L’educazione di un artista secondo Ben Shahn (I parte)

“Naturalmente l’educazione di un individuo inizia nella culla. Ma essa può benissimo cominciare anche prima. Essere nato povero… o essere nato ricco… non è questa la faccenda. Una simile diversità può solo favorire l’incontro con l’arte. Giovani dell’una e dell’altra origine possono divenire o no artisti meravigliosi. Ciò dipende da fattori quasi indipendenti dalle circostanze della nascita. A quanto pare, la loro possibilità di divenire artisti di rilievo dipende da una curiosa combinazione della biologia con l’educazione, che operano l’una sull’altra in modo troppo sottile perché possa essere controllato dall’occhio.

Vi è comunque un certo programma minimo. Tre sono, grosso modo, le condizioni che costituiscono l’attrezzatura fondamentale di un artista: essere colto, essere educato, essere integrale. Sono il primo ad ammettere che la mia scelta dei termini è arbitraria; essi potrebbero essere sostituiti da altre parole, e significare approssimativamente la stessa cosa. Comunque questa libera scelta di termini ha una sua ragione, che forse risulterà chiara in seguito.

Comincia a disegnare nella vita il più presto possibile. Se cominci davvero subito, potrai utilizzare qualunque strumento adatto, e disegnare su qualsiasi superficie liscia non occupata. I frontespizi dei libri sono eccellenti, ma anche i margini dei manuali scolastici hanno una propria funzione; possono ospitare schizzi sulle materie discusse in aula, e su altri argomenti che è meglio tacere.

Ecco il corso di educazione artistica che io consiglio.

Frequenta una università se ti è possibile. Non vi è oggetto di conoscenza estraneo all’attività che dovrai svolgere. Ma prima di andare all’università lavora per qualche tempo. Va’ in un campo di patate o ad ingrassare motori in un’officina. Ma se lavori in campagna, ricordati di utilizzare tutti i tuoi sensi per guardare e sentire la terra e le cose che maneggi, sì, anche le patate; o, nell’officina, non dimenticarti di fiutare il tanfo dell’olio, del grasso, della gomma bruciata. Dipingi, naturalmente, me, se devi lasciare per un certo tempo la pittura, continua a disegnare. Ascolta bene tutte le conversazioni, impara da esse e prendi le cose con serietà. Non considerare niente e nessuno indegno d’attenzione, e non guardare nulla dall’alto in basso. All’università o fuori, leggi. E formati delle opinioni tue! Leggi Sofocle ed Euripide, e Dante e Proust. Leggi tutto quello che puoi trovare pubblicato sull’arte, ma non sui giornali. Leggi la Bibbia; leggi Hume; leggi Pogo. Leggi ogni tipo di poesia, e fai conoscenza con poeti e artisti. Va’ a una scuola d’arte, a due o a tre e frequenta corsi artistici serali, se è necessario. E dipingi e ridipingi, e disegna e ridisegna. Impara tutto il possibile, anche al di fuori dei programmi di studio. Impara la matematica, la fisica, l’economia, la logica e soprattutto la storia. Impara almeno due lingue oltre la tua. Guarda quadri e ancora quadri. Guarda ogni genere di simbolo visivo, ogni tipo di emblema; non disdegnare le insegne, né le sagome dei mobili, né questo o quello stile artistico. Un quadro potrà piacerti e un altro no; non aver paura del tuo giudizio, se è sincero, ma rispetta anche i quadri che non ti piacciono. Non trascurare nessuna scuola artistica, né i preraffaelliti, né la scuola dell’Hudson, né i pittori di maniera tedesca. Discuti e ridiscuti, siedi ai caffè, ed ascolta alla radio Brahms, Brubeck e l’ora di italiano. Ascolta i predicatori nelle chiese delle cittadine e delle metropoli. Ascolta i comizi politici nelle città del New England, e gli urli della folla dell’Alabama. Disegnali anche. E ricorda che stai cercando di imparare a pensare quello che vuoi pensare, e stai cercando di coordinare la mente con l’occhio e la mano. Frequenta musei e gallerie di ogni genere e gli studi degli artisti. Vai a Parigi, a Madrid, a Roma, a Ravenna, a Padova. Resta da solo nella Sainte Chapelle, nella Cappella Sistina, nella Chiesa del Carmine a Firenze. Disegna e ridisegna, e dipingi e impara a lavorare con diversi procedimenti; prova la litografia, l’acquatinta, il batik. Impara tutto il possibile sull’arte, ed abbi su tutto opinioni tue. Non aver mai paura di impegnarti nell’arte, nella vita o nella politica, né di imparare a disegnare o dipingere meglio di quanto sai; né di lavorare in un genere artistico vantato o trascurato: l’importante è che tu vi lavori con onore.” (fine I parte, continua…)

Concettina Ghisu

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