Leader e gregari

Leader e gregari.

Chi per nascita possiede un potenziale rivoluzionario, viene spesso discriminato, escluso e scartato da chi non lo possiede.

E questo succede già nell’infanzia.

Bambine e bambini fastidiosi, perennemente vessati e placati da genitori, fratelli, maestre…
Bambini difficili.

Inquieti.
E quando parlo di “bambini rivoluzionari” non mi riferisco alle figure dei burattini mediatici “servi” della politica o della società.

Parlo di personalità politiche, artistiche, carismatiche e creative vere, che “mettono insieme”, che hanno come obiettivo le sinergie tra le persone, le idee, il progresso, il bene comune.

Chi discrimina senza appello, è più propenso al gregariato o all’immobilismo, che alla leadership.

Sono individui affascinati dai leader, gli si affiancano spesso, ma nascondono loro un odio profondo, una competizione soffocata un’invidia devastante, e una sommerso godimento nell’umiliarli e criticarli con tutti in privato, vestendo i panni delle vittime.

Sono quelli che poi, in caso di fallimento di qualsiasi progetto, si salvano sempre, gregari e secondari quali sono, possono sempre scaricare la responsabilità su qualcun altro, e mai su loro stessi.

Tiziana Troja, Lucido Sottile

 

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