Linea di San Michele: punto due!

Linea di San Michele:

punto due!

Quella maledetta sublimata sedia, da dove l’immaginazione umana vede e crede che da quel trono venga emanata la luce della verità, che illumina il mondo e le sue anime.
Su quella sedia si sono succeduti per 20 secoli i successori di Pietro:
uomini sediziosi, felloni, impostori, sanguinari, pedofili e un’infinità d’artisti al loro servizio.
Intorno a essa per secoli sono scorsi fiumi di sangue, guerre infinite, tribunali inquisitori, roghi e interminabili fantasticherie.
A chi voleva distruggerla, combatterla, assediarla o colpirla con disprezzo:
Pietro prometteva l’inferno popolato da esseri infernali e torture.
I rappresentanti del divino, profeti armati di menzogne si impossessarono di immensi territori, imperi e città, annientarono popoli indifesi, anche quelli che vivevano nelle profondità delle foreste con i loro Dei asserviti alla Terra .
L’apostolico trono donò corone e terre a vecchi e nuovi monarchi, concedendo loro la divina misericordia, la clemenza e la vita eterna se prostrati e supplicanti ai piedi della sacra sedia avvolta dall’odoroso incenso.
Nel tempo non pochi regnanti donarono terre e ricchezze, figli e figlie a conventi e monasteri con i loro vessilli al trono Pietro e per accedere al Paradiso Celeste.
Nel territorio di Pietro si utilizzarono l’uso delle armi, dei veleni, l’impeto dei cavalli, oggi carri armati, aerei da bombardamento, missili e gas mortali.
Nel terzo millennio la guerra di religione sono ancora in atto per destabilizzare quelle nazioni che posseggono ricchezze materiali e immensi territori.
In nome di Dio vengono uccisi milioni di persone, la strage degli innocenti continua, mentre i mandanti vivono in buona salute e tanta ricchezza.
In questa realtà emergente la moltitudine diventa inevitabilmente un soggetto politico rivoluzionario, il potere del nuovo ordine mondiale è terrorizzato, teme di essere di essere rovesciato, di essere distrutto da una forza non riconducibile a determinate esperienze storiche.
La moltitudine crescente dei poveri diventerà un vorace mostro che terrorizzerà anche l’ideologia rivoluzionaria della borghesia intellettuale.

La potenza distruttiva dei poveri è l’anima della rivolta, una potenza di un unico corpo, stiamo in una fase costruttiva creativa, spontanea e l’atto finale sarà una rottura completa di ogni limite.

Il teatro della crudeltà è sotto gli occhi di tutti, nelle città,nelle piazze, nelle stazioni, sotto i portici delle chiese, ovunque migliaia di individui impoveriti muoiono tra le proprie feci e urine riempiti di barbiturici, un reale e concreto progetto di Eugenetica Silente di massa che supera quella di Hitleriana memoria.

Per cui sono convinto che il ruolo dell’artista è quello di creare luoghi di contrasto, assumere la posizione di artista ribelle, diventare guerrigliero informatico per distruggere l’informazione mediatica del potere e gli apparati di controllo totale sul bene comune. di conseguenza liberare i differenti paesaggi dei saperi comuni.

Antonio Milanese, per la “Linea di San Michele”