L’eurocomunismo liquida il comunismo

La risoluzione UE che “equipara” nazismo e comunismo ha vari punti d’interesse per un politologo.

Mi limito ad uno, che non è stato sufficientemente rimarcato: ad essere condannato è il comunismo nella sua versione reale, “dura” come direbbe Bauman.

Con esso vengono implicitamente stigmatizzati i diritti sociali, che furono la seconda generazione di diritti umani approvati dalle “nazioni libere” durante lo scontro ideologico con il socialismo reale.

L’euro comunismo che si è sempre più fuso con i diritti civili, trasformandosi de facto in una versione radicale delle politiche identitarie delle minoranze, non viene nominato, ma anzi, esce “purificato” dagli ultimi legami che lo connettevano all’esperienza sovietica.

Ciò che rimane da questa epurazione -puramente verbale- è un comunismo “liquido”, innocuo, pronto per fondersi con il neoliberismo più sensibile alle istanze delle minoranze.

La transizione da falce&martello alla bandiera arcobaleno ha trovato la sua più incisiva e coerente formulazione.

Federico Leo Renzi

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