Le presenze di Gabriele Genchi

Mostra: personale di Gabriele Genchi

Titolo: Presenze

Luogo: Bem Viver. Via Monti 5. Corsico (Milano)

Inaugurazione: martedì 21 novembre 2017 alle ore 19,30.

Proiezione di video e letture.

Presentazione di Antonella Prota Giurleo.

Durata: sino a domenica 7 gennaio 2018 Orari: martedì a giovedì: 8.00 – 00.00 – venerdì – sabato: 8.30 – 1.00 -domenica: 8.30 -20.00

Curatrice: Antonella Prota Giurleo.

Il Bem Viver, bar equo-solidale del Sud Ovest milanese, è un luogo particolare dove si chiacchiera, si gioca, ci si confronta e si ragiona centellinando bevande e/o consumando pasti o spuntini.

In questo luogo si è deciso di progettare una serie di mostre che facilitino la conoscenza e offrano possibilità di incontro, in una miscellanea di linguaggi, dal visivo al verbale al musicale.

Gabriele Genchi è un giovane fotografo che frequenta la sezione multimediale del Liceo artistico a Milano.

Ho avuto modo di vedere le sue immagini che mi hanno intrigata. La modalità migliore per presentarlo, al di là della visione di video e fotografie, mi sembra quella di dargli parola attraverso ciò che ha detto in risposta alle mie domande.

A.P.G: Come è nata la tua passione per la fotografia?

G.G. Appassionato di cinema e di arti visive, fin da piccolissimo sono stato affascinato dal significato che le immagini sapevano darmi.

La passione per la fotografia è stata la conseguenza di queste suggestioni. Ho poi avuto la fortuna di incontrare la mia professoressa di multimediale, Giulia Minetti, che mi ha insegnato ad amare ancora di più il mezzo fotografico.

Grazie anche al professore di discipline multimediali Lorenzo Pietrogrande.

A.P.G. Nelle tue immagini si vede spesso una concomitanza di utilizzo del bianco e nero e del colore.

Ciò è, evidentemente, voluto.

Cosa intendi trasmettere con questa tua scelta?

G.G Il bianco e nero ha costituito il mio primissimo amore, l’approccio con la fotografia a colori è stato successivo.

Con Il bianco e nero intendo sottolineare il concetto del ricordo del passato che diventa presente nello sguardo e nei gesti dei ritratti oppure di oggetti nascosti e riscoperti, tra ombre visibili e squarci di luce.

Nel colore mi affascina il contrasto netto, la luce e il presente che fugge verso l’immediato futuro.

A.P.G. Come scegli i soggetti del tuo lavoro?

G. G. I miei soggetti preferiti sono le persone della mia quotidianità ma anche gli imprevisti incontri con personaggi il cui volto mi ispira una storia da raccontare.

I luoghi che più mi attraggono sono quelli che odorano di passato, territori da recuperare, anfratti nascosti dove scoprire meraviglie inesplorate.

Vorrei trasmettere le stesse emozioni che mi hanno condotto allo scatto di un soggetto, di un oggetto, di un luogo.

Vorrei che in un ritratto risaltasse la personalità del soggetto fotografato, nel luogo la sua storia e negli oggetti il vissuto.

A.P.G. Mi sembra che, per raccontare una storia, sarebbe interessante anche la modalità del video.

Hai pensato anche all’utilizzo di questa tecnica?

G.G. Ho in mente di passare dalla fotografia anche al video, ma si tratta di un mezzo che per ora non ho ancora sperimentato abbastanza.

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