Lettera a Cagliari Art Magazine: Il forum dell’arte contemporanea a Prato.

Lettera a Cagliari Art Magazine: 

Il forum dell’arte contemporanea a Prato.

Opera di Pietroiusti, sospetto.

Senza arte ne parte fa della sociologia, assieme ad un personaggio che ha avuto l’astuzia di inventarsi un ruolo: Pierluigi Sacco.

Ma non me la prendo con loro.

Arte anestetizzata la mania concettuale di presentare archiviare ridurre qualcosa che è più complesso.

Si vede che hanno i mezzi sociali ed economici per raccontarsi, che noia. Basta che lascino stare chi non li vuole frequentare.

Già negli anni novanta Pietroiusti si definiva “Intelligenza centrale”poi in stile bocconiano parlava di leadership, di gruppi.

L’in group e l’out group chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori.

Una finta socialità, una vera massa di manovra come fu con Oreste.

Si misero sul piatto tanti artisti per togliere chi aveva con Biennali ed altre mostre messo radici.

Un mio amico con cui bevo sempre un ottimo vino mi dice di fatto non è una cosa alternativa a nulla le stesse persone gli stessi critici dietro potenti e che non si sporcano le mani.

Ora “l’artista” smista, per loro va sul campo, bravo, del resto lor signori si sono sempre mossi solo se c’erano soldi, posti di potere.

Pietroiusti deciso e diplomatico per me non è un artista.

Spunti divertenti che il giorno dopo diventano idiozie, anni di terapie, recitava una bella canzone di Gaber.

 

Questi artisti da forum, queste burocrazie dell’arte sono il millieu di un certo lavoro concettuale, è un fatto di linguaggio.

Nel forum c’è l’opera.

Il palinsesto per un mondo ingorgato, da sedare e rendere colluso.

Le persone ed i luoghi mi ripugnano.

Io non condivido tutte le cose di questi venti anni di arte cosiddetta anoressica, anti arte non arte, soprattutto trovo molta poverta politica assenza di riflessione tematizzante.

Ho letto la brochure di Oreste è una continuazione del minimalismo di Piombino, il paese della realtà, l’interrogazione dell’ambiente, il pubblico che deve essere creativo e l’artista passivo a raccogliere.

Non è una novità ma dopo dieci anni uno si stufa e sono venti anni che non si parla di altro.

Pagine HTLM riempiono le tanta iniziative sul modello di questa arte anoressica e da usl.

Conquistare il tempo libero per fare l’amore, studiare, fare politica.

Nel post fordismo cosiddetto il lavoro diventa la vita activa, prende il posto della politica; è molto da post moderni intenderlo come riempitivo della vita e segna l’assenza di altri progetti, solo la politica in quanto invasione della scena pubblica e comunicazione.

Ci vuole un progetto forte, ci vuole prima una teoria che dobbiamo sempre verificare.

Dobbiamo sempre verificare.

Iskra Iskra

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