Linea di San Michele (punto uno)

Linea di San Michele
Punto uno:
L’arte in quanto mercato è uno strumento per uniformare il pianeta.
Gli addetti ai lavori sono ridotti a consumatori, sono tutti bidimensionali e sostituibili, nel nome di questo parrebbero non avere senso gli artisti radicati, oggi gli artisti servono nomadi e interconnessi, questo perché devono vendere tutto per comprare tutto.
I linguaggi dell’arte e i processi artistici, sono oggi uno strumento d’accumulo di ricchezze ineguagliabili, il processo d’accumulo è elementare:
– Il miliardario acquista un’opera d’arte di un tale artista.
– Il miliardario determina un trend perché è un modello di riferimento che tutti emulano.
– Il miliardario determina la domanda e l’offerta di ciò che ha acquistato, aumenta la domanda in relazione a ciò che acquista, ma l’offerta resta limitata.
– Il miliardario vende l’opera con un plus valore determinato da lui stesso e s’arricchisce di più: i suoi “artisti” sono per lui uno strumento per fare soldi.
Voi direte: “ma che scrivi?”, “Come si sostiene tutto questo'”.
Chi crea e determina il valore è il collezionista (miliardario o meno che sia), il collezionista miliardi determina valore attraverso mostre, cataloghi, prefazioni e articoli: il valore di mercato lo crea il club dei collezionisti.
Adesso: tutti sappiamo che io ho un unico ciclico e costante collezionista, che è Michele Franzese imprenditore storico localizzato con la sua attività Sciusciante a Ottaviano, che è però da intendersi come un cane sciolto, uno fuori dal clan dei collezionisti (il clan dei collezionisti che consentono a certi “artisti” di vivere tramite acquisti regolari che sostengono tutta la filiera (galleristi, direttori di musei, critici d’arte, intellettuali, prefattori, giornalisti specializzati e funzionari statali che pilotano fondi regionali e comunali destinati all’arte contemporanea).
Il club dei collezionisti (di cui non fa parte l’imprenditore e collezionista d’arte contemporanea Michele Franzese), determina un ritorno garantito del proprio investimento, promuovendo un pugno d’artisti che propagandano l’ideologia globalizzata di chi li foraggia (utili idioti che approfittano di una situazione).
Queste condizioni ambientali e sistemiche dell’arte in quanto prodotto, distrugge le singole individualità e le presenta in una luce negativa.
Chi conosce il mio profilo artistico, sa bene come io sia etichettato come conservatore, reazionario, nazionalista, bolscevico, comunista, fascista, dilettante e “disobbediente”, il motivo di fondo?
Non leggo il mercato come orizzonte di una civiltà umana.
Il collezionista da club è un barbaro, sogna un mondo d’artisti artificiali e artificializzati, digitali e bionici, cripto arte e Nft.
Lo scrivo: il transumano è totalitario.
Questo ci consente di ragionare sulla relazione tra investimento artistico e media di massa, pensate a cose come il dito medio di Cattelan, al plug anale di Mc Carthy o alla vagina di Kapoor.
Nel nome di questo il progetto “Linea di San Michele” sarà una linea retta di sette punti e sette artisti, dal chiaro e netto posizionamento ideologico e spirituale, politico e poetico, sette artisti di cui difenderò lavoro e contenuti, per sostenere l’arte contemporanea come principio di critica dialettica e didattica, e per critica non intendiamo la provocazione scatologica.