L’ESTETICA ROSE’ DELLA SINISTRA ROSE’

L’ESTETICA ROSE’ DELLA SINISTRA ROSE’

La sinistra rosè è pacifista ma ha sempre dei nemici terribili da combattere, o meglio, da abbattere.

Questa volta la sinistra rosè internazionale ha iniziato una campagna di lotta radicale contro il turismo extra-alberghiero, contro i B&B per intenderci.

Ovviamente la sinistra rosè è pura e non si sognerebbe mai di cavalcare la sete di monopolio dei grandi gruppi alberghieri internazionali. Figuriamoci!

La lotta è estetica!

La sinistra rosè è pura, è oltre, è molto al di là, è fondamentalmente raffinata e, da un punto di vista inevitabilmente colto e raffinato, combatte il turismo extra-alberghiero in difesa e salvaguardia della bellezza archittetonica, delle “diversità”, delle peculiarità della storia e della cultura locale, tutte cose che sarebbero irrimediabilmente minacciate dall’iscrizione a “Booking” o “Airbnb”.
Il fenomeno è internazionale, la battaglia, come spesso succede con la sinistra rosè, è globale.

Perfino il giornale The Guardian è passato dalle strenue battaglie contro Maggie Thatcher a quelle contro il terribile turismo extra-alberghiero foriero di cotanta inciviltà.

Ma passiamo agli aspetti locali di questa battaglia, ai rosè cagliaritani.

Sembra che la nostra città sia divenuta improvvisamente uno schifo, tutti questi turisti e turiste biondi, neri, bianchi, marron, gialli, parlanti lingue diverse, alloggianti in case private, spendenti soldi in ristoranti e negozi e tessenti le lodi della nostra città per il mondo, a quanto pare sembrano portare un grave danno alla città.

Noi stupidi ignoranti e superficiali non ce ne eravamo accorti ma la sinistra rosè, depositaria dei segreti dell’arte, dell’architettura, del bon ton e dei grandi processi micro e macro economici, per fortuna ci ha avvertito del terribile destino a cui, inconsapevoli stavamo andando incontro.

La nostra città bellissima è sotto attacco, un attacco terribile senza precedenti.

Ora, dico io, mettendo da parte la prudenza che mi ha sempre contraddistinto: ma dopo le sozzure architettoniche e urbanistiche di Zedda, Paolo Frau & co.

Dopo la violenza usata contro le opere di Ubaldo Badas, dopo aver lastricato di finti-graniti di Bricomen piazzette e strade storiche, dopo la violenza che urla vendetta al cospetto di Dio su quelle meravigliose scalette di Santa Teresa del ‘700 (non so nemmeno se è stata già perpetrata (mi rifiuto di passarci), dopo gli squallidi selciati del centro storico, dopo l’abbandono a se stesso dell’intero quartiere di Castello, dopo aver raso al suolo gli alberi che stavano da decenni, forse un secolo, dentro la vecchia falegnameria di Marino Cao per sostituirli con una fottuta giostra, dopo i progetti all’arma bianca per sventrare le mura pisane e farne parcheggi, dopo il progetto per la realizzazione di un hotel a 5 stelle nel vecchio ospedale marino (non so nemmeno se già approvato perché nella disperazione e nel disgusto mi tappo gli occhi e le orecchie per non vedere e non sentire), dopo che la giunta Pigliaru, massima espressione del potere politico e accademico delle elite rosè cagliaritane, sta approvando una legge per permettere la cementificazione (principalmente alberghiera) su tutto il sotto costa sardo.

Ora, dopo tutte queste sozzure, i salotti buoni della città insorgono e ci dicono che la città è in grave pericolo economico ed estetico di fronte alla piaga dei B&B.

Dopo dieci anni di crisi economica che hanno portato al più grande spostamento di ricchezza dalla classe media a pochi super ricchi, fenomeno fondamentalmente legato ai percorsi e processi politici della sinistra neoliberista globale in nome del mercato libero che più libero non si può, oggi si cerca di creare rancore diffuso nei confronti di coloro che rimediano uno stipendio mettendo a reddito una delle poche cose che sono riusciti a salvare da questa razzia liberista, la propria casa (chi l’ha salvata), e lo si fa in nome di principi estetici e visioni economiche di lunga, lunghissima scadenza.
Mettendo un po’ da parte la prudenza che normalmente mi contraddistingue vi dico che siete davvero dei bei bastardelli.

Mentre voi trascorrete le serate nei lounge bar, negli assessorati o nel posticino da burocrate che vi garantisce stipendio, tredicesima, quattordicesima, ferie pagate e pensione, a discutere di grandi visioni economiche ed estetiche, di grandi idee architettoniche in francising e altre brutture che stanno rendendo le città del mondo tutte uguali, di materiali d’avanguardia di Bricomen, di strategie economiche di lunga, lunghissima durata… e altra roba per classi dirigenti, là fuori c’è un numero considerevole di famiglie cagliaritane che vanno avanti, riescono a mangiare, a vestirsi dignitosamente a garantire istruzione ai figli, insomma a mantenere un minimo etico di dignità, attraverso la messa a reddito della casa.

Non sono un economista (Dio me ne scampi) e quindi non affronto il problema, ma per quanto riguarda le prospettive economiche di lungo, lunghissimo respiro che sarebbero, secondo i rosè, messe irreversibilmente a rischio dai B&B e da Airbnb, vorrei solo ricordare come le “intuizioni” e strategie rosè macro e micro economiche degli ultimi vent’anni abbiano ridotto al precariato e alla fame la classe media e i lavoratori.

Per quanto riguarda il lato estetico, il discorso si fa più complesso.

Anche qui devo mettere da parte la mia proverbiale prudenza e fare un discorso che non avrei mai voluto fare.

Ma vi siete visti allo specchio?

No, perché se vogliamo fare un discorso di estetica cittadina, l’uomo è la donna sono parte integrante del paesaggio cittadino (lo so che è brutto fare questo discorso, ma come far finta di niente di fronte alle vostre battute di spirito e alla vostra indignazione sulla inaccettabile mancanza di stile e sulla sciatteria dei turisti nordici, battute e indignazione che stanno diventando mantra e must dei lounge bar esclusivi cittadini).
Ripeto.

Ma vi siete visti allo specchio?

Avete un’idea minima dei canoni estetici del corpo umano così come si sono delineati ed evoluti nella storia dell’arte?
Mi riferisco in particolare agli studi di Leonardo da Vinci sulla sezione aurea applicata alle proporzioni del corpo umano, secondo i dettami del trattato “De Divina proportione” di Luca Pacioli del 1498 (alla cui elaborazione Leonardo stesso partecipò con sessanta tavole).

In realtà già Fidia nel V sec. a.C. parlava di “proporzione aurea” come “numero che controlla il mondo”.

Policleto (sempre nel V sec. a.C.) tenta di fissare un canone per le proporzioni armoniose delle varie parti del corpo attraverso uno schema in cui la misura della testa è il modulo: il corpo misura 8 volte la testa, le gambe 4 volte, il busto 3 volte. (Il suo meraviglioso “Doriforo” è stato concepito e realizzato nel rispetto di tali canoni).

In tutta la storia dell’arte, da Leonardo da Vinci a Piero della Francesca, da Sandro Botticelli a Salvador Dalì, possiamo trovare autorevoli richiami alla sezione aurea.

In natura il rapporto aureo è riscontrabile in molte dimensioni del corpo umano.

Se moltiplichiamo per 1,618 la distanza che, in una persona adulta e proporzionata, va dai piedi all’ombelico, otteniamo la sua statura.

La distanza dal gomito alla mano con le dita tese, moltiplicata per 1,618, dà la lunghezza del braccio.

La distanza che va dal ginocchio all’anca, moltiplicata per il numero aureo, dà la lunghezza della gamba dall’anca al malleolo.

Siete sempre allo specchio?

State misurando o state vomitando?

Anche il volto umano è tutto scomponibile in una griglia i cui rettangoli hanno i lati in rapporto aureo.

Anche la percezione umana, il desiderio sessuale, l’empatia mostrano una naturale preferenza e predisposizione verso le proporzioni in accordo con la sezione aurea.

Ora, se siete ancora lì, di fronte allo specchio, ditemi cosa c’entrate voi con la divina proportione, con i canoni estetici storicamente dati?

Di quale allarme estetico per la città state cianciando?

Portate in giro per la città quel corpo sgraziato e sproporzionato, lo fate da decenni, alcuni da un lustro.

Credete a me, il primo vero attentato estetico alla bellezza della città siete stati, e siete, voi.

Non ve l’abbiamo mai detto per educazione e un po’ di perbenismo di facciata ma col vostro corpo sgraziato, con la vostra lontananza da ogni idea di equilibrio, grazia e armonia, avete fatto saltare per aria tutti i canoni di Policleto.
Se poi facciamo riferimento al corollario classico parmenideo della negazione di dualità dell’essere, nel senso che il corpo non è antitesi o sovrastruttura dell’anima ma anima stesso, nient’altro che la parte visibile dell’anima, possiamo definitivamente trarre le conclusioni sull’impatto estetico ed etico dei vostri corpi/anima sulla città.

PS
vi chiedo cortesemente di non condividere i miei post, non sono interessato a divulgazioni delle mie riflessioni, scrivo per questa ristretta cerchia di amici (si fa per dire, in realtà scrivo per me stesso) di sicuro non scrivo per narcisismo, per visibilità politica o bloggistica, né per cercare figa o affascinare femmine (sono portato naturalmente alla monogamia e talmente aderente alle proporzioni della sezione aurea che l’unico problema che ho con le donne è tenerle lontane)

Antonio Musa Bottero

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