L’INSOSTENIBILE BANALITA’ DEL LOCKDOWN

L’INSOSTENIBILE BANALITA’ DEL LOCKDOWN

C’è stato un cambiamento evidente non nelle dinamiche in sé del lockdown, ma della sua percezione da parte della popolazione.
Da misura emergenziale in un contesto emergenziale, è diventato nella percezione comune una misura obbligata la cui utilità è ancora riconosciuta, ma non ha altro fine che rinviare di qualche settimana un problema irresolubile.
Questo cambio di significato è dovuto ad una pluralità di fattori, qui ne elencheremo alcuni:

1- La stanchezza cronica e lo scoramento che ha preso la popolazione conscia che la pandemia non avrà fine a breve.

Il lockdown inizialmente sembrava una misura drastica capace di avvicinarci alla fine del problema, un sacrificio compiuto oggi per un bene maggiore che otterremo domani.
Ormai sappiamo che non è più così: lockdown oggi significa solamente il calo dei contagi per un mese e qualcosa, per poi ritornare al punto di partenza e ad un nuovo lockdown.

2- La sperimentazione del modello Stop&Go in alcuni paesi europei e la discussione (interna al CTS e ad alcune forze politiche) sull’applicarlo in Italia.

Nel modello Stop&Go il lockdown non è più una misura drammatica di fronte ad una situazione tragica, ma un meccanismo che scatta ogni tot giorni (ogni 15, ogni 30, a seconda dei paesi) indipendentemente dai contagi e dai morti.
Questo toglie al lockdown ogni carica salvifica e contenuto emozionale, trasformandolo in un meccanismo automatico che agisce da sé, come le tasse, gli esami di controllo medico di routine, ecc.

3- La sfiducia che la vaccinazione metterà fine alla pandemia.

I lockdown prima degli ultimi report scientifici sui vaccini avevano ancora il significato di contenere i morti fino all’arrivo del vaccino/salvezza, che avrebbe eradicato il problema.
Coerentemente con quanto dichiarato fin dall’inizio da parte delle case produttrici di vaccini, il vaccino non eradica la pandemia né fermerà i contagi, ma diminuirà in maniera significativa gli ospedalizzati e i morti.
Oggettivamente un grande risultato, ma dal punto di vista della psicologia di massa un semi fallimento: la pandemia finirà quando il virus avrà esaurito il suo percorso naturale di mutazioni e trasmissioni, e non grazie alla Scienza (con il vaccino) e al nostro sacrificio economico-politico collettivo (i lockdown).

4- I lockdown hanno ormai sostituito qualsiasi altra forma di prevenzione e pianificazione di contrasto alla pandemia.

E’ il punto più inquietante e demoralizzante della faccenda: ormai larga parte della popolazione ha capito che il lockdown elimina qualsiasi possibilità di discutere di riforme del vivere cittadino, di potenziamento del servizio sanitario, di profilassi sui mezzi pubblici/scuole/luoghi di lavoro.
I contagi salgono? Lockdown. I morti aumentano? Lockdown. Le scuole riaprono senza alcun miglioramento strutturale e si ammalano alunni e docenti? Lockdown.
Il lockdown è diventato la prima e l’ultima risposta invocata da politici, membri del CTS e medici per non dover più discutere di alcuna riforma strutturale del nostro vivere collettivo.
Anche solo dando una rapida occhiata ai punti sopra elencati, risulta evidente il perché perfino nel CTS si discuta animatamente sull’opportunità di invocare nuovi lockdown:
la sfiducia verso questo metodo di contrasto alla pandemia è ormai generalizzata, e se non c’è fede da parte delle truppe che una strategia elaborata dal comando porti alla vittoria, ma giri l’idea che sia semplicemente un eterno prender tempo, è difficile calcolare se rimarranno compatte o diserteranno in massa.
Federico Leo Renzi
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