L’ASSALTO AL CAMPIDOGLIO: UNA RIFLESSIONE A LATO

L’ASSALTO AL CAMPIDOGLIO: UNA RIFLESSIONE A LATO

Sul tentativo di presa del Campidoglio da parte dei manifestanti pro Trump è stato scritto di tutto.
Io voglio soffermarmi su un particolare:
i video in cui viene ripresa morire la veterana Ashli Babbitt.
Nei video si vedono l’ex soldatessa tentare di sfondare una porta, aiutati da altri due manifestanti, mentre a lato molti altri “golpisti” sono intenti a riprendere la scena.
Nessuno pare aver fatto caso al paradosso della situazione, che è poi il paradosso dell’intero “golpe”:
pochi esagitati (per lo più ex militari) agiscono, mentre la gran massa dietro a loro li riprende. Ad aumentare il senso d’assurdo della vicenda, si nota come al seguito di questi rivoltosi al cellulare ci sono videomaker (per lo più freelance) che riprendono chi riprende, e dietro a loro un variegato assortimento di agenti antisommossa, membri dei servizi segreti, ecc.
In quest’orgia di gente che ripende gente inseguita da membri di forze dell’ordine lo sparo è il momento che getta tutto nell’irreale:
nei video si sente il rumore dello sparo, si vede la donna cadere di colpo, e tutti a cercare di capire cos’è successo, tanto impensabile doveva sembrare ai presenti quella scena paradossale potesse concludersi in tragedia.
Questo breve resoconto mi porta ad alcune riflessioni che mi limito ad accennare:
1) Se l’idea dei sostenitori di Trump era quella di prendere il Campidoglio, pochi di loro hanno agito in tal senso: la gran parte sembrava pensare all’assalto al palazzo del potere come una carnevalata, una sorta di passerella a cui andare per sfoggirare la propria identità anti-sistema.
2) Proprio perché la gran parte dei manifestanti l’aveva intesa come una sorta di flash mob, invece di agire si limitato a riprendere quanto avviene, dandoci l’imbarazzante sensazione che esistano migliaia di filmati di cosa è avvenuto, e pochissimi possano dire di averlo fatto avvenire.
3) Le forze dell’ordine erano evidentemente disorientate difronte alla scena.
Come comportarsi con “rivoltosi” che invece di imbracciare armi filmano con gli smartphone?
Se intorno alla Babbitt non ci fossero state decine di persone a riprenderla, le forze dell’ordine avrebbero facilmente atterrato lei e gli altri due facinorosi.
Come in molte altre manifestazioni o tragedie, i gruppi che riprendono con il cellulare non sono neutri, ma un muro molle che impedisce a forze dell’ordine, soccorsi, ecc di intervenire efficacemente.
4) Sebbene non presente nel video, vale la pena riflettere sul coordinamento di tali “rivoltosi”.
A quanto sembra dalle prime ricostruzioni, questi erano fomentati dai tweet del presidente uscente Trump, quindi fra loro e il “capo” l’unico rapporto era di fatto leggere quello che il loro leader metteva sui social. Nessun piano, uomini “ombra” a coordinare e dirigere le operazioni, solo qualche decina di supporter che spinti da messaggi generici sui social decidono di agire senza la minima idea di cosa fare e di come farlo concretamente.
Federico Leo Renzi
https://www.youtube.com/watch?v=h5qk43qmy9c
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