L’ICONOLOGIA CONTRO I MAESTRI

L’ICONOLOGIA CONTRO I MAESTRI

“L’iconologia va oltre l’iconografia perché non si limita al simbolo in relazione al committente, ma legge il contesto storico, i distinguo di classe dei committenti e della classe sociale dove l’opera si determina, legge l’opera oltre il merito determinato esclusivamente da “addetti ai lavori” che gestiscono la quotazione dell’artista.”

L’iconografia è quel metodo che serve all’artista per leggere i simboli nel linguaggio dell’arte, la lettura dell’icona permette di carpire il significato linguistico dell’arte oltre il suo significato contemporaneo (il cane a esempio è simbolo di fedeltà, il serpente è veleno mellifluo e subdolo e via dicendo).
L’iconografia è principalmente strumento d’indagine storica, capisco quell’opera studiando come si è materializzate e come sono nati quei simboli nella relazione con il committente.
L’iconologia va oltre l’iconografia perché non si limita al simbolo in relazione al committente, ma legge il contesto storico, i distinguo di classe dei committenti e della classe sociale dove l’opera si determina, legge l’opera oltre il merito determinato esclusivamente da “addetti ai lavori” che gestiscono la quotazione dell’artista.
L’iconologia comprende un pubblico dell’arte molto più ampio riguardo al contemporaneo rispetto all’iconografia per la quale non esistono artisti e artisti, spettatori e spettatori e committenti e committenti.

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