L’INFLUENCER: SOTTOPROLETARIA E MAGA

L’INFLUENCER: META’ SOTTOPROLETARIA E META’ MAGA
Di fatto la figura dell’influencer è l’emblema del proletariato della società dello spettacolo:
la sua esistenza è ridotta ad un perenne spettacolo al fine di vendere prodotti, idee, servizi in cambio di compensi sempre minori.
I compensi calano per un insieme di fattori:
l’inflazione di giovani che tentano questa carriera, i budget dei brand per il marketing che ogni anno si contraggono, la generale crisi di liquidità delle aziende.
In questo scenario l’influencer si vede contrarre i guadagni, aumentare le ore di lavoro e dover investire maggiormente su se stessa (scenari, viaggi, palestra, ecc) per risultare più attrattiva per followers e aziende.
L’altro particolare degno di nota, è il costante disprezzo che questa categoria attira sia dalla working class che dal proletariato intellettuale.
L’influencer viene bersagliata dalla classe impegnata nel produrre beni e servizi perché non produce nulla, e da quella abituata a maneggiare competenze ed idee perché rea di non avere competenze né umanistiche né scientifiche e nemmeno di maneggiare propriamente idee:
l’influencer infatti maneggia percezioni, auree, emozioni di sé e del prodotto che sta sponsorizzando.
Questo fa dell’influencer una specie di incrocio fra la maga e la sottoproletaria dell’immagine:
maneggia l’unica sacralità rimasta (quella dei brand e dei loro prodotti) e lo fa a cottimo per sempre meno soldi e con sempre meno diritti.
Federico Leo Renzi