L’ARTISTA RESIDENTE? RIDOTTO A SPOT PRIVATO

L’ARTISTA RESIDENTE? RIDOTTO A SPOT PRIVATO

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C’è una diffusa tendenza tra gli artisti residenti nell’isola ed i loro intermediari (quando ci sono), l’idea che per comunicare bene il loro lavoro, la loro ricerca o l’essenza del loro linguaggio, basti scegliere un slogan generico per la loro mostra o evento, qualche coloro per il logo ed un paio di foto per la comunicazione (magari da postare via social).

Non c’è nulla di culturale e realmente artistico in questo modo di fare, nulla che realmente abbia a che fare con la propria comunità, si tratta semplicemente di Spot Artistici.

L’arte come linguaggio circola se si ha la forza di rinunciare a sé e di ragionare con gli altri, prima, durante e dopo il processo creativo.

Serve un cambio di prospettiva, l’artista che passa  attraverso il web non è in un talk show in tv, le critiche che riceve non sono posizionamenti (anche se per certi addetti ai lavori lo sono in chiave strumentale) ma domande, anche per lo stesso artista che dovrebbe e potrebbe chiedersi dove e cosa ha sbagliato ed anche per chi ed a chi è finalizzato il suo linguaggio.

Bisognerebbe realmente chiedersi a chi e cosa serve la propria espressione artistica, capire anche le problematiche critiche dell’osservatore, in altre parole il web l’artista lo dovrebbe e potrebbe usare per intermediare il proprio servizio pubblico alla comunità dove risiede, nell’interesse suo e del cittadino, entrambi sono patrimonio comune.

Prima della nascita del web nell’isola erano pochissimi i modi per dare visibilità alle arti contemporanee, in gran parte più che dall’artista dipendevano dal produttore che ne determinava i contenuti di lettura e presentazione.

Istituzioni, politici, aziende, addetti ai lavori, Direttori del quotidiano più o meno letto, il caposervizio del Tg, il cronista, l’addetto ai lavori, il curatore, erano le postazioni dell’ordine e dell’equilibrio, i gatekeepers, i guardiani, i custodi del ponte dell’intermediazione dell’informazione, coloro che aprivano la porta alla riconoscibilità dell’artista, lo spreed della popolarità di questo o quell’artista verso il pubblico.

Ancora in questo secolo non ancora maggiorenne, l’influenza dei media specializzati e no, resta enorme, ma c’è un altra strada: attraverso il web superare l’intermediazione della lettura del blogger, del giornalista, dell’addetto ai lavori, del critico e del curatore, la possibilità di determinarsi in quanto notizia e di personalizzarla e calibrarla su di sé.

Internet consente di non accodarsi ed accordarsi al volere ed al trend del mercato della notizia della provocazione artistica, fermo restando che il web può essere cassa di risonanza per i mass media che sanno di potere attingere a piene mani, per un artista pubblicare il proprio contenuto e la propria ricerca on line è una forma di tutela (altro che SIAE o la collezione e l’acquisizione privata), le informazioni prodotte e pubblicate su di sé (o da altri su di sé) non scadono.

Il web consente anche ampiezza di pubblico e capacità di approfondimento, gli “addetti ai lavori” e gli “intermediari” sovente semplificano i contenuti dell’arte, li riducono a trend e li stravolgono, la rete consente con una cerchia ristretta di nodi e contatti di rete l’approfondimento su dei focus e delle questioni.

La rete permette di recuperare puntualmente delle derubricazioni dall’agenda mediatica e consente di rivolgersi a sotto-interlocutori per alcuni inesistenti, insomma la rete è “la coda lunga” del sistema dell’arte contemporanea nell’isola come altrove.

Attraverso il web, gli artisti isolani, per la prima volta nella loro storia, hanno in autonomia la possibilità di generare un volume di attenzione maggiore di nicchia rispetto il “generalismo” degli intermediari ed addetti ai lavori.

Il web per l’artista isolano residente in questo secolo non è solo uno strumento di comunicazione, ma di progettazione e di condivisione della visibilità “work in progress”, in altre parole un altro sistema dell’arte, dentro il sistema dell’arte, oltre il sistema dell’arte.

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