L’idea dell’arte isolana a Bruxelles

L’idea dell’arte isolana a Bruxelles

Un amico, un artista che contributo alla dialettica dei linguaggi e degli stili dell’arte a Cagliari e nell’isola tutta, che ha mosso con il suo lavoro la storia dell’arte isolana, di nome Angelo Liberati (quindi non proprio un amico qualunque), mi segnala un post facebook postato dal presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru.
L’occasione del post è l’attesa a Bruxelles di una delegazione della Regione Sardegna in attesa d’incontrare un commissario Europeo (l’incontro riguarda la peste suina e come contrastarla).
L’onorevole governatore narra come insieme al resto della delegazione, siano ospitati in una bella e grande sala, con a parete soltanto un quadro, e mostra la foto del quadro che allieta l’attesa.
Il quadro, a pensare male appeso per l’occasione, è una semplice scena di genere, di sardi in costume che galoppano da destra verso sinistra armati di bandiera dei quattro mori, valore artistico nullo.
La pittura di genere è una pittura nata nel settecento destinata a un mercato borghese a dimensione turista, una cartolina artigianale per portafogli medi, un ricordo pittorico da portarsi via da parte del turista culturale occasionale amante (ma non esperto) d’arte, una suggestione (storica o con delle licenze chiamate “capricci”) legata al luogo.
I cavalieri sardi e le dame sono in costume, non proprio scene che si vedono ogni giorno nell’isola, ragion per cui più che postare con vanto la foto il governatore si sarebbe potuto chiedere: “Ma a Bruxelles ci vedono soltanto così?”
Quel quadro nella sala d’attesa della delegazione isolana, sembra comunicare che la visione Europea dell’isola sia esclusivamente folk, di genere, stereotipata, da cartolina.
Non sono nato nell’isola, forse l’entusiasmo del Governatore alla visione di tale quadro è legittima, ma sapete cosa mi sarebbe piaciuto leggere nel post di chi governa la Regione Sardegna e si reca a Bruxelles per tutelarne cause e intenti comuni, dopo avere fotografato il quadro?
“La ricerca pittorica nell’isola è oggi ben oltre gli stereotipi di genere con cui Bruxelles ci etichetta, non per nulla a breve a Cagliari nascerà un’Accademia di Belle Arti che rinnoverà il dibattito di senso sull’arte contemporanea in tutta Europa, il fatto che Cagliari ad oggi non abbia mai avuto un’Accademia di Belle Arti e sia l’unica città metropolitana Europea ad avere avuto questo vuoto di percorso della Storia, sarà un incredibile generatore d’energia culturale per tutti.”
Perché davanti a un quadro come questo il Governatore della Regione Sardegna non ha scritto così?
Perché non progettare in Europa la propria storia dell’arte nel futuro limitandosi a prendere visione del proprio passato ridotto a esotica cartolina Europea?
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