Lettere a CAM: dove termina il linguaggio comincia l’artista?

http://www.cagliariartmagazine.it/lettere-a-cam-il-linguaggio-disperso-a-disposizione-degli-accademici/

 

Arte come linguaggio? Chi è l’autore?

Da: atzori.fabio@
A: mimmodicaterino@cagliariartmagazine.it
Cc:
Data: Thu, 2 Mar 2017 18:39:27 +0100
Oggetto: Re: quadri ricevuti

Caro Mimmo, ti ringrazio della disponibilità. anche se sono rammaricato di percepire nelle tue parole un sentimento angosciato e quasi infastidito per la ruvidità del confronto.

Le mie sensazioni sono invece opposte, e del tutto positive, forse per l’abitudine maturata rispetto al dibattito in ambiente eterogeneo, forse per gli stimoli che ne ricevo.

IL bello però è proprio questo!

Le tue analisi (ma anche quelle di altre fonti da cui mi abbevero), con le ricerche correlate a cui mi costringono, mi stanno catapultando in un gioco estremamente vivace e rimestando il calderone di idee da tempo sedimentato nelle secche di un blocco creativo.

Insomma, questo scambio mi ha dato una scossa positiva e fornito una buona spinta al punto di riprendere in mano, con altissimo ritmo e con maggiore convinzione alcuni lavori ( ) su cui mi ero impantanato.

Ti scrivo oggi che ho ricevuto un responso importante e del quale ti riconosco alcuni meriti.

Ora ho tanti di quegli input che mi risulta difficile contenerli.

Mi sto rendendo conto che le nostre disquisizioni man mano che si infittiscono, potrebbero essere convogliate in una raccolta di saggi.

Un progetto che , se continuassimo con questi ritmi , senza cadere nell’errore di mettere troppa carne al fuoco, fra qualche mese potrei prendere in reale considerazione.

Ma la ridondanza di spunti e questo strano dinamismo creativo non sembra limitarsi all’impegno narrativo.

Devo confidarti che non mi sento neppure il vero autore dei miei attuali scritti , non mi sembra di esserlo.

Come avrai notato sto un po’ rallentando la corrispondenza (a cui tengo molto), forse per l’eccesso di materiale a mia disposizione non certo per una caduta d’interesse.

Fabio


NON PRENDERE IL VISSUTO PER ASTIO

Mi spiace che tu percepisca nelle mie parole, un tono angoscioso, nessuna angoscia, solo consapevolezza figlia d’esperienza che vivo con la giusta leggerezza fatta militanza.

Il tono è dettato da una vita di confronto specialistico con addetti ai lavori, confronto che ha materializzato un profilo artistico (il mio, sempre che sia artistico) anomalo, con un portfolio fatto di diffide legale ed insulti.

Forse non lo sai, ma penso d’essere stato l’unico artista indipendente (sempre che io sia tale) ad avere una rubrica diretta, autonoma ed indipendente su Flash Art, la rivista d’arte più importante d’Europa che fino a qualche tempo fa dettava la linea al sistema dell’arte nelle sue traiettorie di mercato (Celant con il suo Minimalismo e Bonito Oliva con la sua Transavanguardia nascono con quella testata).
L’unico artista (o presunto tale) che senza filtro alcuno ha avuto la possibilità di confrontarsi in Rai con Bonito Oliva.
Immagina che sono stato diffidato anche da qualche Maestro dell’Accademia di Belle Arti dove mi sono formato, nonostante la stessa Accademia mi avesse licenziato con il massimo dei voti con lode e bacio Accademico.

Alla fine di questo secolo l’arte con i suoi linguaggi ha perso la tensione alla ricerca, alla scienza, all’essenza, alla verità, alla ricerca del suo senso, alla comprensione della sua essenza, si è tradotta in mercato privo di voci e di dialettica critica.

Questo mi ha portato e mi ha lasciato in quest’isola, alla periferia della consapevolezza olistica del fare arte.
Tutto questo un poco logora e mi porta a discorrere sull’arte non proprio in maniera amabile con toni secchi, netti ed aridi.

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