L’IMPERO DEL BENE PUO’ FARE A MENO ANCHE DELLA LEGGE

L’IMPERO DEL BENE PUO’ FARE A MENO ANCHE DELLA LEGGE
Quando gli USA, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, erano l’unico impero rimasto sul pianeta, si preoccuparono di normare e giustificare legalmente l’uso della forza per mantenere il loro predominio.
Era l’epoca delle guerre umanitarie, degli interverti militari con larghissime coalizioni, di Colin Powell che presenta in mondo visione le “prove” del possesso di armi chimiche da parte di Saddam per giustificare la necessità di una guerra con l’Iraq.
Ora che Russia e Cina si affacciano sulla scena mondiale come imperi concorrenti a quello USA, i pretesti legali, i diritti umani e tutto il resto di argomentazioni alla ricerca di consensi interni e alleanze esterne è stato dismesso:
è oramai evidente che le guerre intraprese dagli USA e dai suoi alleati strategici (da Israele, Turchia, Arabia Saudita) non cercano nemmeno un qualche appiglio legale.
Si fanno perché banalmente gli attori che le iniziano hanno i mezzi economici, gli interessi geopolitici e la potenza militare per farle.
Questo dimostra che la pretesa superiorità valoriale dell’Occidente, la sua sacralizzazione del trattato come forma per dirimere le controversie internazionali, ecc erano solo vezzi momentanei dovuti alla posizione di primazia occupata dopo la fine dell’URRS.
Una volta rimessa in questione l’idea del dominio incontrastato, l’Occidente è tornato a fare esattamente ciò che hanno fatto tutti gli imperi nel corso della storia: usare la forza semplicemente perché può farlo senza temere ritorsioni.
Federico Leo Renzi