L’estensione della lotta di classe

La sparizione dei partiti comunisti, partiti dichiaratamente di classe e per la lotta di classe, l’assimilazione del marxismo e del postmarxismo a mere forme di speculazione intellettuale universitaria e parauniversitaria, hanno eliminato dall’autocoscienza collettiva la nozione di classe sociale e di lotta fra classi, non la realtà di questa lotta.
Venuta definitivamente meno la cornice intellettuale del conflitto, che era sia una forma di intensificazione che di contenimento di quest’ultimo, la lotta di classe si è estesa ovunque: dalla quantità di rapporti sessuali al grado d’istruzione, dai consumi culturali e alle pose con cui ci si pone sui social, ogni ambito della vita è diventato un’arena in cui si scontrano le diverse classi, ceti e fazioni, senza mai dichiararsi come tali.
La percussività, l’isteria, l’accanimento con cui si lotta in ogni ambito, è figlio di questa mancanza d’autocoscienza: se si tornasse a pensare e parlare di semplice odio di classe, di disparità dei redditi, di volontà di dominio socio-economico di una classe sull’altra, l’odio sociale complessivo non aumenterebbe, ma diminuirebbe… perché finalmente avrebbe trovato il suo nocciolo, il suo nucleo, il suo centro, e potrebbe ritirarsi dall’occupazione militare delle periferie.

Federico Leo Renzi
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather