LE CELLULE GRIGIE

LE CELLULE GRIGIE

Agatha Christie, maestra inarrivabile della letteratura poliziesca, affida ad uno dei suoi personaggi, Poirot, la capacità di sciogliere anche gli intrighi più ingarbugliati grazie all’utilizzo ottimale delle proprie “cellule grigie”.

In sostanza, l’investigatore belga raggiunge la verità semplicemente attivando le capacità analitiche del cervello.

Di questi tempi, dopo aver visto una messe impressionante di nonsense spacciate per analisi del voto e del suo risultato, mi domando se non siamo di fronte ad una mutazione genetica progressiva che disattiva meccanicamente ogni possibilità d’utilizzo delle “cellule grigie”, appunto.

Un nonsense è insito nell’accusa di tradimento da parte di chi, pur non avendo mai fatto parte del Movimento 5s, accusa quest’ultimo di tradimento per aver propiziato le fortune leghiste.

Che vuol dire, che siete stati inconsapevoli grillini e vi sentite traditi perché il centro della sua politica è stato rappresentato dalla colla sparsa sulle poltrone di emeriti opportunisti?

Se non è così, non siete mai stati parte della creatura di Casaleggio e avete esercitato la critica nei suoi confronti prima del voto, ciò che potete legittimamente fare osservare è che, come ampiamente annunciato da chi ha usato le cellule grigie all’atto della sua costituzione, le parole d’ordine più pregnanti del suo programma, una volta al governo sono subito state collocate dov’erano dall’inizio, cioè riempitivi senza importanza, idonei a rendere più morbida la permanenza sulle poltrone stesse.

Attenzione però, perché se per caso siete di sinistra o vi ritenete tali, compreso i piddini che pestano i piedi senza avere idea di cosa in realtà stia accadendo, beh, allora dovreste, nemmeno troppo legittimamente, ma a maggior ragione, guardare in casa vosta.

Esercizio difficile, certo, perché il tradimento è talmente lontano nel tempo da far supporre che, ormai, abbia causato la stessa mutazione genetica delle vostre cellule grigie.
Comunque l’elemento di curiosità più eclatante si raggiunge, nella situazione contingente, analizzando brevemente la componente più rumorosa e all’apparenza coerente dell’antifascismo e dell’anti razzismo militante.

Ad esempio, la crescita di questo movimento ha più a che vedere col Fascismo smaccato di Salvini o con la contingenza di un PD all’opposizione?

E’ corretto ammettere che si deve a tutt’e due i fattori, anche se, in realtà bisognerebbe aggiungere l’”effetto risveglio” dovuto al momento elettorale.
Ma se è così, è credibile che si sia persa memoria del tentativo smaccato del PD di sovvertire l’ordine costituzionale con la riforma bocciata dal Referendum?
Le navi cariche di armi respinte dai porti sono le stesse che scorrazzavano libere nel Mediterraneo, ben prima della tardiva levata di scudi della CGIL?

Se sì ed è sì, si tratta di un ravvedimento operoso reale (tutti possono sbagliare) oppure di un semplice gioco di sponda utile alla rimonta del PD?

E se, (poi mi fermo), l’antirazzismo è l’argomento che fa fremere più d’uno all’idea del Salvini vincitore, come spiega la cosa chi si è attivato contro Salvini dimenticando di farlo quando parimenti razziste venivano attuate le misure del PD Minniti e come si spiega che il tutto sia passato senza lasciar traccia nella memoria di costoro?

Tutto questo e altro che ho omesso solo per brevità, per dire che quando si cercano le responsabilità dello sfacelo politico italiano, l’unico esercizio che mantiene una sua validità sarebbe quello di porsi davanti allo specchio, non foss’altro che, per cercare un segnale che ci dica se c’è ancora speranza.

In caso contrario, la risoluzione del rebus futuro ci sarà e l’avremo scelta ancora una volta noi, senza saperlo.

G Angelo Billia

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