L’intellettuale? Lasci fare!

Gli intellettuali lascino fare per respirare

Le sollecitazioni proposte dall’artista e ricercatrice Rossana Corti intorno alla discussione sul MAC evidenziano alcuni aspetti a mio avviso preoccupanti.

Posto che in tutta questa vicenda bisogna sottolineare il dato sicuramente positivo della restituzione alla città di un monumento nazionale, pur con le opacità già evidenziate in passato (si legga l’articolo di Vito Biolchini in calce), mi sconcerta che un’artista auspichi il silenzio degli intellettuali, per “lasciar fare”.

Questa demonizzazione dell’esercizio critico, questa ideologia del fare, questa ansia di prestazione senza progettazione, sono il sintomo pericoloso di quanto Umberto Eco ha definito il “fascismo eterno”. L’azione per l’azione, l’azione senza una necessaria riflessione, dove l’obiettivo si realizza solo a valle e mai a monte.

Un sistema dove gli intellettuali – categoria a cui peraltro non sento di appartenere – sono percepiti non come una risorsa bensì come un ostacolo, con sospetto.

È evidentemente il segno dei tempi…

Per poter osare, la città di Cagliari dovrebbe essere realmente ambiziosa e, in questo caso, costruire un percorso progettuale meno narcisistico e molto più spregiudicato.

Dovrebbe coinvolgere professionisti seri e accreditati mettendo in relazione una tradizione – mai vissuta come culto – con la sperimentazione, mettere in connessione il patrimonio artistico della Sardegna con quello nazionale e internazionale, leggere il passato per cogliere il presente.

A quel punto potremo scoprire ciò che già alcuni sanno, ovvero che la nostra isola non è affatto isolata, e che può dialogare senza alcun senso di inferiorità con il panorama internazionale dell’arte.

Fabio Acca

Dieci domande su San Francesco di Stampace: tutto bello, ma l’autorizzazione della soprintendenza dov’è?

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather