L’ARTISTA RESIDENTE E IL TURISTA CULTURALE DI MASSA

L’ARTISTA RESIDENTE E IL TURISTA CULTURALE DI MASSA

La televisione e l’industria culturale e mediatica di massa hanno inciso violentemente nel determinare come unica idea turistica dell’isola quella  balneare e della movida che relega in secondo piano l’autodeterminazione di un’isola del turismo artistico e culturale.
Non ci si chiede seriamente cosa possa attrarre il turista di massa.

“La televisione e l’industria culturale e mediatica di massa hanno inciso violentemente nel determinare come unica idea turistica dell’isola quella  balneare e della movida che relega in secondo piano l’autodeterminazione di un’isola del turismo artistico e culturale. Non ci si chiede seriamente cosa possa attrarre il turista di massa.”

Il turista è attratto dalla possibilità di vedere la visione, di visitare e vedere luoghi o oggetti d’interesse comune.

Il turista culturale avrebbe la necessità, nell’interesse culturale e formativo anche del residente, di capire cosa sia la “sardità”.
La sardità deve sapere essere un’attrattiva culturale ed artistica, questa sardità a dimensione turistica culturale attrattiva è tutta da costruire, va determinata attraverso segni, connotazioni e costellazioni di miti sociali.
Se esiste una società ed un sistema culturale ed artistico isolano, ogni uso dell’arte è da convertire nel segno di quest’uso, uso che non può ridursi a folklore di mercato e alla sardità imposta economicamente dall’altrove.
L’attrattiva culturale ed artistica va costruita e sostenuta socialmente, il sistema sociale, culturale ed artistico residente dovrebbe sapere indicare e posizionare il turista, come il residente, verso il suo patrimonio culturale ed artistico contemporaneo tutto da fruire e scoprire.
Il selfie del turista è oggi lo strumento che autentica la traccia e l’origine dei linguaggi dell’arte.
Provate ad immaginare il potenziale di un’isola che sappia rendere accessibile la vita, la cultura, la ricerca, lo studio ed il lavoro dei suoi artisti residenti, al turista di massa come al cittadino residente.
Non è questo il secolo dove ci si può nascondere dietro un dito, il turismo Cagliaritano ed isolano è solo quello estivo, Cagliari non fruisce di quel turismo che caratterizza le altre città metropolitana che sanno essere città d’arte.
Unica eccezione isolana il Man di Nuoro per quanto riguarda il turismo culturale.

“Provate ad immaginare il potenziale di un’isola che sappia rendere accessibile la vita, la cultura, la ricerca, lo studio ed il lavoro dei suoi artisti residenti, al turista di massa come al cittadino residente. Non è questo il secolo dove ci si può nascondere dietro un dito, il turismo Cagliaritano ed isolano è solo quello estivo, Cagliari non fruisce di quel turismo che caratterizza le altre città metropolitana che sanno essere città d’arte.”

Il futuro dei residenti Cagliaritani sembra essere quello di dovere usufruire dei servizi per i turisti, visione che si pone in maniera ottusa escludendo la fruizione culturale del comune per il turista come il residente,  arte e cultura che medierebbero le esigenze d’incontro tra il cittadino ed il turista.
Pensate a quanto sia stata importante per la Venezia del settecento, la figura dell’artista residente, e quanto l’arte sia stata parte integrante di un’apparato di propaganda comune finalizzato a fare di Venezia la città dell’arte e della cultura che è oggi, pensate ad artisti come Canaletto, Guardi, Tiepolo e Longhi.
Quella del turismo oggi è la principale industria produttiva globale, che ha ramificazioni in tutti i settori di genere, e che ha l’arte e l’espressione artistica e culturale come fulcro.
L’artista residente e la sua valorizzazione è un potenziale link diretto con tour operator, agenzie di viaggio, compagnie aeree, catene alberghiere, Pro Loco, consorzi turistici, villaggi vacanze, ristoranti, auto a noleggio e tanto altro ancora.

 

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