” l’hanno culturalmente riconosciuto prima e degradato poi?”

L’artista è libero, quando libero è il suo linguaggio, la sua ricerca e la sua attribuzione di senso della vita, quando è in grado di conservare impegni etici e morali con altri, vivendo il suo linguaggio all’interno di una comunità di uguali, è un cittadino radicato in una comunità civica, con i diritti e le responsabilità che ne derivano.

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