LiBeRi TuTTi!

LiBeRi TuTTi!
Sabato 14 gennaio dalle ore 17:00 alle ore 20:30
Studio 149 – Via della Vittoria, 149 – Cascina (Pi)
Evento di Arte Contemporanea a cura di Lorena Sireno con la collaborazione di Isabella Michetti. (Foto in copertina di Massimo D’Amato)
Sarà presentato all’interno dell’iniziativa il romanzo di Massimiliano Baroni dal titolo : LA MISERIA E L’OBLIO – Sarà presente l’autore.
Opere, video e performances di : Mauro Andreani, Alessio Bianchini, Paolo Bottari, Enzo Correnti, Gianluca Cupisti, Massimo D’Amato, Barbara Fluvi, Alessandro Giannetti, Bruno Larini, I Santini Del Prete, Murat Onol, Ina Ripari, Lorena Sireno.

Sulla carta non siamo mai stati liberi quanto in questo nostro tempo. Eppure è per certi versi manifesta l’angustia delle prigioni in cui siamo costretti: celle che sovente contribuiamo in prima persona ad erigere. Ne è esempio lampante quel mondo virtuale che si è ormai aggiunto al piano della realtà. Formalmente, i vantaggi che ha apportato alle nostre vite sono illimitati: libertà di informazione, di opinione e di espressione di sè. Quelle stesse libertà hanno però in sè un’inquietante zona d’ombra, così la libertà di informazione e di scelta delle fonti corrisponde spesso ad una conoscenza insospettabilmente distorta e manovrata da oscuri poteri forti. Quella di opinione sovente finisce per coincidere con un obbligo a pubblicizzare un’opinione che magari non si è nemmeno avuto tempo e modo di formarsi adeguatamente; la libera facoltà di espressione da parte sua e con particolare riferimento alle piazze dei social network, ci impone di disegnare e dare in pasto a chiunque un’immagine di sè che non tarda a pretendere in cambio della assoluta libertà della sua posizione originale, una fedeltà alla stessa logorante e asfittica.
Serpeggia così un disagio sempre più consistente, che ha però per il momento la forma di un brusio sommesso, con solo qualche isolato e rabbioso grido d’allarme ad illuminare il passaggio come un lampo,prima di vederlo ripiombare nel buio. Per quanto diffuso, un simile malcontento, disorganizzato e ancora acerbo, non può aspirare a trovare un modo di esprimersi chiaramente e fare così valere le proprie pretese.
ed è qui che l’arte del nostro tempo potrà rivelarsi provvidenziale, cavalcando a suo modo il malcontento latente nella società. D’altro canto mille volte nel corso dei secoli gli artisti si sono resi fautori di un atteggiamento sovversivo e provocatorio nei confronti dell’ordine costituito – del cosiddetto stato delle cose: ed anche in quello è consistito in buona misura il loro genio. Perciòquello che ci si propone è un esperimento, da condursi con intenti non (solo) polemici ma autenticamente conoscitivi. Condivideremo a tal fine un tempo pur limitato di piena libertà: e ciò che otteremo sarà un saggio corale e multicolore, non del tutto prevedibile, di quel che saremmo in grado di fare una volta ottenuta una tale emancipazione (Isabella Michetti).

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